LA VAL(S)TORTA
Maria Valtorta e la sua opera…
Quando l’ispirazione letteraria è scambiata per ispirazione divina. E un romanzo su Gesù per “quinto evangelio”. “Pericoloso” per giunta, a detta di Ratzinger. Meglio Dan Brown…
J’ACCUSE
di un equivoco letterario-religioso
Perciò, quando i valtortiani dicono: “Maria Valtorta, chiamata ‘piccolo Giovanni’, non ha scritto un quinto Vangelo, ma ha sviluppato e illustrato, per divina ispirazione, i quattro Vangeli canonici”, occorre rispondere: “no”. La verità è che la Chiesa ha rigettato questa conclusione. Da 50 anni la Chiesa sostiene che la Valtorta non ha scritto sotto ispirazione divina ma a modo suo: ha semplicemente composto una “vita romanzata” di e su Gesù… Insomma, potremmo continuare e non essere lontani da ciò che disse l’allora Ratzinger per mezzo del Sant’Uffizio: “Una vita di Gesù malamente romanzata“… E anche se volessimo togliere il termine “malamente” , che esprime il giudizio della Chiesa, l’opera è davvero una vita di Gesù “romanzata”.
di Tea Lancellotti
Allontanando da noi la presunzione o la superbia di sostituirci al giudizio della Madre Chiesa, vogliamo semplicemente trattare l’argomento partendo da ciò che la Santa Sede ha già detto a riguardo. Desideriamo, inoltre, tentare di comprendere perché, pur essendoci stato parere negativo riguardo agli scritti della Valtorta, i fedeli, invece di obbedire, continuano ad andare contro le disposizioni ecclesiali.
Va sottolineato che la Chiesa non si è pronunciata sulla persona, ma solo sui suoi scritti. Pur non ritenendoli eretici, li ha però “sconsigliati perché pericolosi” alla fede “dei piccoli”.
Le denunce della Madre Chiesa su questi scritti sono due. La prima è del 1959 a cura del Sant’Uffizio con la firma dell’allora Prefetto cardinale Ottaviani; la seconda è del 1985 a firma dell’ex Sant’Uffizio. Il Prefetto era all’epoca Joseph Ratzinger, il quale era impegnato contemporaneamente nell’analisi dei testi e della biografia di un’altra mistica, Anna Katharina Emmerich, di cui abbiamo parlato già in precedenti articoli e la cui beatificazione giunse nel 2004 con la firma al decreto di approvazione del beato Giovanni Paolo II.
Va ripetuto che non intendiamo fare processi. In aggiunta, diciamo anche che in futuro le decisioni prese finora potrebbero cambiare. E’ sempre saggio e prudente attendere il parere della Chiesa. Pertanto, noi ci accingiamo a sviscerare l’argomento fermandoci a ciò che è stato detto fino ad ora: per il domani Dio vede e provvede.
PER VIE SEGRETE… E RADIO MARIA.
Nel Bollettino valtortiano del luglio 2010 leggiamo questa inquietante presentazione:
“L’Opera è restia a farsi trasportare sui veicoli di una propaganda aperta, ma preferisce dirigersi ai cuori, che se la comunicano l’un l’altro. Per tali vie segrete l’Opera ha raggiunto e continua a raggiungere ogni angolo della terra, fino ad aver suscitato spontaneamente traduzioni in più di 20 lingue, che tendono ad aumentare… Ogni volta, dunque, che abbiamo preteso di “lanciarla” con un servizio giornalistico, una pubblicità sulla stampa, uno stand alle fiere del libro, una conferenza o un convegno, a volte per iniziativa di altri con il nostro appoggio, ma sempre nella convinzione di rendere un buon servizio all’Opera, abbiamo fallito il colpo e siamo stati dirottati a servire tornando al solito posto di lavoro. Insomma, non dovevamo condurla, ma esserne condotti”
Inquieta quelle “vie segrete” giustificate dal quel dirigersi direttamente “ai cuori” comunicando l’un con l’altro: ci suona tanto di adepti,”per gli eletti”, settario, soprattutto se guardiamo al fatto che la condanna espressa dalla Chiesa è nata proprio a riguardo della difesa dei semplici.
Ad ogni modo usano anche Radio Maria, con la compiacenza di Padre Livio, per rendere pubblici questi scritti sconsigliati dalla Chiesa, definendoli “ispirati” quando la Congregazione per la Dottrina della Fede ha deciso, per ora, che non lo sono.
SE GESÙ PARLA “STRANO” E SI DISSOCIA DALLA CHIESA
L’ambiguità di queste parole è palese. Questo “Gesù” si esprime con pensieri strani, e comprendiamo perché per ben due volte la Chiesa definisce questi diari o quaderni come “pericolosi”. Sfogliando tutte le profezie dei mistici, riconosciuti tali, mai un Gesù Signore si dissocia dalla Chiesa che “vediamo”. Certo, Gesù mette in guardia sempre dai nostri peccati e dalle ombre che gettiamo sulla Sua Sposa, ma non ha mai avanzato il dubbio che “Sarebbe meglio allora che molte volte non la conoscesse. Dico che non conosce la Chiesa così come Io l’ho fondata“; al contrario, Gesù, nel suo rapporto con mistici e veggenti, solitamente cerca discepoli per riaffermare la credibilità dell’unica Chiesa da Lui fondata e guidata (più che animata), non semplicemente dal “suo” spirito, ma dallo Spirito Santo, Terza Persona della Trinità, che è Uno col Padre e il Figlio. La beata Emmerick, per esempio, parla certamente di ministri corrotti, perversi e pervertitori che guidano una “chiesa parallela”, ma non mette mai in dubbio la Chiesa in quanto tale. Qui, invece, la Valtorta dice ben altro, avanzando il dubbio che la Chiesa guidata da Pietro (intende questo quando viene detto “suoi ministri”) non sia la stessa di quella fondata da Cristo. E’ come se Cristo parlasse di un’altra Chiesa che la maggior parte dei fedeli non conoscerebbe o che “ Sarebbe meglio allora che molte volte non la conoscesse“. Il dubbio è palese e ci spinge a quella dottrina protestante secondo la quale la vera Chiesa di Cristo sarebbe quella “spirituale”, fatta dalla fede dei fedeli, e non quella retta dai ministri che sono sì sempre passibili di tentazione – e in alcuni casi anche corruttori di anime – ma anche “santi e santificatori”.
RATZINGER: UNA CONDANNA CHE NON È PRESA ALLA LEGGERA
Nel 1985, il cardinale Joseph Ratzinger, nella sua qualità di Prefetto della CdF, risponde personalmente al quesito di un sacerdote genovese, interessato a conoscere la posizione dell’autorità ecclesiastica circa l’Opera della Valtorta; la risposta, come abbiamo detto, richiama il decreto del 1959 e un articolo dell’Osservatore Romano, aggiungendo che la condanna «non fu presa [rectius: decisa] alla leggera», sostenendo che l’Opera su Gesù è: “Una vita di Gesù malamente romanzata“. La condanna non è rivolta alla persona, ma deve essere fatta al fine di evitare i danni che tale pubblicazione avrebbe potuto «arrecare ai fedeli più sprovveduti». Michele Pisani, il laico che si prodigò alla prima stesura degli scritti, senza attendere il parere della Chiesa e continuando la divulgazione anche dopo l’esito negativo, addolcisce la pillola sostenendo che parlando di “fedeli più sprovveduti”, si potrebbe sottintendere che nell’Opera non si trovano errori propriamente eretici, giacché, in tal caso, essa sarebbe stata proibita a tutti quanti i fedeli; analogo discorso può farsi per un ipotetico danno alla moralità. Piuttosto la decisione presa dal futuro Papa riguarda propriamente quelle censure di “opportunità”, proprio per evitare che i fedeli “più sprovveduti” possano far sorgere in loro quegli stessi dubbi palesemente presenti nell’Opera.
IL MISTERO DELL’APPROVAZIONE DI PIO XII E LA LETTERA DI PAOLO VI
Le fonti valtortiane sostengono che tutta l’Opera fu data all’allora pontefice Pio XII, il quale, dicono, dopo averla letta, in una udienza privata a tre serviti diede l’ordine di farla pubblicare “così come era” e di vietare ai chierici la strumentalizzazione dei testi, e il divieto di censurare alcune parti. Il Sant’Uffizio naturalmente sostiene che ciò non è vero, a chi credere?
Semplice: se la risposta si fosse fermata al 1959, forse si poteva sospettare di un’eventuale disobbedienza al Papa e di un’azione malevola del Sant’Uffizio, ma il fatto che nel 1985 la Congregazione per la Fede, guidata da Ratzinger, si espresse nel modo in cui abbiamo letto, appare ragionevole credere che Pio XII non approvò mai l’Opera e forse non ebbe modo neppure di leggerla. Per il fatto stesso che si parla di “udienza privata” (e guarda caso a tre serviti che seguivano Maria Valtorta) non possiamo certo dire che la fonte sia più attendibile di quella del pronunciamento della CdF stessa. I valtortiani esibiscono una lettera della Segreteria di Stato nella quale c’è scritto che l’Opera donata a Paolo VI, nel 1974, ha ricevuto il “grazie del Pontefice”. Questa, però, non è un’approvazione: il Papa riceve centinaia di doni. Anche io conservo ben due di queste lettere-ricevute, dopo aver fatto pervenire al Papa Giovanni Paolo II le foto della mia famiglia, chiedendo la benedizione, e la sua segreteria ci rispose mandandoci anche la corona del rosario, ma non mi sono mai illusa che il Papa l’abbia davvero letta o che abbia visto le nostre foto.
COLOMBE E SERPENTI. MAGISTERO E VANGELO PIEGATI ALLA VALTORTA
Ma è necessario anche ricordare che “sprovveduto” si dice di colui che non ha dimestichezza o conoscenza di come funzionano le cose in un determinato contesto; che non è in grado di capire un fenomeno, una situazione che si trova ad affrontare. Talora, nell’accezione comune, si sottintende che chi è sprovveduto è anche esposto a determinati rischi derivanti dalla sua ingenuità o scarsa avvedutezza. Ci pare, allora, che, in un tal contesto, l’opportuna “censura” sia stata provvidenziale: sprovveduti sono in generale un pó tutti i cristiani, proprio perché, come battezzati, laddove si vive da veri cristiani, si è resi “docili come colombi”. Anche per questo, tuttavia, siamo invitati ad agire con l’astuzia dei serpenti.
Del resto, che certa “astuzia” venga usata anche da chi cura le Opere valtortiane è da loro detto: “Alcuni libri-estratti li abbiamo corredati di passi del Vangelo, ed anche di documenti del magistero pontificio, che avallano e rafforzano il valore della trattazione valtortiana.”
Il sistema è, dunque, quello di piegare il Magistero e il Vangelo all’opera valtortiana, una sorta di interpretazione che, evidentemente, all’allora cardinale Ratzinger non è bastata per definirla “edificante e di aiuto ai fedeli”. Al contrario, dichiarata “pericolosa” nonostante gli accostamenti fatti al magistero e al Vangelo…
I valtortiani che curano i suoi scritti ammettono: “L’opera di Maria Valtorta ha dato prova, per decenni, di essere uno strumento di evangelizzazione nel mondo intero. La Chiesa potrebbe ora servirsi delle nostre pubblicazioni per intraprendere un suo esame, troppo a lungo rimandato, che faccia approdare ad un riconoscimento”.
Dunque non c’è un riconoscimento: la Chiesa fino ad oggi non si è servita di questa Opera. A questo punto appare evidente che Pio XII non la approvò ordinando la sua diffusione. Poiché ci preme l’unità della Chiesa, noi ci auguriamo di cuore che riconoscimento arrivi, magari in un futuro: ci preoccupa tuttavia che molti sacerdoti, per esempio, non leggono e non conoscono i santi, non conoscono il Magistero Pontificio, non conosco neppure il catechismo, ma si dilettano nell’opera valtortiana perseguendo una ostinata disobbedienza alle decisioni prese dalla Chiesa.
SEMINARE DUBBI SUL SANT’UFFIZIO
Nel Bollettino del luglio 2007, i valtortiani ammettono di agire in disobbedienza alla Chiesa:
“Quando, oltre sessant’anni fa, l’opera di Maria Valtorta veniva fatta circolare in copie dattiloscritte, il Sant’Uffizio intimò ai Religiosi che se ne facevano promotori di non pubblicarla prima che la competente Autorità ecclesiastica ne avesse compiuto un accurato esame. Ben presto, però, si capì che l’accurato esame non sarebbe mai iniziato, sia per la mole dell’opera, sia per la poca predisposizione dei Revisori. La pubblicazione che uscì nonostante il divieto, pur essendo dovuta all’iniziativa di un editore laico, fu ritenuta dal Sant’Uffizio un atto di disobbedienza dei suddetti Religiosi, con le ben note conseguenze.”. Non ci sembra un modo corretto di procedere: tanto più che è falso e grave gettare il dubbio che “la competente Autorità non avrebbe apportato un accurato esame…”. Conoscendo la pignoleria del Sant’Uffizio nel 1950 e quella di Ratzinger nel 1985, poiché sappiamo di come si sono occupati di altre questioni e, per esempio, degli scritti della Emmerick, tutto ci fa credere piuttosto che i testi vennero letti e non giudicati idonei e persino pericolosi. Si legge che la decisione “non fu presa alla leggera”: se la conseguenza dei fatti è agire sapendo di disobbedire, ciò ci fa pensare che questi testi non sono propriamente “celesti” e che la Valtorta – noi pensiamo – non avrebbe mai accettato una situazione del genere, ma avrebbe atteso il parere della Chiesa!
PROCESSO DI BEATIFICAZIONE PER LA VALTORTA: I VESCOVI DICONO NO

La giovane Maria Valtorta. La tentazione di pose da santino e donna dei tempi apostolici, l’aveva sempre avuta
Se è vero, poi, che l’unica Opera passata al vaglio dal Sant’Uffizio è proprio quella più imponente, più letta e più importante, denominata “L’Evangelio come mi è stato rivelato” – che nella prima edizione portava un’altro titolo: il Poema dell’Uomo Dio, e che è stata definita “pericolosa per i più semplici” – e che quest’opera è stata esaminata per ben due volte, appare evidente che tutta l’Opera valtortiana non è affidabile riguardo al campo apologetico, dottrinale e teologico. Almeno fino a quando la Chiesa non si pronuncerà nuovamente e diversamente. E anche importante sottolineare che l’Ordine dei Serviti, ai quali Maria era legata, ha chiesto di recente l’apertura del processo di beatificazione: questa richiesta è stata rigettata da tutti vescovi della Toscana. Tutti hanno dato parere negativo. Quindi, Maria Valtorta, in questo momento, non è neppure dichiarata “venerabile”, sebbene il corpo fu traslato dal cimitero ove venne sepolta nel 1961 alla Basilica di Santa Maria Annunziata nel 1973.
Qui non si discute la sua personale santità, ma di regole calpestate, di venerabili senza autorizzazione, di testi divulgati non soltanto senza l’imprimatur, ma, proprio contravvenendo a ben due divieti della CdF, definiti “ispirati” quando per la Chiesa non lo sono.
E’ bene ripetere e ricordare che tutti i sacerdoti e i laici che usano gli scritti valtortiani per l’evangelizzazione, lo fanno in disobbedienza alla Chiesa, servendosi di materiale “pericoloso e non idoneo” che la Chiesa non ha approvato e che ha vietato di divulgare come “ispirato”.
Qui non è in discussione la persona di Maria Valtorta, sia ben chiaro, ma ancora una volta è in discussione la sua Opera scritta che la Chiesa non ha riconosciuto! Non rischiamo di essere mai ripetitivi abbastanza quando ancora nel 2007 leggiamo dal loro Bollettino: “Tutta questa storia, detta qui in brevi cenni, è ben sviluppata nel libro intitolato Pro e contro Maria Valtorta, che riproponiamo soprattutto a coloro che lo rifiutano perché ritengono, a torto, che esso accolga per buone le maldicenze”.
Ma come è possibile approvare chi dice male di Maria Valtorta?”.
L’ennesimo errore, speriamo in buona fede: non si parla affatto “male” di Maria Valtorta, ma si dice, con la Chiesa, che i suoi scritti non sono approvati come materiale ecclesiale, teologico e dottrinale, e come “ispirazione divina”.
Il fatto che ci possano essere, o ci siano, pareri favorevoli a questi scritti, provenissero anche da cardinali o professori, non significa nulla: ciò che conta è il parere della Chiesa; è la Chiesa che deve decidere quali siano i testi da adottare per l’evangelizzazione; è la Chiesa che decide quali siano i testi validi per la dottrina e per le catechesi. Il parere degli altri, per quanto autorevoli, non può mai sostituirsi ad un’approvazione ufficiale!
Naturalmente questo discorso vale per tutti e per tutto ciò che riguarda la Chiesa. Noi stessi, per quanto fallibili con le nostre opinioni, stiamo cercando di analizzare i fatti alla luce della disapprovazione della Chiesa e non alimentando opinioni personali che ognuno potrà maturare per conto proprio, ma mai in nome della Catholica.
QUEL NOME CHE ANCORA NON VIENE FATTO…
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Il primo titolo della sua controversa opera, era più onesto. Poi il “poema” divenna una “rivelazione”, una “vita”, un “quinto evangelo” nelle successive edizioni
Un’altra volta “la voce” le avrebbe detto: “Quando la tua mano sarà ferma nella pace in attesa di risorgere nella gloria, allora, solo allora verrà fatto il tuo nome”. Dovremmo pensare che Maria Valtorta non è ancora nella gloria? Ovvio che no, ma non è stata riconosciuta ancora, e i valtortiani sostengono che se il suo nome non viene ancora “glorificato-beatificato” dipende dal fatto che ella non voleva il culto alla sua persona. Questo, però, nessun santo lo vuole! Nessun santo desidera che la propria fama oscuri il nome del suo Signore. E’ Dio a decidere ed è la Chiesa docente ad interpretare le decisioni di Dio. Se il suo nome non è ancora stato fatto, ossia, beatificato, di conseguenza ci è lecito pensare che è Dio stesso a non volere questa divulgazione, stando proprio a ciò che leggiamo. Attualmente il suo nome appare sì, ma come atto di disobbedienza dei suoi seguaci, per loro stessa ammissione, come è scritto sopra.
QUALE SANTO HA MAI DETTO “MI OPPONGO”?
Nel novembre del 1944 Maria Valtorta scrive al suo sacerdote: “…mi oppongo formalmente che della opera santa, data per gioia dei buoni e guida dei sacerdoti, sia fatto uno studio umano… trattando il portavoce come “il caso clinico Valtorta”, volendo tutto spiegare, e perciò ridurre ad un fenomeno psichico, tutto spiegare, anche quello che altro non è che suprema, adorabile, paterna opera di Dio, del Pastore e Padre al suo gregge. (…) Circa, poi, l’opera dettata da Gesù, mi oppongo, e nella maniera più recisa, che vengano fatti studi di una scienza che spogliata da non vere vesti appare quale è: razionalismo del più schietto. No. Siate sacerdoti e non scienziati. Siate sacerdoti e non politicanti. Siate sacerdoti, ossia umili e retti, e non superbi e spinti sempre a dimenticare lo scopo: le anime, per il fronzolo: la soddisfazione di fare un’opera scientifica lodata, citata, e commentata da altri della stessa tempra.”
Parole in sé sacrosante: siate sacerdoti e non politicanti…Attenzione, però: l’Opera di cui parla è stata passata al vaglio dall’Autorità della Chiesa. Quale santo o mistico ha mai detto all’Autorità della Chiesa che indagava “mi oppongo”? La Chiesa ha il compito di “provare al crogiolo” soprattutto i mistici. San Pio ci rammenta benissimo come occorre disporsi davanti all’autorità ecclesiastica: con un “obbedisco” senza se e senza ma. E questa obbedienza ha rivelato la sua vera grandezza e quella di altri come lui.
DISOBBEDISCE AL SIGNORE E GUIDA IL SUO CONFESSORE, INVECE DI FARSI GUIDARE
Dalle lettere dell’aprile 1946 al suo sacerdote, appare una chiara contraddizione:
“Le faccio presente che, anche dopo il permesso avuto da Nostro Signore di dare a leggere pagine a chi sento bisognosi di questo fra i miei testimoni, io non me ne sono valsa perché sempre più mi convinco che non c’è ubbidienza, correttezza, prudenza, nella gente anche migliore. Non per colpa mia deve venire il castigo. Io ubbidisco e ho ubbidito. Sempre…”.
Queste affermazioni, teologicamente parlando, sono davvero ambigue se non persino gravi: un santo, che riceve un permesso dal Signore, opera e basta, agisce, non decide diversamente perché ritiene il genere umano scorretto e disobbediente. E se il “castigo” doveva avvenire per causa (non colpa) sua? Chi è lei per decidere diversamente dal permesso voluto da Cristo? Obbedisce o no? E a chi obbedisce?
Appare piuttosto evidente che Maria Valtorta agisce molto liberamente, indipendentemente da tutti e da tutto; agisce secondo le sue decisioni, è lei a decidere. Tutte le lettere indirizzate al suo confessore sono chiarissime in questo senso: è lei che guida il suo confessore, non il contrario come dovrebbe avvenire, e questo è davvero contrario a tutte le regole della vera mistica (chi volesse capire cosa è la mistica si rilegga sul sito la prima tappa sulla beata Katharina Emmerich). Una volta dice al suo sacerdote: “Ma non ha ancora capito che è un momento in cui tutto il Male è contro l’Opera? Sia coraggioso, prudente e paziente. Quando, e se, capisce che il Generale ha vero interessamento e fede nell’opera, col suo aiuto cerchi di ottenere l’approvazione.”. L’approvazione, però, non è arrivata. Contro l’Opera della Valtorta c’era il Sant’Uffizio, cioè la Chiesa!
CRISTO PUÒ CONTRADDIRSI? TUTTO È SEMPRE AL CONTRARIO NELLA VALTORTA

Lievemente grafomane. I quattro evangelisti in una ventina di pagine ciascuno raccontarono la storia della salvezza. Questo “quinto evangelio” della Valtorta, per raccontare apparentemente le stesse cose, abbisogna di 20 volumi
Il 28 gennaio del 1947 “Gesù” avrebbe dato a Maria Valtorta un nome maschile, con il quale presentare la “sua” Opera, che molti discepoli valtortiani definirono erroneamente il Quinto Vangelo. Cristo, a tal proposito avrebbe appunto detto: “Non è un libro canonico. Ma è sempre un libro ispirato, che Io dono per aiutarvi a comprendere ciò che fu il mio tempo di Maestro e a conoscermi”. Perché, però, chiamare Maria Valtorta “piccolo Giovanni”, alludendo così ad una continuazione con il Suo Vangelo? E’ altrettanto ambiguo che nel fare citazioni dall’Opera come fonte si scriva “l’Evangelio n….” e, tuttavia, nello stesso tempo, si precisa che non è un quinto Vangelo. Al di la di questo particolare, resta palese che per “conoscere” Gesù dovremmo avere bisogno di leggere i quaderni della Valtorta la quale, ha scritto di suo pugno, di non essersi mai interessata ad altri testi teologici. Inoltre, se tale opera è “per i semplici”, suona strano che la CdF abbia per ben due volte sottolineato che tale Opera è “pericolosa” proprio per i semplici, sottolineato da chi è diventato Papa: abbiamo due Cristi diversi – uno che ha ispirato la Valtorta e uno che guida la Sua Chiesa attraverso il suo vicario – che si contraddicono?
In verità la Valtorta era certamente un’anima pia e aveva letto libri spirituali come Storia di un anima di santa Teresa di Lisieux ed era attiva nell’Azione Cattolica. Fin dall’adolescenza aveva in cuore l’idea di approfondire la fede cristiana: ciò che c’era a sua disposizione sembrava non bastarle mai e voleva di più. Già da tempo le frullava per la mente di scrivere, e scrivere tanto: aveva pure iniziato un romanzo femminile, ma non lo completò mai.
Forse è proprio questo “volere” a trarla in qualche inganno nella convinzione che il Signore l’avesse prescelta proprio in ciò che ella desiderava di più al mondo: conoscere la fede cristiana e scrivere. Solitamente, nei mistici, accade proprio il contrario: è vero che fin da bambini sono “privilegiati”, ossia preparati spesse volte da delle “visite” speciali di angeli custodi, di alcuni santi, ecc., ma solitamente non sono i loro desideri che si avverano, se non quello di un atto di consacrazione di se stessi a Dio nella verginità totale. Riguardo ai “progetti”, è la “visione” che disvela lentamente il progetto di Dio. Con la Valtorta ciò che colpisce è che tutto avviene sempre al contrario: è la Valtorta che disvela il Cristo!
QUEL TITOLO – EVANGELIO – CHE NESSUN’OPERA DI MISTICI HA MAI RIVENDICATO PER SÉ
C’è, poi, un altro particolare. In molti casi, la donna non vede – non ha, pertanto, delle visioni – ma scrive sotto dettatura, sostenendo che a dettare a volte è Gesù, altre volte lo Spirito Santo, altre volte ancora l’angelo custode, ecc. Maria Valtorta non vede, ma dice di “riconoscere le voce come proveniente da Gesù… dallo Spirito Santo, ecc…”
E se è Gesù stesso che dice che nulla può essere aggiunto e nulla può essere tolto dalla Scrittura, perché chiamare l’opera maggiore della Valtorta l’Evangelio come mi è stato rivelato? Un opera voluminosa: 10 volumi ed oltre 600 capitoli per raccontare, senza dubbio, ciò che è già nei Vangeli, ma aggiungendo anche molto di ciò che nei Vangeli non c’è. Anche la Beata Emmerich, attraverso le sue visioni, fece trascrivere al Brentano ciò che vedeva sulla vita di Gesù e Maria (la beata, sofferente come era, ed essendo in estasi, non poteva scrivere, ma raccontava e poi spiegava), ma gli scritti tratti dalle sue visioni non sono mai stati chiamati Evangelio. Più semplicemente, infatti, sono stati intitolati La Passione di Cristo e la Vita di Maria.
STRANI EPISODI E NUOVI PERSONAGGI
Inoltre, non ci sono episodi aggiunti ai racconti canonici, al contrario di quello che accade spesso nell’Evangelio della Valtorta, come nel proemio V, dove, nei racconti che precedono la Passione di Gesù, spunta una discepola velata col nome di Anastatica. Tanto per rendere l’idea: “Gesù ha lasciato Betania insieme a quelli che erano con lui, ossia Simone Zelote e Marziam. Ma ad essi si è aggiunta Anastatica che, tutta velata, cammina di fianco a Marziam, mentre Gesù è un passo indietro con Simone. Le due coppie camminano parlando. Ognuna per conto proprio, e di ciò che più gli sta a cuore. Dice Anastatica a Marziam, continuando un discorso già avviato: “Non vedo l’ora di conoscerla”. Forse la donna parla di Elisa dei Betsur. “Credi, che non ero così commossa quando andai alle nozze o fui dichiarata lebbrosa. Come la saluterò?” E Marziam con un sorriso dolce e serio nello stesso tempo: ” Oh! Col suo vero nome! Mamma!” – “Ma io non la conosco! Non è troppa confidenza? Chi sono io, infine, rispetto a lei?” – “Ciò che ero io lo scorso anno. Anzi, tu molto più di me sei! Io ero un povero orfanello, eppure lei mi ha sempre chiamato figlio, dal primo momento, e una vera madre mi è stata. L’anno passato ero io che tremavo d’orgasmo in attesa di vederla! Ma poi solo a vederla non ho tremato più…”.
Poi il racconto prosegue ancora con storie incomprensibili di queste persone. Giungono alla casetta dove sta in attesa Maria, la Madre di Gesù, con tutti gli altri discepoli: Gesù saluta la Madre da lontano e prende per mano Anastatica per condurla a lei. Poi Gesù si avvia verso il Getsemani e si legge ancora: “E dopo, Gesù invita sua Madre e Maria di Alfeo ad andare con Lui e con i Discepoli per l’uliveto silenzioso”. Qui Gesù si mette a leggere una Lettera da Antiochia a Pietro, desideroso di udirla per poterla raccontare subito alla moglie appena rientrerà.
Insomma, potremmo continuare e non essere lontani da ciò che disse l’allora Ratzinger per mezzo del Sant’Uffizio: “Una vita di Gesù malamente romanzata“… E anche se volessimo togliere il termine “malamente” , che esprime il giudizio della Chiesa, l’opera è davvero una vita di Gesù “romanzata”.
GESÙ IL VERO AUTORE DELL’OPERA VALTORTIANA?
Diverso è un giudizio che si potrebbe dare ai cosiddetti “Quaderni”. Si tratta di scritti da ricondurre esclusivamente alla mano della Valtorta, composti dal 1947 al 1953, nel corso dei 27 anni, in cui la donna rimase immobilizzata a letto per una paralisi. Riportano quanto Maria ritiene “dettato” e quanto Maria ritiene “visione”: 90 quaderni e circa 12mila pagine. Da questi scritti sono state estrapolate quelle “visioni o dettati” sulla vita di Gesù e Maria e riportate poi a parte in quell’Evangelio, cestinato dalla CdF. Mi viene il sospetto che probabilmente sarebbe stato meglio lasciare i quaderni così com’erano, senza estrapolare per farne ciò che viene definita l’Opera voluta da Gesù. Secondo quanto rivelato in uno di questi quaderni – a quanto sostengono anche i valtortiani definiscono – sarebbe stato Gesù stesso ad ordinare i capitoli del libro e dei quaderni. Egli così avrebbe ordinato alla Valtorta: “E ora, fà attenzione. Ti risparmio la descrizione della deposizione nel sepolcro, che è stata ben descritta l’anno scorso, il 19 febbraio 1944. Così userai quella, e (Padre Migliorini) alla fine metterà il lamento di Maria, che ho dato il 4 ottobre 1944. Poi tu inserirai le tue nuove visioni. Sono nuove parti della Passione e devono essere messe con molta attenzione ai loro posti per evitare confusione e lacune.”
MEGLIO DAN BROWN… ALMENO SPINGE A CERCARE LA VERITÀ PER DIFENDERE LA PROPRIA FEDE
Personalmente ho letto l’Evangelio e non posso che definire il tutto “una vita romanzata di Gesù”. Quanto agli errori teologici non mi sbilancio e non mi pronuncio più di tanto: non è compito mio. Quel che penso è che nulla in quest’opera può tornare “utile” alla fede: certo, questa è una mia impressione, un mio giudizio, ma certi giudizi entusiastici che la descrivono come l’opera letteraria più grande di questi tempi mi sembrano davvero eccessivi. In alcuni punti – lo confesso – lo scritto mi appare persino noioso ed incomprensibile.
Se, però, in un commento che la sostiene leggo testualmente: “Trattandosi di una “Vita di Gesù”, quest’opera non lascia indifferenti e suscita sempre appassionate reazioni. L’opera è così eccezionale che merita di essere annoverata tra i capolavori della letteratura universale. Offre la materia per un’inesauribile enciclopedia della vita di Gesù. Infatti quest’opera non solo integra la totalità dei quattro evangeli, ma ne ricostruisce tutto il contesto socioculturale (…)”, mi si conceda di dissentire e non solo perché la Chiesa si è espressa diversamente sull’Evangelio, ma proprio perché è un errore definirla una sorta di enciclopedia su Gesù. Inoltre, non è affatto un opera eccezionale, ma è semmai un bel romanzo. Tanto per rendere l’idea, è un romanzo che può appassionare e suscitare “reazioni diverse” come avvenne per il romanzo di Dan Brown: non me ne vogliano i valtortiani per il paragone, ma perché non impegnarsi allora sulla Salita al Carmelo di san Giovanni della Croce? Perché non attenersi molto più semplicemente ai Vangeli? Perchè non impegnarsi sul Dialogo della Divina Provvidenza di Santa Caterina da Siena, che è Dottore della Chiesa? Cosa è questa voglia, o questo prurito, di curiosare il dietro le quinte dei Vangeli canonici?
Dan Brown mi ha stimolato molto di più sulla difesa della mia fede; mi ha spinto a cercare la verità ancora di più, a tentare di trovare delle risposte valide e concrete alle assurde accuse che riportava, e naturalmente le ho trovate, perché la Verità alla fine si fa scoprire. L’Opera della Valtorta, invece, non mi ha dato gli stessi stimoli. Finita la lettura, l’ho vista per quello che era: un romanzo, molto fantasioso in diversi punti, con un Gesù a volte talmente sdolcinato da far temere il diabete che, d’un tratto, diventava un Gesù severo che “non perdona”; con una Madre intenta a tenere viva la piccola comunità di “fortunati” perché accolti dal Figlio che li porta a Lei, quando, nei Vangeli canonici, è invece la Madre che segue il Figlio.
SE PILATO SI ANNOIA…
Nell’Evangelio valtortiano si legge: “«Sia flagellato» ordina Pilato a un centurione.
«Quanto?» «Quanto ti pare… Tanto è affare finito. E io sono annoiato. Va’» “. Questo brevissimo esempio aiuta a capire cosa intendiamo per “romanzato”. Pilato non era affatto “annoiato”; il racconto canonico ci mostra che egli era “preoccupato”, ansioso di farla finita, sì, ma in un modo tale da mettere a tacere i contendenti: i cristiani che difendevano Gesù e gli accusatori che erano sempre “la sua gente”. Pilato si lava le mani non perché è annoiato, ma perché, riconoscendo per ben tre volte l’innocenza di Gesù, non vuole macchiarsi di sangue innocente e, al tempo stesso, non vuole mettersi “contro Cesare”, contro i Rabbini che lo accusavano di offendere Cesare se non avesse condannato Gesù. Piccole sfumature – d’accordo – ma, appunto, per questo si tratta di “un romanzo” e non della “vita di Gesù”! Un Pilato “annoiato” falsifica il ruolo stesso avuto da Pilato nella vicenda!
Qualcuno dice della Valtorta: “Alcuni dotti l’hanno paragonata al genio di uno Shakespeare”. Anche se fosse vero, a cosa mi serve uno Shakespeare per la dottrina? Interessante il fatto che abbia riprodotto, nei racconti, angoli nascosti nella Sacra Scrittura ma esistenti: va bene, ma a cosa mi serve? Per provare che i racconti sono veri? Se la verità si fondasse solo su questo perché le visioni della beata Emmerich sono state dichiarate autenticamente ispirate e questi no? Un motivo ci sarà!
Mi sembra più saggio parlare di complessità e di enigma. Una complessità al momento risolta dal pronunciamento della CdF sull’Opera e di un enigma, che riguarda la personalità della Valtorta, e che, a Dio piacendo, magari si risolverà in futuro.
NÉ “GESÙ DICE…”, NÉ “MARIA DICE…”
Come abbiamo accennato sopra, la Valtorta attribuisce a Gesù stesso l’Opera. Così, però, si espresse il Sant’Uffizio e così fu riportato da Ratzinger nel 1985:
“L’Opera, dunque, avrebbe meritato una condanna anche se si fosse trattato soltanto di un romanzo, se non altro per motivi di irriverenza. Ma in realtà l’intenzione dell’autore pretende di più. Scorrendo i volumi, qua e là si leggono le parole ‘Gesù dice…’, ‘Maria dice…’; oppure: ‘Io vedo…’ e simili. Anzi, verso la fine del IV volume (pag. 839) l’autore si rivela… un’autrice, e scrive di essere testimone di tutto il tempo messianico e di chiamarsi Maria (Valtorta)”.
Queste parole fanno ricordare che, circa dieci anni fa, giravano alcuni voluminosi dattiloscritti, che contenevano pretese visioni e rivelazioni. Consta che allora la competente Autorità Ecclesiastica aveva proibito la stampa di questi dattiloscritti ed aveva ordinato che fossero ritirati dalla circolazione. Ora li vediamo riprodotti quasi del tutto nella presente Opera. Perciò questa pubblica condanna della Suprema S. Congregazione è tanto più opportuna, a motivo della grave disobbedienza…“
MARIA SECONDA A PIETRO. LA DISOBBEDIENZA DI UN CONSULTORE DELL’EX SANT’UFFIZIO
L’irriverenza a cosa è dovuta? A questo passo che riporto sempre dal Decreto ufficiale:
Nel II vol. a pag. 772 si legge: “Il Paradiso è Luce, profumo e armonia. Ma se in esso non si beasse il Padre, nel contemplare la Tutta Bella che fa della Terra un paradiso, ma se il Paradiso dovesse in futuro non avere il Giglio vivo nel cui seno sono i Tre pistilli di fuoco della divina Trinità, luce, profumo, armonia, letizia del Paradiso sarebbero menomati della metà”. Qui si esprime un concetto ermetico e quanto mai confuso, per fortuna; perché se si dovesse prendere alla lettera, non si salverebbe da severa censura. Per finire, accenno ad un’altra affermazione strana ed imprecisa, in cui si dice della Madonna: “Tu, nel tempo che resterai sulla Terra, seconda a Pietro ”come gerarchia ecclesiastica…”.
La Vergine Maria, come ben sappiamo dalla dottrina non è nella “gerarchia” ma è dentro la Chiesa quale Madre della Chiesa e non Ministro, neppure paragonabile al ruolo di Pietro, e ciò dimostra che l’autorità ecclesiale aveva ben letto l’Opera.
Qui si apre un aspetto inquietante, che è tipico del tempo della grande confusione degli anni ’70. Riporto dal Documento di difesa valtortiano, l’unica “difesa” più autorevole che hanno avuto:
“Padre Roschini, dei Servi di Maria, aveva letto l’Opera della Valtorta dopo molti anni di diffidenza e ne era rimasto conquistato, fino a farne materia d’insegnamento in un corso di lezioni alla Pontificia Facoltà teologica Marianum di Roma. Da quelle lezioni nacque il suo libro, uscito nel 1973 e presto esauritosi, nel quale egli ripercorreva la teologia di Maria sui testi di una delle più grandi mistiche contemporanee”.
L’Autore, deceduto nel 1977, insegnava anche nella Pontificia Università Lateranense. Era Consultore della Congregazione per la Dottrina della Fede e della Congregazione per le Cause dei Santi. Insomma, un nome che era una garanzia per l’epoca.
Ecco, di fronte a questi fatti uno davvero si ferma e si arrende, ma non per aver trovato le prove che cercava, ma si arrende di fronte alla disobbedienza fatta passare per virtù.
Questo sacerdote, contravvenendo ad una condanna del Sant’Uffizio, e consultore egli stesso della medesima Congregazione – e qui sta l’aggravante non certo il merito – non solo si fa promotore di un’opera condannata dalla Chiesa, ma la impone come argomento di insegnamento. Ne ricava persino un libro, ci guadagna pure e, probabilmente – anche se su questo non siamo certi – senza dire agli studenti che tale opera era stata vietata dalla Santa Sede. Si sa, purtroppo: eravamo negli anni della contestazione, gli anni del Catechismo Olandese, della contestazione alla morale cattolica, contro la Humanae Vitae, gli anni in cui il Papa denunciava che il fumo di Satana era entrato nei Sacri Palazzi, gli anni della fede fai da te… a chi importava cosa diceva il Sant’Uffizio?
Non è da sottovalutare che, anni dopo, l’allora card. Ratzinger abbia sorvolato sul comportamento del Roschini e, soprattutto, sulla sua posizione in favore dello stesso all’Opera valtortiana, e nel 1985, otto anni dopo la morte del consultore del Dicastero di cui egli è il Prefetto, nega ancora una volta l’ispirazione divina dell’Opera, usando il testo del 1959 del Sant’Uffizio.
LA MARIOLOGIA SECONDO LA VALTORTA: CI SONO LACUNE NEI VANGELI. LA RISPOSTA INDIRETTA DI RATZINGER
Trovo piuttosto indicativo che nel suo testo del 1997, Maria Chiesa nascente, il card. Ratzinger, fra le mille citazioni che fa, non usa mai né la mariologia della Valtorta, né il libro così tanto venduto sulla mariologia di un suo “collega” che a quell’Opera si rifaceva! Anzi, il futuro Papa sembra riportare in questo testo la vera mariologia della Chiesa ripulita da tante altre pretese “mariologiche” di quegli anni.
Facciamo un esempio concreto di questa “mariologia valtortiana”. Innanzi tutto essa, dice padre Roschini, “è nuova” e come esempio fa questa citazione : “Restituire nella loro verità le figure del Figlio dell’Uomo e di Maria, veri figli di Adamo per la carne e il sangue, ma di un Adamo innocente” (l’Evangelio vol. X, p. 362). Una frase davvero ambigua. Cosa intende per nuovo? Lo spiega il Roschini in questo modo inaccettabile: “Si tratta perciò di restaurare, oltreché la figura di Cristo, la figura di Maria. Il motivo di questo restauro della figura di Maria va ricercato nelle evidenti lacune che riscontriamo, nei libri canonici, riguardo a Maria SS. «Io, detta Gesù alla Valtorta, ero nei Vangeli già sufficientemente descritto, in un minimo capace di bastare alla salvezza dei cuori. Maria SS. era poco nota; la sua figura era appena disegnata con linee incomplete che troppo di Lei lasciano in ombra. Ecco: lo l’ho svelata. Ed Io te l’ho data questa perfetta storia di mia Madre, o Ordine che ti fregi del nome di Maria… E’ gloria dell’Ordine, questa…» (Dettato del 6 gennaio 1949)”.
I Vangeli Canonici hanno delle lacune? Stiamo forse pazziando?
Riguardo a Maria Santissima, non ci sono delle lacune, ma “assenze volute”. Nella Scrittura nulla è scritto a caso, nulla può esservi aggiunto, nulla può essere tolto, Gesù ora si contraddice e parla di lacune, di “linee incomplete”? La Sacra Scrittura contiene tutto: semmai deve esserne svelato ancora pienamente il contenuto, come succede, per esempio, con l’Apocalisse, avvolta nel mistero, e non ancora pienamente rivelata nella sua comprensione, nell’interpretazione. La Scrittura, però, non contiene lacune, né è incompleta! A pag. 63 di Maria Chiesa nascente, Ratzinger dice:
“Maria ha vissuto così profondamente nella parola dell’Antica Alleanza, che questa è divenuta in modo del tutto spontaneo la sua propria parola. La Bibbia era così pregata e vissuta da Lei, era così ruminata nel Suo cuore, che Ella vedeva nella Parola Divina la sua stessa vita… e la Sua parola si era unita a quella di Dio…”. Non ci sono, dunque, lacune: ci sono piuttosto possibilità per approfondire ciò che, contenuto nella Bibbia, è ancora per noi velato, ma non incompleto o assente.
IL PARALLELISMO EVA-MARIA: SE LA VALTORTA INSEGNA ANCHE AI PADRI DELLA CHIESA…
Dice Roschini: “Cosi, tanto per fare un esempio, il celebre e classico parallelismo Eva-Maria in nessuno dei Padri e degli Scrittori Ecclesiastici, e neppure nei Padri e Scrittori presi complessivamente, ha uno sviluppo così seducente, ampio e completo come negli scritti di Maria Valtorta”.
Confesso che sono scandalizzata e senza parole. Il parallelismo “Eva-Maria” è proprio sviscerato in modo completo, dai Padri, specialmente orientali. Questi Padri insegnano: “Questo contrasto tra la Madonna ed Eva la Chiesa lo vede espresso nel fatto che la parola Ave è l’inversione della parola Eva, come cantiamo nell’Inno Ave Maris Stella: Sumens illud ave (…) Mutans Evae nomen/ Accogliendo quell’Ave (…) trasformando il nome di Eva… E la Chiesa considera che come Ave è l’inversione di Eva, la Madonna converte in benedizione tutte le maledizioni di Eva”.
Questo contrasto tra la Madonna ed Eva, la Patristica lo espone, inoltre, come contrasto tra una vergine sciocca ed una vergine prudente, una donna superba ed una donna umile: la prima che fa assaporare dell’albero della morte, la seconda che fa assaporare dell’albero della vita; la prima l’amarezza di un cibo velenoso, la seconda la dolcezza di un Frutto Eterno. Se sviluppo viene fatto dalla Valtorta, questo non può che partire da queste fondamenta. Se non partisse da queste, e dunque non unendosi alla ricchezza della Patristica, sarebbe piuttosto la prova di una ambigua mariologia.
Altro campanello d’allarme è il completo silenzio di Giovanni Paolo II sull’Opera valtortiana. E’ vero, egli non la condanna se non approvando la decisione presa da Ratzinger Prefetto della CdF. Tuttavia, è significativo che, in ben 25 anni di Pontificato, il Papa “di Maria”, del Totus Tuus, non cita mai, neppure una volta, “la Maria” dell’Opera valtortiana.
QUEGLI APPIGLI DEI VALTORTIANI SU FATTI IRRILEVANTI. LA RIPOSTA CHIARA DELLA CHIESA
Fa discutere il fatto che i valtortiani si appellino all’abolizione della soppressione del Decreto in base a quanto da essi riportato:
“Nei confronti del diritto: L’Indice è stato una misura disciplinare della Chiesa, soppresso inizialmente in diritto nel 1966 poi in conseguenza del suo decreto d’applicazione”. E’ vero: la soppressione dell’Indice (Index) c’è stata, ma loro dimenticano che c’è stata una ricondanna nel 1985 e non già la messa all’Indice, ma proprio una ri-valutazione negativa.
Altra scusa che mettono avanti è questa: “Essa (la condanna) proveniva da una congregazione della Chiesa, il Sant’Uffizio, ma non dal suo magistero infallibile riservato esclusivamente al Papa (ciò che avrebbe reso impossibile la sua abolizione)”.
Questa scusa è davvero inaccettabile. In primo luogo, perché il pronunciamento del Sant’Uffizio era legittimo. Quando poi il Sant’Uffizio divenne Congregazione per la Dottrina della Fede, ai sensi del decreto “Integræ Servandæ” di Papa Paolo VI, il 7 Dicembre 1965, questa si ri-espresse sull’argomento nel 1985, nella persona del suo Prefetto. In secondo luogo, perché le disposizioni del Sant’Uffizio o della CdF sono valutazioni in materia dottrinale che appartengono all’infallibilità della Chiesa perché sono pronunciamenti ufficiali che vengono sottoposti al Papa prima di essere firmati definitivamente…
Un testimonial di origine francese usato dai valtortiani per dimostrare la veridicità delle loro indagini, dice:
“Certi detrattori dell’Opera di Maria Valtorta utilizzano, come argomento per sconsigliarne la lettura, la messa all’Indice del 1959 da parte del Sant’Uffizio, senza valutarne la prevalente motivazione disciplinare, provocata dal comportamento imprudente di alcuni religiosi, e senza riferire sugli attestati che ecclesiastici di alto rango hanno rilasciato in merito a quest’Opera, che per lo meno non contiene nulla contro la fede e la morale”.
Ma il 1959 fu solo l’inizio della negazione da parte della Chiesa. In risposta a questo e ad ogni tentativo di sminuire quella data, c’è proprio il testo dell’allora cardinale Ratzinger che toglie ogni dubbio. Egli scrivendo al cardinale Siri, di Genova, a riguardo di un frate cappuccino, che chiedeva chiarimenti in merito a tale condanna e a riguardo proprio dell’abolizione dell’Index, così rispondeva:
“…dopo l’avvenuta abrogazione dell’Indice, sempre sull’Osservatore Romano, 15 Giugno 1966, si fece presente quanto pubblicato su A.A.S. (1966) che, benché abolito, l’Index conserva tutto il suo valore morale per cui non si ritiene opportuna la diffusione e raccomandazione di un’Opera la cui condanna non fu presa alla leggera ma dopo ponderate motivazioni al fine di neutralizzare i danni che tale pubblicazione può arrecare ai fedeli più sprovveduti”.
Bisogna essere davvero in malafede per spacciare ancora l’Opera come approvata e innocua!
PURE TETTAMANZI DICE NO ALLA SOPRANNATURALITÀ DELL’OPERA…
La posizione della Chiesa sulle rivelazioni private si precisa ulteriormente quando il cardinale Ratzinger, davanti all’aumento d’interesse per l’opera di Maria Valtorta, chiede al Segretario della Conferenza Episcopale Italiana di prendere contatto con l’Editore delle Opere valtortiane per chiarire per l’ennesima volta la posizione della Chiesa. Ecco la lettera inviata:
Conferenza Episcopale Italiana Prato N. 324/92 Roma, 6 maggio 1992
Stimatissimo Editore,
In seguito a frequenti richieste, che giungono anche a questa Segreteria, di un parere circa l’atteggiamento dell’Autorità Ecclesiastica sugli scritti di Maria Valtorta, attualmente pubblicati dal “Centro Editoriale Valtortiano”, rispondo rimandando al chiarimento offerto dalle “Note” pubblicate da “L’Osservatore Romano” il 6 gennaio 1960 e il 15 giugno 1966.
Proprio per il vero bene dei lettori e nello spirito di un autentico servizio alla fede della Chiesa, sono a chiederLe che, in un’ eventuale ristampa dei volumi, si dica con chiarezza fin dalle prime pagine che le “visioni” e i “dettati” in essi riferiti non possono essere ritenuti di origine soprannaturale, ma devono essere considerati semplicemente forme letterarie di cui si è servita l’Autrice per narrare, a suo modo, la vita di Gesù.
Grato per questa collaborazione, Le esprimo la mia stima e Le porgo i miei rispettosi e cordiali
saluti. + Dionigi Tettamanzi – Segretario Generale CEI
L’Opera valtortiana traduce questo ultimo Documento come una sorta di “imprimatur con la condizionale”, poiché non si nega più la pubblicazione ma si impone solo un chiarimento e, dunque, la pubblicazione è consentita.
Essi dicono: “Si noti che il testo non dice che le visioni di Maria Valtorta “non sono” di origine soprannaturale (il che costituirebbe una dichiarazione ufficiale di non soprannaturalità), ma “non possono … devono”. La Chiesa non si pronuncia (non constat), sulla loro origine, ma indica come bisogna accogliere queste rivelazioni private”.
Ma questo ragionamento è perverso e pervertitore!
Si ripete eccome la negazione circa la soprannaturalità dell’Opera “non possono essere ritenuti di origine soprannaturale … ma devono essere considerati semplicemente forme letterarie “. Essa non è soprannaturale: punto e basta. E’ inutile cercare cavilli. Inoltre, viene sottolineato di avvisare i lettori che tale opera è privata e che in essa è scritta “a modo suo la vita di Gesù“: non mi sembra affatto una promozione. In tempi come quelli in cui viviamo, la Chiesa non ha più alcun ascendente sulle case editrici e chiunque è libero di pubblicare ciò che vuole: solo che, anche nel 1992, è chiaro che si ripete la negazione all’approvazione dell’Opera di Maria Valtorta. La perversione di questo tiramolla sta nel fatto che il Centro Valtortiano, fatto naturalmente da chi pretende di dirsi cattolico, sente il bisogno di ottenere in qualche modo l’ufficialità per l’Opera che pubblica e magari anche la beatificazione della sua autrice, ma non ci riesce e, di conseguenza, da una parte chiede i permessi, dall’altra continua ad agire come le pare, spacciando un romanzo per una rivelazione soprannaturale e continuando ad ingannare i fedeli sprovveduti. Perciò, quando i valtortiani dicono: “Maria Valtorta, chiamata ‘piccolo Giovanni’, non ha scritto un quinto Vangelo, ma ha sviluppato e illustrato, per divina ispirazione, i quattro Vangeli canonici”, occorre rispondere: “no”. La verità è che la Chiesa ha rigettato questa conclusione. Da 50 anni la Chiesa sostiene che la Valtorta non ha scritto sotto ispirazione divina ma a modo suo: ha semplicemente composto una “vita romanzata” di e su Gesù.
LA POSIZIONE DELLA CHIESA: PIÙ CHIARA DI COSÌ…
Diciamo che sull’argomento la Chiesa è stata chiarissima fin dal 1959. Si è espressa “papale, papale”, come si diceva una volta per affermare la chiarezza delle disposizioni della Santa Sede. Notiamo piuttosto che sono i discepoli, seguaci della Valtorta che agiscono da 53 anni con frode, grave disobbedienza, insolenza, insubordinazione… Agiscono da 53 anni come vogliono; hanno diffuso in tutte le lingue l’Opera contro le prime decisioni della Chiesa: per fare ciò hanno dato origine ad un centro editoriale apposito; hanno ingannato centinaia di fedeli sprovveduti, presentando l’Opera come approvata dalla Chiesa e sostenendo che Pio XII l’aveva approvata, idem Paolo VI, salvo poi ammettere loro stessi che l’Opera attende ancora il riconoscimento. Riconoscendo, dunque, di agire in disobbedienza alle richieste della Chiesa, hanno incantato centinaia di sacerdoti e laici parlando di “divina ispirazione” contro il parere della Chiesa che, interpellata ancora ufficialmente fino al 1992, ha continuato a dire che questa opera “non è ispirata”. Eppure essi pretendono ancora l’approvazione ufficiale cercando di ottenerla, arrampicandosi sugli specchi di giustificazioni inaccettabili… da ben 53 anni.
La Chiesa ha, dunque, parlato: se certi cattolici sono sordi e ciechi non si dia colpa alla Santa Sede e non si dica che questa alla fine ha approvato, magari perché stanca di questo tira e molla di mezzo secolo…
Ma chi l’ascolta più la Chiesa, oggi? Chi obbedisce più alle sue regole? alla sua disciplina? Che fine ha fatto la virtù dell’obbedienza?
IL COMPITO DEL MAGISTERO: DIFENDERE LA FEDE

Tomba della Valtorta. Se fu arbitraria la sua traslazione in una Basilica, ancora più avventata appare la scritta sulla lapide. L’una e l’altra cosa prescindono completamente dal giudizio della Chiesa
“E’ compito del Magistero ufficiale della Chiesa difendere autoritativamente l’integrità cattolica e l’unità della fede e dei costumi. Da ciò derivano alcune funzioni peculiari, le quali, anche se a prima vista sembrano presentare un carattere piuttosto negativo, costituiscono tuttavia un ministero positivo per la vita della Chiesa , e cioè: ” l’ufficio di interpretare autenticamente la Parola di Dio scritta o trasmessa” (DV.10); la condanna di opinioni pericolose alla fede e ai costumi propri della Chiesa; l’insegnamento di verità più attuali nel presente tempo (..)” (C.T.I 1975).
E’ la Chiesa che stabilisce quali siano i libri “edificanti” e di aiuto alla fede per i singoli fedeli; non spetta ai discepoli di un presunto mistico o mistica disattendere alle decisioni prese dalla Santa Sede e di agire contrariamente a quanto da Essa è stato decretato. Ricordare sempre che le decisioni prese della Chiesa: “anche se a prima vista sembrano presentare un carattere piuttosto negativo, costituiscono tuttavia un ministero positivo per la vita della Chiesa!”
Chi vuole davvero bene alla Chiesa e, nello stesso tempo, è devota di persone indicate come mistiche, lo dimostri obbedendole, attenendosi filialmente alle sue disposizioni. E se questo procurerà dolori per certi aspetti, per altri, invece, l’obbedienza sofferta sarà origine di grazie divine e di unità.















Articolo pietoso scritto da una persona pietosa…
Lo so Cruccas

oramai per te è eretico anche mons. Fellay, perciò tutto ciò che Ratzinger in passato aveva denunciato come non buono, per te oggi è diventato buono
Piuttosto, argomenta il tuo dissenso, io non ti porto opinioni personali, ma testi… prendi la Passione e la Vita di Maria della Beata Emmerich e snocciolale per un confronto con le visioni della Valtorta, forse comprenderai che i conti non tornano o sono vere le Visioni di una o lo sono dell’altra, non lo sono entrambe perchè in molti passi si contraddicono come il dire che le Scritture contengono LACUNE…
Questa è la tua vendetta per aver scritto nel tuo blog che stai diventando sedevacantista?

tu odi talmente Benedetto XVI che tutto ciò che si cita di lui è per te l’ANTICRISTO….
Oltre a copiare i testi di mons. Lefebvre per interpretarli a modo tuo contro Benedetto XVI non sai fare?
suvvia!!! porta argomenti!
Chi è questo Gianluca Cruccas?
tale Gianluca Cruccas è l’autore di questo blog:
http://nullapossiamocontrolaverita.blogspot.it/
Nato per contrastare il Cammino Neocatecumenale…. appoggiandosi alla FSSPX, la quale però già una volta si è dissociata da quelle pubblicazioni, ossia come viene usato mons. Lefebvre. Cruccas ha scatenato una vera guerra contro Benedetto XVI dichiarandolo ERETICO . Più di una volta aveva usato i testi della Valtorta per denunciare l’apostasia nella Chiesa, naturalmente l’apostata è Benedetto XVI.
Ve lo dico per mettervi in guardia da certi interventi….
e se questo è il testimonial della Valtorta, forse Ratzinger non aveva tutti i torti a denunciare quell’opera….
ricordo che si sta parlando della Parola, Maria Valtorta è stata la penna, chi non riconosce l’amore di Gesù nelle pagine di Maria V.? Vi prego di leggere e di non restare nell’ignoranza di questa miniera di verità. Peccato vedere tanta cattiveria all’interno della Chiesa… Grazie & spero togliate questo articolo diffamatorio e falso. Usate intelletto sotto la luce dello Spirito santo che mai suggerisce il falso. Buone cose da James
Lei è l’esempio perfetto di cosa può provocare il fai da te… e un romanzo che sostituisce e la Scrittura e la Scrittura nella Tradizione, ossia il Magistero. Scommetto che la CHiesa è cattiva e la Valtorta è buona, vero? “Molti falsi profeti compariranno alla fine dei tempi”…
P.S.
se i frutti della Valtorta sono le tue conclusioni contro la Chiesa e contro Benedetto XVI del quale non risparmi l’accusa di essere un eretico, c’è di che preoccuparsi
Ho letto due volte l’intera opera di Maria Valtorta “il poema dell’uomo-Dio” ed. 1975. Sono giunto a queste conclusioni:
- l’opera di Maria Valtorta è una vita di Gesù “romanzata” benissimo soprattutto per la straordinaria caratterizzazione dei personaggi;
- la Chiesa non darà mai la sua approvazione ufficiale a un’opera che intende integrare i Vangeli con una serie così ampia di avvenimenti, discorsi e personaggi che non sono presenti nei Vangeli;
- il commento migliore mi sembra quello di colui che avrebbe detto: “Pubblicate l’opera così com’è. Chi legge capirà”.
concordo con Gianluca: l’articolo è pietoso perchè è pieno di errori e tali errori si atribuiscono alla Valtorta che ne è completamente innocente. è chiaro che l’autore dell’articolo o non ha letto niente della Valtorta o se l’ha letta l’ha letta con una pregiudiziale da paura.
La Valtorta non ha mai detto nè fatto comprendere che la Chiesa fondata da Gesù era diversa da quella di Pietro. questa è una mera invenzione, così come tutti gli argomenti apportati.
pietoso anche quel arrabattarsi per trovare l’eresia nella frase di Gesù che Maria, sua Madre, sarebbe stata guida della Chiesa ma seconda in gerarchia a Pietro…………vergogna cara autrice. lei ha ragione che la Dottrina insegna che la Chiesa non è nella gerarchia. ma lei parla della Maria Madre della Chiesa, diventata tale quando è stata assunta in cielo. la Valtorta vede quello che stava succendendo quando Maria era ancora in vita e dice quella frase una volta nata la Chiesa. E Maria doveva per forza essere sotto a Pietro come gerarchia semplicemente perchè Maria non poteva, in quel momento della Chiesa e non ancora assunta, essere fuori dalla Gerarchia. sarebbe stata una cosa totalmente inaccettabile per la Chiesa stessa, avere una Donna fuori o a capo della Gerarchia. studi meglio le sue cose………….e ripeto, legga bene se ha letto. lei ha citato ‘Anastatica’. non si chiama così ma Anastasica e sono convinto che non è neppure un errore tipografico perchè lo ha ripetuto, il nome sbagliato per due volte…………altra dimostrazione della sua carente lettura dei testi valtortiani……..
in ultimo una delusione: il suo preferire dan brown alla valtorta. questa le batte tutte. ma come: lei preferisce un denigratore delle cose di Gesù, che ha convinto molta parte del mondo che Gesù aveva come amante la Maddalena ad una Valtorta che ha aiutato tutti i suoi lettori a diventare migliori cattolici? si perchè lei mi deve trovare (tanto non ci riuscirà) qualcuno che ha letto i testi valtortiani che è diventato peggiore nel suo essere cristiano o addirittura che ha abiurato dalla vera Fede.
Pensi che p. Cantalamessa in una sua omelia di un Venerdì Santo definì la stampa di brown come vedenre di nuovo Gesù per un milione di dollari (il prezzo del suo guadagno con la denigrazione atrove di Gesù e della sua Chiesa).
Lei invece che fa? lo accetta perchè spinge a cercare la verità…………..come se plaudissi ad un ladro che ti vuole far del male perchè ti spinge a reagire alla difesa………….
mah………….francamente mi meraviglio che la ospitino in un sito simile…………e pensare che proprio questo sito critica Pontifex mentre lei dimostra di usare gli stessi mezzi di giudizio che poi criticate………..
un saluto poco cordiale
mic
L’articolo “non deve piacere”
nè deve raccogliere consensi, non si scrive per questo, nè si legge per questo un articolo…
la critica è sempre ben costruttiva quando si propone di chiarire malintesi, inesattezze, incomprensioni, e questi chiarimenti ancora non vengono insieme alle critiche
Un conto sono i “pareri personali” e le proprie opinioni, altra cosa è provare a smontare i Documenti ufficiali che non giudicano la Valtorta né la sua fede, ma l’Opera, definendola NON soprannaturale e definendola “un romanzo privato, personale…”
è questo che dovete smontare, ce la farete?
io vi auguro di si
Ho letto integralmente l’opera della Valtorta, su suggerimento di un sacerdote carmelitano che in seguito non solo è uscito dall’Ordine ma ha anche lasciato il sacerdozio. Questo per rispondere a quel signore che sostiene che i libri della Valtorta agevolino a diventare dei buoni cristiani….
Condivido appieno le argomentazioni dell’autrice di questo articolo che tante polemiche hanno scatenato. Piaccia o non piaccia, la Chiesa non ha mai approvato l’opera valtortiana, se ne dissocia e la sconsiglia. Ergo, chi veramente aspira ad essere un buon cristiano e a restare in seno alla Chiesa in quanto Sposa di Cristo deve quantomeno obbedire a quanto la Chiesa impone attraverso i Suoi Ministri più saggi.
L’opera della Valtorta è bella, a patto che la si legga per quello che è: un romanzo. Cerchiamo la VERITA’? Bene, cerchiamola, ma sappiamo DOVE cercarla: nel Nuovo Testamento. Signori, non c’è altro. Gesù e la Sua Mamma Celeste sono lì! Non c’è bisogno di un presunto ‘quinto vangelo’, ciò che doveva essere rivelato è stato rivelato, non occorrono nè chiose nè compendi. E se a qualcuno il Nuovo Testamento non basta, se sente il bisogno di cercare altrove, forse è il caso che si interroghi seriamente sulla portata della sua fede
… insomma, “sola scriptura” … ah, questi cattolici “moderni” …
rimarco sulle pose da santini………….ma le pare giusto dire così? si parla di giovane Maria valtorta, una ragazzina che magari sognava il principe azzurro, e lei considera questa cosa innocente con il desiderio di posare come una santa su un santino?
qualche giorno fa ho regalato a mia madre la ‘Storia di un Anima’ di santa Teresa di Lisieux. nel libro ci sono numerose foto della giovane Teresa che si atteggia per la foto, addirittura con un costume tipo veste da regina………….faccia una ricerca su google col nome di santa Teresa di Lisieux e clicchi su immagini. ne troverà una quantità enorme di immagini che mai farebbero pensare a una santa di quel calibro. eppure è tale…………..avrebbe il coraggio di dire che anche santa Teresa aveva sempre avuto le pose da santa su un santino, o da modella di spettacolo?
Non sia patetico. La Chiesa si è espressa al massimo livello e infallibilmente per ben tre volte su Teresa e i suoi scritti: beatificandola, canonizzandola, proclamandola dottore della Chiesa
Di solito mic è lo pseudonimo che uso io nei miei blog da anni.
Il mic che è intervenuto qua su non sono io.
Non so nemmeno cosa abbia scritto e per quanto riguarda la Valtorta non me ne sono mai interessata e non saprei nemmeno cosa dirne, perché non ho mai dato gran peso alle rivelazioni private, anche se so che la Chiesa ne riconosce alcune.
Vi auguro buon proseguimento, ma mi dissocio da mic randagio che ha scritto qui.
“mic” (da non confondere con una mia amica che usa il medesimo username e questo o è una strana coincidenza, oppure è millantatore
), dice:
di santa Teresa di Lisieux. nel libro ci sono numerose foto della giovane Teresa che si atteggia per la foto, addirittura con un costume tipo veste da regina………….
***
NO! non è la medesima cosa… in quelle immagini santa Teresa di Lisieux non è vestita da regina
ma stava impersonando santa Giovanna d’Arco della quale era devotissima e nel convento stavano provando una recita che ne ripeteva le grandi gesta….
Documentiamoci meglio eh!
Caterina, quella famosa foto è di una commedia teatrale dove la piccola Teresa Martin recitava la parte di Giovanna
Oibò, caro mic, i fustigatores della Valtorta hanno ragione: ci si può fidare di una (bella) ragazza che si mette in posa per una foto ? Sarebbe un po’ come fare Papa un (ex) attore di teatro …
Signora Caterina, se veramente qualcuno può crede nelle pazzie valtortiane é inutile parlarci..
Gentili signori… MA VERAMENTE CREDETE NEL QUINTO EVANGELO??????? Che i 4 vangeli sono lacunosi???
La valtorta assomiglia tanto a joseph smith,il profeta dei mormoni che scrisse il libro di mormon
E poi caro mic..LA VERGINE FU CONCEPITA IMMACOLATA E FU SEMPRE SOPRA A PIETRO .
Che dirle Lorenzo?
Con un articolo abbiamo solo e semplicemente dimostrato la posizione ufficiale della Chiesa… se le critiche continuano a puntare sul sentimentalismo e ad ignorare ben tre negazioni di soprannaturalità dell’opera, può solo significare che non hanno altro da portare come elemento che aggiorni la posizione della Chiesa….
Eviterei però di fare affermazioni come questa:
LA VERGINE FU CONCEPITA IMMACOLATA E FU SEMPRE SOPRA A PIETRO …
vede… io sono peccatrice e maliziosa, e questa frase è pericolosa


battute a parte, per una corretta mariologia la Chiesa stessa non si esprime mai con un “sopra o sotto”, nessuno è “al di sopra” (frase più corretta) di Cristo, Maria stessa non è al di sopra della Chiesa, ma è nella Chiesa la maternità della Chiesa stessa
Ella è infatti REGINA DEGLI APOSTOLI…. ecco l’unico vero punto che la pone “al di sopra” di Pietro stesso, ma avendo ognuno un proprio ruolo, a Pietro è dato di “confermare” per esempio, la verità di certe apparizioni, visioni e scritti o di definirli falsi… questo non pone Pietro “al di sopra” di Maria, ma entrambi con ruoli diversi lavorano per un unico Progetto comune, quindi non possono contraddirsi
è importante notare che la Chiesa, la Patristica, non ha mai – invece – definito Maria “regina della Chiesa” ma bensì MATER …. e naturalmente la comprensione di tutto ciò sta in quel detto “Prologo” giovanneo che troviamo in Genesi 3, 15 “la Donna, nemica del serpente, dalla quale nascerà Colui nel quale siamo ri-generati…. e che si ricollega all’Apocalisse 12..
Mi perdoni Lorenzo per questa mia pignoleria, ma ho dovuto spiegare meglio la sua frase, in sè anche giusta, che potrebbe suonare stonata ad altri che leggono
Mi hanno chiesto in email di postare, integralmente, i Documenti ecclesiali sulla vicenda…
Li ho raccolti qui tutti insieme, buona consultazione
ATTENZIONE….. l’abolizione dell’Indice non significa affatto approvazione o riconoscimento di ogni opera presunta “cattolica”….
SACRA CONGREGAZIONE PER LA DOTTRINA DELLA FEDE
Notificazione
riguardante l’abolizione dell’Indice dei libri
Dopo la Lettera Apostolica Integrae servandae data in forma di Motu Proprio il 7 dicembre 1965, non poche richieste sono pervenute alla Santa Sede per conoscere la sorte dell’Indice dei libri proibiti sin qui tenuto dalla Chiesa per salvaguardare, secondo il mandato divino, l’integrità della fede e dei costumi.
Per rispondere alle suindicate domande, questa Sacra Congregazione per la Dottrina della Fede, dopo aver interrogato il Beatissimo Padre, comunica che l’Indice rimane moralmente impegnativo, in quanto ammonisce la coscienza dei cristiani a guardarsi, per una esigenza che scaturisce dallo stesso diritto naturale, da quegli scritti che possono mettere in pericolo la fede e i costumi; ma in pari tempo avverte che esso non ha più forza di legge ecclesiastica con le annesse censure.
Pertanto la Chiesa confida nella matura coscienza dei fedeli, soprattutto degli autori e degli editori cattolici e di coloro che si occupano della educazione dei giovani. Ripone la sua più ferma speranza nella sollecitudine vigile dei singoli Ordinari e delle Conferenze Episcopali, cui spetta il diritto e il dovere di esaminare e anche di prevenire la pubblicazione di libri nocivi e, qualora si dia il caso, di riprenderne gli autori e di ammonirli.
La Sacra Congregazione per la Dottrina della Fede, secondo lo spirito della Lettera Apostolica Integrae servandae e dei Decreti del Concilio Vaticano II, si pone a piena disposizione, in quanto sia necessario, degli Ordinari, per aiutare la loro solerzia nel vagliare le opere pubblicate, nel promuovere la sana cultura in opposizione a quella insidiosa, in stretto contatto con gli Istituti e le Università ecclesiastiche.
Qualora, poi comunque rese pubbliche, emergessero dottrine e opinioni contrarie ai principi della fede e della morale e i loro autori, benevolmente invitati a correggerle, non vogliano provvedere, la Santa Sede userà del suo diritto-dovere di riprovare anche pubblicamente tali scritti, per provvedere con proporzionata fermezza al bene delle anime.
Si provvedere pertanto, in modo adeguato, a che sia data notizia ai fedeli, circa il giudizio della Chiesa sulle opere pubblicate.
Dato a Roma, dal Palazzo del S. Offizio, il 14 giugno 1966.
+ A. Card. Ottaviani
Pro-Prefetto della S.C. per la Dottrina della Fede
+ P. Parente
Segretario
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Il Documento qui sopra è valido perchè citato dall’allora Ratzinger nel 1985
Ora segue l’iter burocratico e, attualmente, l’unico definitivo e ufficiale, emesso dalla Chiesa Cattolica sulla vicenda…
Lettera del Cardinale Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede,
al cardinale Siri, arcivescovo di Genova
Sacra Congregazione per la Dottrina della Fede.
Prot. N. 144/58.
Roma 31 gennaio 1985.
Eminenza reverendissima, con lettera del 18 maggio pp, il Reverendo…chiedeva a questa Sacra Congregazione, una chiarificazione circa gli scritti di Maria Valtorta, raccolti sotto il titolo: “Il Poema dell’Uomo Dio”, e se esisteva una valutazione del Magistero della Chiesa sulla pubblicazione in questione con il corrispettivo riferimento bibliografico.
In merito mi pregio significare all’Eminenza Vostra – la quale valuterà l’opportunità di informare il reverendo … – che effettivamente l’opera in parola fu posta all’Indice il 16 Dicembre 1959 e definita da l’osservatore Romano del 6 gennaio 1960, “Vita di Gesù malamente romanzata”. Le disposizioni del decreto vennero ripubblicate con nota esplicativa ancora su l’Osservatore Romano del 1 Dicembre 1961, come rilevabile dalla documentazione qui allegata.
Avendo poi alcuni ritenuta lecita la stampa e la diffusione dell’Opera in oggetto, dopo l’avvenuta abrogazione dell’Indice, sempre su l’Osservatore Romano (15 Giugno 1966) si fece presente quanto pubblicato su A.A.S. (1966) che, benché abolito, l’ Index conservava tutto il suo valore morale, per cui non si ritiene opportuna la diffusione e raccomandazione di un’Opera la cui condanna non fu presa alla leggiera ma dopo ponderate motivazioni al fine di neutralizzare i danni che tale pubblicazione può arrecare ai fedeli più sprovveduti.
Grato di ogni sua cortese disposizione in proposito, profitto dell’occasione per confermarmi con sensi di profonda stima dell’Eminenza vostra reverendissima.
Dev.mo Joseph Cardinale Ratzinger.
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Osservatore Romano, mercoledì 6 gennaio1960.
Suprema Sacra Congregatio Sancti Officii. Decretum Proscriptio Librorum. Feria IV, die 16 decembris 1959.
In generali consessu Supremae Sacrae Congregationis Sancti Officii Em.mi ac Rev.mi Domini Cardinales rebus fidei ac morum tutandis praepositi, praehabito Consultorum voto, damnarunt atque in Indicem librorum prohibitorum inserendum mandarunt opus anonymum , quattuor complectens volumina, quorum primum:
Il Poema di Gesù (Tipografia Editrice M. Pisani, Isola del Liri); reliqua vero
Il Poema dell’Uomo Dio (Ibidem) inscribuntur.
Feria autem VI, die 13 eiusdem mensis et anni, SS.mus D. N . D. IOANNES Divina Providentia Pp. XXIII, in Audentia Em.mo ac Rev.mo D.mo Cardinali Secretario S. Officii concessa, relatam Sibi Em.morum Patrum resolutionem adprobavit et publicari iussit.
Datum Romae, ex aedibus S. Officii, die 5 ianuarii 1960.
Sebastianus Masala, Notarius
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MOTIVAZIONI DELLA MESSA ALL’INDICE “UNA VITA DI GESU’ MALAMENTE ROMANZATA”
OSSERVATORE ROMANO DEL 6 GENNAIO 1960
(La messa all’Indice e sua Spiegazione, apparvero entrambi nell’Osservatore Romano del 6 gennaio 1960)
In un’altra parte del nostro giornale è riportato il decreto del S. Offizio con cui viene messa all’Indice un’opera in quattro volumi, di autore anonimo (almeno in questa stampa) edita all’isola del Liri.
Pur trattando esclusivamente d’argomenti religiosi, detti volumi non hanno alcun Imprimatur, come richiede il Canone 1385 § 1 m. 2 C.I.C.
L’editore in una breve prefazione scrive che l’Autore, “A somiglianza di Dante ci ha dato un’opera in cui, incorniciati da splendide descrizioni di tempi e di luoghi, si presentano innumerevoli personaggi i quali si rivolgono e ci rivolgono la loro dolce o forte o ammonitrice parola. Ne è risultata un’opera umile ed imponente: l’omaggio letterario di un dolorante infermo, al Grande Consolatore Gesù” .
Invece ad un attento lettore questi volumi appaiono nient’altro che una lunga, prolissa, vita romanzata di Gesù.
A parte la vanità dell’accostamento a Dante e nonostante che illustri personalità (la cui indubbia buona fede è stata sorpresa) abbiano dato il loro appoggio alla pubblicazione, il S. Offizio ha creduto necessario metterla nell’Indice dei libri proibiti.
I motivi sono facilmente individuabili da chi abbia la certosina pazienza di leggere le quasi quattromila pagine di fitta stampa.
Anzitutto il lettore viene colpito dalla lunghezza dei discorsi attribuiti a Gesù e alla Vergine SS.ma; dagli interminabili dialoghi fra molteplici personaggi che popolano quelle pagine.
I quattro Vangeli ci presentano Gesù umile, riservato; i suoi discorsi sono scarni, incisivi, ma della massima efficacia. Invece in questa specie di storia romanzata, Gesù è loquace al massimo, quasi reclamistico, sempre pronto a proclamarsi Messia e Figlio di Dio e ad impartire lezioni di teologia con gli stessi termini che userebbe un professore dei nostri giorni.
Nel racconto dei Vangeli noi ammiriamo l’umiltà ed il silenzio della Madre di Gesù; invece per l’ Autore (o l’Autrice) di quest’opera, la Vergine SS.ma ha la facondia di una moderna propagandista, è sempre presente dappertutto, è sempre pronta ad impartire lezioni di teologia mariana, aggiornatissima fino agli ultimissimi studi di [noti] specialisti in materia.
Il racconto si svolge lento, quasi pettegolo: vi troviamo nuovi fatti, nuove parabole, nuovi personaggi e tante, tante donne al seguito di Gesù.
Alcune pagine poi sono piuttosto scabrose e ricordano certe descrizioni e certe scene di romanzi moderni, come, per portare solo qualche esempio, la confessione fatta a Maria da una certa Aglae, donna di cattivi costumi (colI pag. 790 segg), il racconto poco edificante a pagina 887 e segg del I vol, un balletto eseguito non certo pudicamente, davanti a Pilato, nel Pretorio (vol. IV pag 75), etc .
A questo punto viene spontanea una particolare riflessione: l’Opera per la sua natura e in conformità con le intenzioni dell’Autore e dell’Editore, potrebbe facilmente pervenire nelle mani delle religiose e delle alunne dei loro collegi. In questo caso, la lettura di brani del genere, come quelli citati, difficilmente potrebbe essere compiuta senza pericolo o danno spirituale.
Gli specialisti di studi biblici vi troveranno certamente molti svarioni storici, geografici e simili. Ma trattandosi di un…romanzo, queste invenzioni evidentemente aumentano il pittoresco e il fantastico del libro.
Ma in mezzo a tanta ostentata cultura teologica, si possono prendere alcune.. perle che non brillano certo per l’ortodossia cattolica.
Qua e là si esprime circa il peccato , io Adamo ed Eva, un’opinione piuttosto peregrina ed inesatta.
Nel vol. I a pag. 63 si legge questo titolo: Maria può essere chiamata la secondogenita del Padre : affermazione ripetuta nel testo nella pagina seguente. La spiegazione ne limita il significato, evitando un’autentica eresia; ma non toglier la fondata impressione che si voglia costruire una nuova mariologia, che passa facilmente i limiti della convenienza.
Nel II vol. a pag. 772 si legge: “Il Paradiso è luce, profumo ed armonia. Ma se in esso non si beasse il padre, nel contemplare la tutta Bella che fa della Terra un Paradiso, ma se il Paradiso dovesse in futuro non avere il Giglio vivo nel cui seno sono i tre pistilli di fuoco della divina Trinità, luce, profumo, armonia, letizia del Paradiso, sarebbero menomati della metà” .
Qui si esprime un concetto ermetico e quanto mai confuso, per fortuna; perché se si dovesse prendere alla lettera, non si salverebbe da severa censura.
Per finire accenno ad un’altra affermazione strana ed imprecisa, in cui si dice della Madonna: “Tu nel tempo che resterai sulla Terra, ‘seconda a Pietro come gerarchia ecclesiastica’ ” (il corsivo -tra virgole- è nostro N.d. R.).
L’opera dunque, avrebbe meritato una condanna anche se si fosse trattato soltanto di un romanzo, se non altro per motivi di irriverenza.
Ma in realtà, l’intenzione dell’autore pretende di più. Scorrendo i volumi qua e là si leggono le parole “Gesù dice” , oppure “Maria dice”, oppure “Io vedo” e simili. Anzi verso la fine del IV volume (pag. 839) l’autore si rivela …un’autrice e scrive di essere testimone di tutto il tempo messianico e di chiamarsi Maria.
Queste parole fanno ricordare che circa dieci anni fa, giravano alcuni voluminosi dattiloscritti, che contenevano pretese visioni e rivelazioni. Consta che allora la competente autorità ecclesiastica aveva proibito la stampa di questi dattiloscritti ed aveva ordinato che fossero ritirati dalla circolazione. Ora li vediamo riprodotti quasi del tutto nella presente Opera.
Perciò questa pubblica condanna della Suprema Sacra Congregazione è tanto più opportuna, a motivo della grave disobbedienza .
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La posizione della Chiesa su queste “rivelazioni private” si precisa ulteriormente quando il Cardinale Ratzinger, davanti all’aumentato interesse per l’opera di Maria Valtorta, gira al Segretario della Conferenza Episcopale Italiana di prendere contatto con l’Editore delle Opere valtortiane per chiarire per l’ennesima volta la posizione della Chiesa.
Ecco la lettera inviata: Conferenza Episcopale Italiana Prato N. 324/92 Roma, 6 maggio 1992
Stimatissimo Editore,
In seguito a frequenti richieste, che giungono anche a questa Segreteria, di un parere circa l’atteggiamento dell’Autorità Ecclesiastica sugli scritti di Maria Valtorta, attualmente pubblicati dal “Centro Editoriale Valtortiano”, rispondo rimandando al chiarimento offerto dalle “Note” pubblicate da “L’Osservatore Romano” il 6 gennaio 1960 e il 15 giugno 1966.
Proprio per il vero bene dei lettori e nello spirito di un autentico servizio alla fede della Chiesa, sono a chiederLe che, in un’ eventuale ristampa dei volumi, si dica con chiarezza fin dalle prime pagine che le “visioni” e i “dettati” in essi riferiti non possono essere ritenuti di origine soprannaturale, ma devono essere considerati semplicemente forme letterarie di cui si è servita l’Autrice per narrare, a suo modo, la vita di Gesù.
Grato per questa collaborazione, Le esprimo la mia stima e Le porgo i miei rispettosi e cordiali
saluti. + Dionigi Tettamanzi – Segretario Generale CEI
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La Società Editrice dell’opera Maria Valtorta, insieme ai tanti suoi “discepoli”, specialmente nel Clero, continuano a disobbedire alle direttive dei Superiori Ecclesiali: non avvisano i lettori dell’opera valtortiana che più volte e in termini oltremodo chiari è stata dichiarata “non soprannaturale”, e sollecitano nuovi “fedeli” ad una lettore come se tale opera fosse soprannaturale.
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pertanto, la risposta del cattolico obbediente e fiducioso, deve essere la seguente:
Proprio per il vero bene dei lettori e nello spirito di un autentico servizio alla fede della Chiesa, sono a chiederLe che, in un’ eventuale ristampa dei volumi, si dica con chiarezza fin dalle prime pagine che le “visioni” e i “dettati” in essi riferiti non possono essere ritenuti di origine soprannaturale, ma devono essere considerati semplicemente forme letterarie di cui si è servita l’Autrice per narrare, a suo modo, la vita di Gesù.
Mi chiedo come sia possibile parlare sulla questione Valtorta pro e contro, contestando anche l’incontestabile!
Due anni fa’in un Convegno su Valtorta a Viareggio promosso dal Rev. Don Zucchini studioso ed estimatore degli scritti valtortiani e con la partecipazione straordinaria di Padre François Dermine e l’Editore dell’Opera, parlando sul fatto della messa all’indice, si è chiarito che non fu messa all’indice per i suoi contenuti, ma perché fu diffusa dai PP serviti SENZA L’IMPRIMATUR! e ciò avvenne disobbedendo sia alle regole del s. Uffizio sia alla stessa Valtorta! (Ci sono le prove scritte di suo pugno tra le lettere si scambio con Mons. Carinci.)P. Dermine disse che LA CHIESA NON è Nè PRO Nè CONTRO L’OPERA DI MARIA VALTORTA!!! (credo si possa trovare la video conferenza nel portale della Versilia cliccando “viareggiotv” in archivio)Credo proprio che sia necessario aggiornarsi su questa cosa, senza tanto offendere chi non la pensa come voi, come accade spesso…in generale tra i pro e i contrari.
Quindi il fatto che non ci sia più l’indice per i libri riguardanti le rivelazioni private, viene lasciata al buon uso del discernimento di ciascuno e decade anche l’accusa di pericolo di inficiare la fede di chi legge Valtorta.
L’ex presidente della CEI Tettamanzi nell’affermare di considerare che “sia frutto della fantasia della Scrittrice” l’Opera, si contraddice in quanto lui stesso dice che si poteva pubblicarla (quindi non c’è pericolo per nessuno, CONTRO la fede!)a patto che si dica che non è di origine soprannaturale…ma scusate lui non ha fatto questa dichiarazione a nome del Collegio cardinalizio, ossia unitariamente agli altri vescovi, ma è una sua risposta personale all’allora Prefetto Ratzinger che gli chiese un parere. E poi non trovate già un contradditorio in questa risposta? Se non c’è pericolo per la fede tanto è vero che si può pubblicare tranquillamente tutti gli scritti, può sempre essere un opera ispirata e se fosse ispirata e RISULTA NON PERICOLOSA PER LA FEDE, perché l’Editore dovrebbe prendersi la responsabilità di premettere quanto suggerito dal Card. Tettamanzi firmando ciò secondo il proprio personale parere?non sareste anche voi imbarazzati? Tra l’altro e in contrasto con la sua tesi, ecco che l’imprimatur lo ha dato l’altro Card.: Roman Danylak!
Inoltre perché voi detrattori tralasciate SEMPRE i personaggi di tutto rispetto che ne hanno parlato e scritto positivamente??? Non mi sembra onesto questo, da parte di chicchessia!
E’ proprio vero che “c’è troppa luce per chi vuol credere e troppe tenebre per coloro che non vogliono credere”…
Detto ciò ma che problema c’è se siamo liberi di scegliere cosa leggere -secondo coscienza- e a chi credere, se nemmeno Dio Padre pretende che l’uomo gli creda? siete voi più del Padreterno per giudicare un Opera del genere?
Pace a tutti
piermary…. guardi che ciò che ha letto e dove lei ha risposto, non c’è nulla di mio…. è tutta documentazione ECCLESIALE…. quindi non dica:
siete voi più del Padreterno per giudicare un Opera del genere?
***
legga meglio l’inizio dell’articolo, e legga meglio la documentazione e su questa porti lei altrettanti Documenti magisteriali che confermino le sue opinioni… il resto son chiacchiere, la Chiesa è MAESTRA, ed ha il dovere di consigliare, confermare o sconsigliare e perfino condannare….se non le sta bene si scelga un’altra chiesa… il supermercato delle fedi è vasto…
E se fosse vero quanto presentato e chiaramente udibile in
http://www.mariavaltorta.info
a proposito di Padre Livio di RadioMaria che in diretta intervista Viska che ha appena chiesto alla Vergine di Medjugorie una valutazione sulla Valtorta, e Questa risponde :”Tutto vero !”
Per non dire che il santo padre Pio e la Santa Madre Teresa di Calcutta consigliavano (P.Pio veramente disse alla pentitente che chiedeva come comportarsi “Non solo ti permetto ma ti ordino”) di leggere la Valtorta.
Dunque il mio quesito è questo: è più attendibile Tea Lancellotti o simili pezzi da 9990 ?
E’ più attendibile l’Ex Sant’Uffizio
I Documenti sono stati portati, e vengono rifiutati, se non proprio ignorati (scommetto che nessuno di questi li ha letti) ma loro continuano a portare le proprie opinioni… non comprendendo che l’opinione di uno, due, 100 sacerdoti, fossero anche 6 cardinali, non vale nulla se la Chiesa non da la sua conferma positiva… e fino al 1992, a firma della CEI, la risposta della Chiesa è negativa!
amen!
Il dialogo è fra sordi, che comprova la grande divisione che c’è nella Chiesa e di come ognuno procede per fatti suoi, e di ciò che dice la Chiesa è tutto contestabile…. è come chiedere: “ma secondo te di che colore è oggi il cielo?” e l’altro risponde: “ho visto una carta da parati che era un sogno….!”
associazione di idee forse sì, ma continuando ad eludere la realtà dei fatti…
P.S. ho conosciuto personalmente padre Dermine che è un domenicano… da quel che so gli piace l’Opera valtortiana, ma non si è mai sognato di definirla approvata
Caterina: sono una studiosa ed estimatrice dell’Opera valtortiana. Non mi sono riferita ai suoi documenti che ben conosco, anche se ci accorgiamo che non accennate alle vere motivazioni per cui è stata messa all’indice, semmai all’rticolista! In ogni caso NON ho mai detto che p. Dermine abbia dichiarato che l’Opera sia stata approvata! Mi pare che anche lei legga quel che vuole leggere…quindi dovrebbe/dovreste avere un atteggiamento meno arrogante con le persone che nemmeno conoscete!A me l’opera è giovata tantissimo soprattutto nelle catechesi ai ragazzi e ai giovani nei miei trent’anni di attività svolto con obbedienza e con Mandato canonico, non trovando in essa storture teologiche, anzi mi è stata indispensabile per compredere meglio certi misteri ostici, come la Trinità, l’Immacolatezza di Maria, prima dopo e durante il ‘parto’; il suo ruolo nel Progetto del Padre; il Peccato originale e le sue tante lacune e contraddizioni anche-purtroppo- da parte dei nostri teologi! (non dimentichiamoci delle ragioni del loro dissenso negli anni settanta..) Per ultima cosa io NON HO MAI CONTESTATO LA CHIESA MA L’HO SEMPRE DIFESA- AMATA E SERVITA- nel mio piccolo si intende. Ho soltanto chiarito che vi sono stati degli errori umani-da sempre- perché si ricordi che la Chiesa è si una- santa-cattolica ed apostolica, ma che non sempre santa nei suoi Membri (Docenti e laici)perché uomini, con le loro debolezze…basta la storia in duemila anni per rendersene conto..ci insegna che non è sempre stata immacolata nei sui fedeli (!)ahimé! ma Essa è santa perché Santo è il suo Fondatore che tutto ha dato per noi e la sua Chiesa!
Ma che crede che chi legge Valtorta e la apprezza siano tutti degli ignoranti o dei deficenti???Si informi piuttosto delle motivazioni per cui Paolo VI° abbia tolto “l’Indice” ..
e stia in pace perché colgo troppa saccenza e troppa prevenzione su chi non la pensa come voi; se non altro perché siamo adulti vaccinati e desiderosi di servire ancor meglio la Chiesa.
Paolo VI ha tolto l’Indice perchè ormai era divantato un formidabile strumento di pubblicizzazione di libri corrotto: ci fosse oggi l’Indice (che poi altro non era che un invito ai fedeli di boicottare letture corrotte e non foraggiarne lo scribacchino), gli editori pagherebbero per farsi mettere all’Indice, scalando immediatamente tutte le classifiche di vendita.
ho intenzione di lasciare quest’ultimo post perchè, sorprendentemente sono d’accordo con caterina63 sul dialogo fra sordi………….la cosa che trovo veramente assurda, a prescindere da giudizi personali, è quasi considerare meglio la lettura di dan brown a quella della valtorta. capisco che è una provocazione, ma santa pazienza, come si fa?
Dan Brown è un nemico della Chiesa, e un nemico acerrimo. la Valtorta no, nella maniera più assoluta.
i frutti della propaganda di dan brown sono spaventosi e hanno bruciato la fede (dei labili, è vero) in maniera irrimediabile. i frutti delle opere valtortiane sono altrettanto esemplari ma in positivo perchè non esiste un valtortiano doc (smentitemi se lo potete!) che non sia progredito nella sua fede nell’unica Chiesa e più che altro in Dio.
quindi, rimando ali mittenti tutte quelle castronerie sul fatto che noi valtortiani consideriamo il Poema dell’Uomo-Dio come il quinto Vangelo. ribadisco: nessun valtortiano doc lo direbbe mai e chi l’ha detto non è un amatore della va.
in ultimo, la frase di scegliersi un’altra Chiesa dal supermercato della fede………..
La Valtorta non guida i lettori a un’altra Chiesa ma all’unica Chiesa cattolica……….chiedo di nuovo: si è mai trovato un valtortiano vero che si sia fatto protestante o abbia abiurato la fede cristiana per altre religioni?
casomai è dan brown, consigliato dall’autrice, che conduce ad un’altra chiesa, quella in cui Gesù ha una bella amante e ha fatto figli che abitarono in francia…….
stia attenta, quindi la autrice a indicare le sue letture. un giorno Gesù potrebbe chiederle conto del fatto di aver scherzato provocando i lettori a leggere questo demonio……..
mic
…e non sono randagio solo perchè ho usato le lettere iniziali del mio nome. randagio suona come un’offesa…..io non ho offeso nessuno…..vedete di non farlo nemmeno voi
A chi ha scritto l’articolo farebbe assai bene leggere la Valtorta, se non altro imparerebbe a scrivere un po’ meglio.
Quanto espone sarà anche desunto o preso pari pari da “documenti ecclesiali”, ma è assemblato in modo così disarmonico e confusionario che la lettura risulta difficoltosa e, in alcuni passaggi, soporifera.
Se pure l’opera principale di Maria Valtorta non fosse ispirata (e io credo che lo sia), avrebbe comunque il merito di essere una grande opera letteraria, scritta in maniera magistrale e ricca di insegnamenti. Ho già letto due volte “l’Evangelo come mi è stato rivelato”, senza nessuna fatica, non rileggerei questo articolo una seconda volta. Non perché denigra qualcosa che amo, trovo utili e arricchenti le critiche, ma perché è pessimo.
La prima regola di chi scrive dovrebbe essere la padronanza dell’argomento, non si scrive di qualcosa che non si conosce e l”autrice, è evidente, dell’ “Evangelo” conosce le copertine e qualche riga letta aprendo un volume qualunque a caso. Con questo metodo si potrebbe demolire perfino la Bibbia, e infatti c’è chi lo fa.
Non basta riportare, malamente, “documenti ecclesiali”.
Di una chiesa, per giunta, che da parecchio è maestra del niente. Sapesse insegnare, la Chiesa, quello che insegnano gli scritti della Valtorta! Si impegnasse a farlo, invece di diffondere tramite tanti sacerdoti formati nei suoi seminari insegnamenti eretici e sconnessi, quando non propriamente atei!
Suvvia, autrice, si impegni a copiare qualcos’altro.
Chissà se Tea Lancellotti sa che quando fu messa all’Indice la Valtorta erano all’Indice anche suor Faustina Kowalska e -addirittura ! – la Bibbia, si la Bibbia !
Ma il fatto che la stessa neghi anche Medjugorie, mi lascia perplesso.
Mio nonno diceva: “Tant’è, per alcuni, sonar il corno che il violino”!
L’Indice era un cordone sanitario, che impediva facili entusiasmi verso qualsiasi testo che avesse reclamato una qualche “ispirazione” divina, prima ancora che la Chiesa avesse studiato quei testi, meditati secondo la sua secolare sapienza scienza e santità, e dunque pronunciandosi. E più che un cordone sanitario, era una quarantena. Affrontata la quale, potevano i testi liberamente circolare, senza infettare di pazzie esaltazioni follie e fantasie, quando non eresie, i fedeli non preparati con adeguati anticorpi dottrinali. DISCORSO “INDICE” CHIUSO!
è vero Michele, ma ci fu un Documento con il quale la CdF interpellata nel 1978 disse:
Sacra Congregazione per la dottrina della fede
NOTIFICAZIONE *
Da diverse parti, specialmente dalla Polonia, anche autorevolmente, è stato chiesto se le proibizioni contenute nella « Notificazione » della S. Congregazione del S. Offizio, pubblicata sugli AAS, anno 1959, 271, riguardanti la devozione alla Divina Misericordia nelle forme proposte da Suor Faustina Kowalska, si debbano ritenere ancora in vigore.
Questa S. Congregazione, tenuti presenti i molti documenti originali, non conosciuti nel 1959; considerate le circostanze profondamente mutate, e tenuto conto del parere di molti Ordinari Polacchi, dichiara non più vincolanti le proibizioni contenute nella citata « Notificazione ».
Dalla Sede della S. Congregazione, 15 Aprile 1978.
+ Franjo Card. Šeper,
Prefetto
+ Fr. Jérôme Hamer, O.P.,
Arcivescovo tit. di Lorium,
Segretario
*
è proprio questo il punto… ciò che si giudica in questo articolo NON è la persona nè la fede della Valtorta, ma il fatto che per ben due CONSULTAZIONI dopo quel 1959, la Chiesa abbia risposto per ben due volte ancora negativamente…
Se domani la Chiesa dovesse cambiare parere, ne prenderò atto… e l’ho scritto nell’articolo, ma è evidente che non viene letto tutto con calma e attenzione
ma al momento la situazione è quella della Documentazione portata integralmente: NON CONSTANT DI SOPRANNATURALITA’… punto!!
L’indice, come spiega Ratzinger, MANTIENE TUTTO L’ONERE MORALE e dice testualmente:
Avendo poi alcuni ritenuta lecita la stampa e la diffusione dell’Opera in oggetto, dopo l’avvenuta abrogazione dell’Indice, sempre su l’Osservatore Romano (15 Giugno 1966) si fece presente quanto pubblicato su A.A.S. (1966) che, benché abolito, l’ Index conservava tutto il suo valore morale, per cui non si ritiene opportuna la diffusione e raccomandazione di un’Opera la cui condanna non fu presa alla leggiera ma dopo ponderate motivazioni al fine di neutralizzare i danni che tale pubblicazione può arrecare ai fedeli più sprovveduti.
Grato di ogni sua cortese disposizione in proposito, profitto dell’occasione per confermarmi con sensi di profonda stima dell’Eminenza vostra reverendissima.
Dev.mo Joseph Cardinale Ratzinger.
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è questo che dovete smontare, non il mio articolo che non vale nulla
Tea, non andare in giro a dire che gli articoli che scrivi per Papale non valgono un cazzo, che poi la gente deduce che non vale un cazzo neppure questo sito di apologetica.
ma critici di questo spessore sono sempre più rari
in realtà, signora Caterlotta, non c’è da “smontare” proprio niente.
io ho iniziato a leggere la Valtorta dopo averne letto, su un forum cattolico una stroncatura velenosa.
mi incuriosiscono sempre le crociate contro qualcosa/qualcuno e cerco di farmi un parere personale.
a suo tempo, ho letto anche il codice da vinci, da lei caldamente raccomandato. se devo essere sincera non mi ha entusiasmato tanto quanto lei, ma immagino che i nostri rispettivi retroterra culturali siano diversi e abbiano un certo peso nel determinare l’eccellenza di questo o quel testo.
dicevo che ho letto l’opera valtortiana per verificare cosa ci fosse di “pericoloso”, sapevo della messa all’indice e tutto il resto. ho trovato un’opera mirabile che ha fatto del bene alla mia vita spirituale.
le sembrerà strano, ma mi ha avvicinata a quella Chiesa che la rifiuta, me l’ha fatta amare e compatire per le sue miserie.
si, l’opera non è approvata, e allora?
come le ha fatto notare Terranovas, ha scritto di averla letta anche lei (stia tranquilla, è chiaro che non è vero), perciò ha anche lei disatteso un pronunciamento che dice vincolante.
dove sta la differenza tra lei e me? entrambe abbiamo letto (si, lei non proprio tutta tutta) un’opera pericolosa e messa all’indice.
a me è piaciuta, mi ha arricchito spiritualmente e sono contenta di averlo fatto.
lei, non solo ha disubbidito, ma non ci ha capito niente.
mi perdoni, Caterlotta, ma chi gliel’ha fatto fare? ora per penitenza cosa farà, leggerà l’opera omnia di Dan Brown?
Ma come si fa ad essere così ignoranti e leggere una raccomandazione alla lettura di Dan Brown ?
a questo punto o è ignoranza o è malafede….
P.S.
e non il contrario…
E’ LA CHIESA CHE COMPATISCE LEI, me, noi
se siamo ancora al fatto che è lei (noi) che dobbiamo confermare la Chiesa, allora la Valtorta non le ha insegnato un bel nulla…
Nessun dubbio alle infinite strade che Dio usa per convertire, ma a noi è dato di usare quelle straordinarie e su quelle lavorare, e qui, ancora una volta, nessuno porta Documenti Ecclesiali che smentiscano la decisione della Chiesa sull’opera… ma si continua a disobbedire alla Chiesa…
Infine… nessuno le vieta di leggere ciò che vuole, la Chiesa ha solo dato la sua PAROLA,DICENDO UN CHIARO “NON CONSTANT DI SOPRANNATURALITA’…”
punto!
perciò, quando volete difendere l’opera perchè VI PIACE, siate almeno ONESTI e non dite che è un’opera mistica, perchè la Chiesa ha detto che non lo è….
anche i Protestanti hanno “trovato Cristo”…. e molti sono anche più fedeli di noi… ma non sono cattolici
correggo:
ovviamente intendevo dire che a noi è dato di usare le strade ORDINARIE
quelle straordinarie, in questo caso, non sono state confermate dalla Chiesa
Caterlotta, mi permette di farle rilevare che io le ho dato dell’ignorante con molta più eleganza?
non si offenda, ma il titolo del paragrafo che tesse le lodi del “Codice da Vinci” è “MEGLIO DAN BROWN… ALMENO SPINGE A CERCARE LA VERITÀ PER DIFENDERE LA PROPRIA FEDE”.
io sono senza dubbio ignorante, Caterlotta, e spero di restarlo fino alla fine della mia vita, non avere più nulla da imparare mi sembrerebbe noioso, ma in questo caso non mi pare di aver mancato il bersaglio in modo clamoroso.
lei scrive:”Dan Brown mi ha stimolato molto di più sulla difesa della mia fede; mi ha spinto a cercare la verità ancora di più, a tentare di trovare delle risposte valide e concrete alle assurde accuse che riportava.”
“consigliato” invece che “raccomandato” le sembra più attinente?
dai, è anche più di un consiglio.
riguardo al resto, lei scrive che “si continua a disobbedire alla Chiesa” .
ma, le ripeto, senza l’opera valtortiana io sarei lontanissima dalla Chiesa. è stato l’ “evangelo come mi è stato rivelato ” che mi ha insegnato a credere “la” Chiesa, non “nella” Chiesa.
vede, Caterlotta, i tanti detrattori di Medjugorje continuano a ripetere che la Chiesa non le ha ancora approvate, anzi nella persona del vescovo locale le ha rigettate come false, ignorando volutamente i doni che sulla Chiesa sono stati sparsi grazie a quelle apparizioni.
perché la Chiesa non è composta solo dai pastori, ma anche dalle pecore, siamo Chiesa tutti insieme.
allo stesso modo, su tanti membri della Chiesa l’opera valtortiana ha operato miracoli e conversioni, è stata una benedizione, nonostante il parere negativo di una parte della stessa Chiesa.
prima o poi, qualcuno dovrà prendersi la briga di risolvere queste contraddizioni.
lei, mi perdoni di nuovo, farebbe bene a occuparsi di qualcosa più alla sua portata. punto!
p.s.
io le faccine non le uso, le immagini dove le aggradano di più.
le assicuro che leggendo quanto ha scritto, prima e dopo, ho sorriso tanto.
Pour la défense de Maria Valtorta
Si parte subito, fin dal titolo dell’articolo ( purtroppo ), con un “J’accuse” contro Maria Valtorta al quale non possiamo sottrarci visto che l’attacco è rivolto verso una persona che non è più in grado di potersi difendere.
Opporremo dunque la nostra Défense de Maria Valtorta personalmente convinti che per un cattolico, al quale il Signore chiede addirittura di amare e perdonare i propri nemici, si addica maggiormente la professione dell’avvocato piuttosto che quella del pubblico ministero.
Sul fatto invece che sia meglio leggere gli scritti di Dan Brown ( nelle cui intenzioni certamente c’era anche quella di nuocere alla Chiesa ) piuttosto che Maria Valtorta che invece della Chiesa Cattolica ha sempre voluto far parte in ubbidienza alla stessa come Terziaria dell’Ordine dei Servi di Maria lasciamo il giudizio al buonsenso di chi ci legge. Difficile però non sentire nelle orecchie l’eco di quella famosa domanda: “chi volete che vi liberi ? Ma soprattutto l’eco della risposta della folla: “ Bar-abbàs “
Ma il J’accuse non inizia con considerazioni o con argomentazioni, si preferisce scegliere di partire con una brutta storpiatura del cognome di Maria Valtorta, si sceglie quindi di usare un mezzo assai efficace ( ma meschino ! ) per cercare d’instradare subito il lettore dell’articolo a considerare come storpiatura del Vangelo la lettura dell’Opera.
Vedremo poi che non è affatto così.
Per equità di comportamento agiremo alla stessa maniera e storpieremo a nostro piacimento il cognome dell’autrice del presente articolo.
Piuttosto che confrontarci onestamente sull’Opera stessa, sui contenuti, su quello che viene detto e quello che troviamo scritto, come personalmente avrei preferito fare, si cerca subito di allontanare il potenziale lettore dell’Opera valtortiana utilizzando questo misero stratagemma che, per quanto mi riguarda, è davvero sinonimo di piccolezza.
Si prosegue affermando che il lettore di quest’Opera scambia per un quinto Vangelo l’Opera stessa mentre invece il lettore di Maria Valtorta sa benissimo che la mistica non ha scritto un quinto Vangelo e soprattutto non ha mai inteso scriverlo. I Vangeli sono e rimangono i 4 degli evangelisti del canone della Chiesa Cattolica. Il lettore lo sa per il semplice fatto che è la stessa Maria Valtorta che scrive che la sua Opera non è un quinto Vangelo. Se mi si permette poi, il Vangelo, inteso nel suo significato etimologico di “Buona Notizia” o “Buona Novella” è uno e uso solo, ed è quello che insegna la dottrina del nostro Signore Gesù Cristo.
Guardiamo al Catechismo della Chiesa Cattolica, al capitolo 66 titolato “Non ci sarà altra rivelazione” troviamo scritto:
“L’economia cristiana, in quanto è Alleanza nuova e definitiva, non passerà mai e non c’è da aspettarsi alcuna nuova rivelazione pubblica prima della manifestazione gloriosa del Signore nostro Gesù Cristo.
Tuttavia, anche se la Rivelazione è compiuta, non è però completamente esplicitata; toccherà alla fede cristiana coglierne gradualmente tutta la portata nel corso dei secoli”.
E ancora il capitolo immediatamente successivo, il 67, che è espressamente rivolto alle così dette rivelazioni private in cui il caso di Maria Valtorta rientra a pieno titolo:
“Lungo i secoli ci sono state delle rivelazioni chiamate « private », alcune delle quali sono state riconosciute dall’autorità della Chiesa. Esse non appartengono tuttavia al deposito della fede.
Il loro ruolo non è quello di « migliorare » o di « completare » la Rivelazione definitiva di Cristo, ma di aiutare a viverla più pienamente in una determinata epoca storica. Guidato dal Magistero della Chiesa, il senso dei fedeli sa discernere e accogliere ciò che in queste rivelazioni costituisce un appello autentico di Cristo o dei suoi santi alla Chiesa. La fede cristiana non può accettare « rivelazioni » che pretendono di superare o correggere la Rivelazione di cui Cristo è il compimento. È il caso di alcune religioni non cristiane ed anche di alcune recenti sette che si fondano su tali «rivelazioni»”.
Nonostante le immotivate accuse e i gratuiti rimproveri che troviamo scritti nell’articolo di Tea Lance(l)lotta, il lettore dell’Opera di Maria Valtorta è pienamente conscio di non leggere il quinto Vangelo ma piuttosto di leggere una esplicitazione dello stesso che lo aiuta a vivere più pienamente, in questa specifica epoca storica, gli insegnamenti e l’unica Rivelazione che il Signore Gesù ha dato agli uomini per la loro salvezza.
Ma comprensibilmente, per avvallare le proprie ipotesi, l’accusa chiama a suo sostegno nientemeno che l’attuale Santo Pontefice Benedetto XVI. Dispiace però vedere che l’aggettivo ‘pericoloso’ inserito tra virgolette proprio per certificare che è veramente stato così definito dall’allora cardinale Ratzinger non corrisponde affatto alla realtà storica dei documenti. Occorre sottolinearlo fin da subito.
Sembrerebbe cosa di poco conto, magari una imprecisione, ma leggendo l’articolo, più e più volte si ribatte su questo punto, esattamente come un chiodo, come una fissa; se tale aggettivo si è volutamente proposto ai lettori in modo così ossessivo, sarebbe stato molto meglio farlo nel rispetto della verità storica della documentazione.
Riporto quindi il link al documento che era privato e che tale sarebbe dovuto rimanere ( è giusto infatti precisarlo visto che viene preso per esibirlo in pubblica piazza proprio da parte dell’accusa ) ed inerente la corrispondenza privata tra l’allora prefetto della Sacra Congregazione della Dottrina della Fede che rispose con lettera privata all’allora Arcivescovo di Genova Card. Giuseppe Siri.
http://www.maria-valtorta.net/images/doc_ratzinger1985.pdf
così si può tranquillamente confrontare il testo e verificare la veridicità dell’accusa che scrive le testuali parole:
“Pericoloso” per giunta, a detta di Ratzinger.
Tale attribuzione è totalmente falsa e non corrisponde alla documentazione conosciuta.
Se si dispongono di altre fonti o documentazioni che possono giustificare l’aggettivo ‘pericoloso’ si prega di darne riferimento. In caso contrario, si continua nelle storpiature a proprio libero piacimento coinvolgendo addirittura il Santo Padre.
Il ‘pericolo’ per la fede presuppone infatti errori dottrinali oppure affermazioni contro la morale cattolica. Mentre in realtà, ancora oggi, le reali motivazioni che hanno portato ad inserire l’Opera di Maria Valtorta nell’indice dei libri proibiti non sono conosciute perché è la stessa Chiesa Cattolica che non le ha rivelate.
Nella lettera dell’allora cardinale Ratzinger, del 31 Gennaio 1985, si dice infatti che le motivazioni furono ben ponderate al fine di neutralizzare i danni che tale pubblicazione può arrecare ai fedeli più sprovveduti.
Non si dice quindi quali sono state le motivazioni e sopratutto si precisa che i potenziali danni possono evidenziarsi nei fedeli più sprovveduti. Come sempre, la Madre Chiesa si preoccupa, a suo insindacabile giudizio, di salvaguardare i suoi figli, ma non è corretto però andare oltre quelli che sono stati i pronunciamenti ufficiali per far dire a chicchessia ( addirittura al papa ) parole che non ha mai scritto o pronunciato.
E’ certamente vero che fino ad adesso la Chiesa Cattolica si è pronunciata in modo negativo nei confronti dell’Opera di Maria Valtorta ma, come riconosce la stessa accusa, non è affatto certo che nel futuro non ci possano essere ripensamenti in merito.
Occorre quindi continuare, da parte di tutti e per il bene di tutti, a rimanere nell’ambito della virtù cristiana della prudenza che deve essere esercitata da parte di tutti e sopratutto in ogni direzione.
Tale prudenza suggerisce quindi di verificare quello che si dice e si scrive allo scopo, se si è in buonafede, di non travisare la realtà delle cose.
Visto che poi si parla di un tema assai delicato che coinvolge in prima istanza la sensibilità delle persone occorrerebbe parlare creando un clima di rispetto e di dialogo senza prima proporsi come concilianti e poi invece ‘sparando’ ad alzo-zero sull’argomento senza tenere conto delle diverse sensibilità.
Si dichiara infatti di non voler fare un processo a Maria Valtorta mentre a me invece pare proprio il contrario.
Oppure non si vuole fare il processo per non dar modo alla difesa di poter controbattere ?
Mettiamo quindi subito in luce che le ‘denunce’ come le chiama l’accusa non sono affatto firmate dal cardinale Ottaviani. Trattasi infatti di una notifica del Sant’Uffizio pubblicata il 6 Gennaio 1960 sull’Osservatore Romano e di un articolo scritto da un articolista che però ha preferito rimanere anonimo.
In questo articolo, “Una vita di Gesù malamente romanzata” non si può certo parlare di motivazioni della messa all’indice, ribadisco infatti che si tratta di un articolo anonimo e che anche nella notifica non si rendono pubbliche le motivazioni che hanno portato alla messa all’indice.
Posto il relativo link a tale documentazione in modo che tutti possano verificare.
http://www.maria-valtorta.net/images/losservatore_1960.pdf
Per la precisione il cardinale Ottaviani ha firmato, nel 1966, la notifica relativa alle disposizioni morali inerenti il comportamento dei cattolici dopo l’abolizione dell’Indice dei libri proibiti, ma tali precisazioni sono da intendere come a carattere generale e non certo particolari per l’Opera di Maria Valtorta.
Anche in questo caso posto il link del documento:
http://www.maria-valtorta.net/images/losservetore_1966.pdf
Precisiamo inoltre che i pronunciamenti della Chiesa Cattolica, dopo la messa all’Indice del 1960 e la lettera del card. Ratzinger del 1985, si sono rinnovati nel 1992 con la lettera dell’allora segretario della CEI, il card. Dionigi Tettamanzi che scrisse all’editore del CEV ( centro editoriale valtortiano ).
In tale lettera si ribadiscono i pronunciamenti precedenti e si chiede per il bene dei fedeli di specificare che gli scritti di Maria Valtorta non possono essere ritenuti di origine soprannaturale.
Questo ulteriore pronunciamento ufficiale può essere letto in molti modi, ovvero nella maniera con la quale lo ha inteso l’articolista Lance(l)lotta oppure come l’ha intesa l’editore del CEV, che peraltro ne era il destinatario.
Per quello che mi riguarda io valuto con attenzione la seguente frase:
non possono essere ritenuti di origine soprannaturale
e la mia personale opinione è che anche in questo caso la Chiesa non si discosta dalla linea della proverbiale prudenza.
Il segretario della CEI infatti avrebbe più semplicemente potuto scrivere che gli scritti:
non sono di origine soprannaturale
in questo modo il ‘caso’ Valtorta sarebbe stato chiuso una volta per sempre.
Ma il cardinale Tettamanzi non scrive così, usa ancora la prudenza e scrive non possono essere, inoltre non vengono anche in questa lettera, resi pubblici le motivazioni di questi pronunciamenti negativi a riguardo dell’Opera.
Se guardiamo all’articolo anonimo dell’Osservatore Romano potremmo pensare che le motivazioni siano riguardanti la disubbidienza alla Suprema Sacra Congregazione che aveva reclamato a se, una decina di anni prima, tutta l’Opera prima che la stessa fosse pubblicata e la mancanza di un Imprimatur avesse comportato motivo di condanna.
Ma se leggiamo la lettera privata del card. Ratzinger ( qualcuno però dovrà pur rendere conto un giorno di aver reso pubblico un documento privato del prefetto della fede cattolica e che tale doveva rimanere ) capiamo che invece le motivazioni possono essere individuate nella volontà ponderata e sofferta di neutralizzare i danni che la diffusione di tale Opera poteva arrecare nei fedeli più sprovveduti.
Tutto ciò poi ( giustamente ) sparisce nella lettera del segretario della CEI che chiede all’editore di dire con chiarezza che l’Opera deve essere intesa e considerata semplicemente come una forma letteraria di cui si è servita l’Autrice per narrare, a suo modo, la vita di Gesù.
Anche io, come cattolico, mi rimetto al giudizio della Chiesa ma domando:
posso leggere oppure no l’Opera di Maria Valtorta ?
Perché alla fine di tutto è proprio questa la domanda che ci interessa.
La Lance(l)lotta ci rivela che lei stessa ha letto tutta l’Opera ( che tra l’altro non gli è piaciuta ).
Ma allora si può leggere ?
Il giudizio della Chiesa è vincolante o no ? Lo è per tutti ?
Ci possono essere deroghe?
E se la risposta è ‘no’, perché lei stessa l’ha letta ?
Forse perché già prima di leggere l’Opera sapeva che non sarebbe stata di suo gradimento ?
Oppure anche a lei sarebbe potuto capitare di leggerla e di innamorarsi dell’Opera stessa ( come invece è accaduto a me ) e diventare una ‘valtortiana’ ?
Siamo entrambe due persone che deliberatamente hanno voluto trasgredire alle disposizioni impartite dalla Chiesa ?
Che cosa ci contraddistingue allora ?
Solamente il nostro personale giudizio sull’Opera stessa ?
Ma sopratutto, che cosa ci unisce ?
All’ultima domanda provo a rispondere io…
siamo entrambi fratelli/sorella nell’unica fede in Cristo Gesù.
Anche io come la Lance(l)lotta vorrei desidererei comprendere:
“Desideriamo, inoltre, tentare di comprendere perché, pur essendoci stato parere negativo riguardo agli scritti della Valtorta, i fedeli, invece di obbedire, continuano ad andare contro le disposizioni ecclesiali”.
E’ una bella domanda davvero, i motivi ci sono, sono scritti nella coscienza e nei cuoi di ciascuno di noi, ma passiamo a ‘criticare’ punto per punto ciascuno dei ‘capitoli’ che compongono il J’accuse. Spero che la replica possa servire a tentare di comprendere queste ragioni.
PER VIE SEGRETE… E RADIO MARIA.
Le vie segrete del cuore…
Peccato che anche i Vangeli, fin dalle origini si propagarono con gli stessi metodi, un parlare diretto ai cuori delle persone !
Inoltre occorrerebbe far notare che dopo le condanna, la messa all’indice, la volontà di neutralizzare la diffusione dell’Opera quali altri mezzi poteva disporre l’editore per far conoscere la stessa ?
Stiamo forse chiedendo alla controparte, che non la pensa come noi ma che rispetta le decisioni della Chiesa, di abbandonare volontariamente la sua missione e di deporre le armi ? Che cosa viene proposto ?
L’onore delle stesse ?
Un valoroso e prode cavaliere non deve lasciarsi inquietare per così poco…
Ad ogni modo sarebbe meglio far capire che i ‘valtortiani’ non esistono se non nella mente di detto cavaliere.
Non esiste infatti una Chiesa valtortiana, una congregazione valtortiana o una setta valtortiana.
Esistono solamente delle persone, laiche e consacrate che sono parte della Chiesa Cattolica e che leggono l’Opera di Maria Valtorta.
Non esiste una lobby che coordina le ‘uscite’ su Radio Maria circuendo Padre Livio magari con generose elargizioni.
Mi dispiace ma non ha nemmeno la possibilità di dichiararci eretici perché non esiste un ‘credo’ valtortiano, tutte le domeniche, esattamente come lei, recitiamo il simbolo niceno-costantinopolitano oppure, nella forma breve quello apostolico.
SE GESÙ PARLA “STRANO” E SI DISSOCIA DALLA CHIESA
I pensieri ‘strani’ di Gesù, per poter essere capiti e compresi dovrebbero essere inseriti nel loro contesto, anche alla Bibbia si può far dire tutto e il suo esatto contrario se si estrapolano i testi a proprio piacimento come fanno i TdG.
Vediamo questi brani da dove sono stati tratti e approfondiamo insieme.
Gli scritti di Maria Valtorta sono così ampi che occorre dare dei riferimenti.
Magari il dubbio in merito a un particolare passo può essere facilmente fugato con delle semplici spiegazioni.
Non è infatti strano che nella stessa Bibbia certi passi sono di difficile comprensione e quando ci si imbatte in essi sorgono spontaneamente dei dubbi e delle perplessità.
Il Magistero della Chiesa serve proprio a questo, ad interpretare nel modo corretto la Sacra Bibbia. Attenzione, prevengo e chiarisco che certamente non intendo dire che l’Opera di Maria Valtorta abbia bisogno dell’insegnamento del Magistero, ma più semplicemente che ci sono persone che hanno fatto studi approfonditi e che conoscono meglio gli scritti di Maria Valtorta e della sua vasta Opera che possono aiutarci a dare una chiave di lettura capace di chiarire le ambiguità.
RATZINGER: UNA CONDANNA CHE NON È PRESA ALLA LEGGERA
Prendo quanto di buono viene detto in questo capitolo sottolineando anche io ( di questo ringrazio l’autrice perché spesso si leggono delle vere e proprie falsità in merito a questo aspetto ) che la condanna della Chiesa è relativa alla pubblicazione del “Il poema dell’Uomo-Dio” e che la persona di Maria Valtorta non è mai stata condannata dalla Chiesa. Purtroppo, spesso, si trovano precise accuse contro Maria Valtorta che non corrispondono alla verità storica. Come dicevo precedentemente occorre porre la massima attenzione quando si trattano di temi così delicati. Inoltre pare davvero ingiusto condannare gratuitamente delle persone che di fatto non sono state condannate. Non è così in questo caso e pertanto ringrazio l’autrice pubblicamente.
Occorre chiarire però un altra imprecisione che troviamo scritta, Michele Pisani infatti, il primo editore dell’Opera, è morto nel 1961 e quindi non può aver ‘addolcito nessuna pillola’ in merito alla lettera del 1985 dell’allora card. Ratzinger.
Piuttosto è suo figlio, il dott. Emilio Pisani che correttamente fa notare che questo parere negativo implicitamente scagiona l’opera dalle accuse di eresia che ingiustamente erano piovute addosso. Ribadisco infatti che le motivazioni della Chiesa non sono state rese di pubblico dominio e questo valeva tanto più in quegli anni dove il non-sapere portava a conclusioni assai variegate e non mancava certo chi accusava di eresia e di errori dottrinali gli scritti di Maria Valtorta.
La precisazione del card. Ratzinger quindi deve essere collocata in quell’ambito storico, così come il commento del dott.Emilio Pisani, che in quella lettera, che anche se rimaneva negativa nei confronti dell’Opera, riesce a trovare degli importanti aspetti positivi in quanto scagiona la stessa dalle accuse infondate che avevano colpito il Poema dell’Uomo-Dio e che avevano potuto prosperare in mancanza di una motivazione ufficiale della condanna.
Un altra precisazione che ritengo di dover apportare, della quale ho già accennato, è relativa alla pubblica diffusione della lettera privata che l’allora prefetto della Sacra Congregazione della Dottrina della Fede invia all’arcivescovo di Genova Giuseppe Siri. Nella lettera si precisa che un sacerdote della diocesi genovese scrive alla Congregazione per avere un parere in merito alla posizione ufficiale della Chiesa Cattolica sul Poema dell’Uomo-Dio. Il prefetto della Congregazione invece che rispondere direttamente al sacerdote preferisce rivolgersi direttamente al suo Vescovo che appunto è l’Arcivescovo Siri e a lui rimanda in allegato tutta la documentazione consistente nella notifica e nell’articolo dell’Osservatore Romano del 6 Gennaio 1960, nella ripubblicazione sullo stesso quotidiano del 1 dicembre 1961 ( se qualcuno avesse i riferimenti per detta documentazione sarei interessato a poterli avere ) e sulle chiarificazioni inerenti l’abrogazione dell’Index del 1966.
Ma mentre tutto questo è cosa conosciuta e nota agli addetti quanto viene scritto poi invece è vera e propria novità: la condanna non fu presa alla leggera, le ponderate e non precisate motivazioni, la neutralizzazione dell’Opera, i danni ai fedeli sprovveduti.
Ma tutte queste cose sono in palese violazione della riservatezza del documento. Era e rimane corrispondenza privata tra il prefetto e l’arcivescovo, tra due eminenze della Chiesa Cattolica.
Era corretto renderle di dominio pubblico ?
Più volte mi sono fatto questa domanda. La mia personale conclusione rimane per me.
Ritengo però doveroso che ognuno si faccia la stessa domanda e non prenda questo documento alla leggera e sopratutto lo usi in modo corretto.
IL MISTERO DELL’APPROVAZIONE DI PIO XII E LA LETTERA DI PAOLO VI
Purtoppo la cosa non è poi così semplice…
magari poi siamo giunti proprio nel centro del problema che ha poi creato il caso valtortiano.
Sappiamo infatti che in merito all’udienza privata ci sono delle documentazioni ben precise.
Non possiamo ignorarle e ‘saltare’ al 1985 alla lettera del card. Ratzinger.
Prima c’è molto altro da dire e approfondire in quei 5 lustri di secolo.
Per prima cosa, giusto per rendere onore alla verità storica, le fonti non sono affatto ‘valtortiane’ come le definisce l’autrice dell’articolo… e qui a mio avviso si ‘toppa’ di brutto, ma sorvoliamo visto che non dispongo del link al documento storico.
Esiste però un documento, che è per l’appunto proprio il quotidiano L’Osservatore Romano che il 27 febbraio 1948 attesta l’avvenuta udienza privata tra il pontefice Papa Pio XII e i religiosi dell’Ordine dei Servi di Maria tenuta il giorno prima.
Non erano però ‘tre serviti’ qualunque… erano invece guidati proprio dal loro superiore, il priore del Collegio internazionale dei Servi di Maria in Roma, Padre Andrea Maria Cecchin del quale posto un link che ne caratterizza il profilo e che non è certo proveniente da un sito che può essere definito valtortiano: http://www.santiebeati.it/dettaglio/95293 )
poi c’era Padre Corrado Berti, professore di dogmatica e di teologia sacramentale al “Marianum” di Roma, assieme a Padre Romualdo Maria Migliorini che fu il direttore spirituale di Maria Valtorta ma che nel sito ufficiale dell’Ordine dei Servi di Maria viene così ricordato; http://servidimaria.net/sitoosm/it/storia/uomini_illustri/migliorini/index.htm
In merito a Padre Cecchin e Padre Berti ho trovato il seguente documento:
http://www.slideshare.net/deniskulandaisamy/chiamati-ad-essere-santi-e-immacolati
assieme ad un loro più famoso confratello, Padre Gabriele Maria Roschini ( che successivamente, suo malgrado, diventerà un estimatore dell’Opera valtortiana ) e che proprio in quegli anni fondò l’Università pontificia di teologia “Marianum”, ( era inoltre professore all’Università Pontificia del Laterano nonché consulente proprio del Santo Uffizio ).
Al capitolo 5 di questo interessante documento che tratta della storia del dogma della Immacolata Concezione di Maria Ss.ma che fu proclamato 8 Dicembre 1854 da papa Pio IX troviamo proprio i nomi di questi tre illustri teologi dell’Ordine dei Servi di Maria e viene sottolineato il loro prezioso lavoro svolto nel periodo storico dal 1954 ad oggi.
Non si tratta quindi di tre poveri serviti ma di eminenti studiosi dell’epoca che si recano dal papa per parlare di un tema particolare e delicato.
Ma tornando a quell’udienza privata e a quanto il pontefice Pio XII disse in merito, occorre precisare che precedentemente, nel 1947, dietro consiglio dell’arcivescovo Alfonso Carinci ( che era il Segretario della Congregazione dei Riti, conosciuta oggi come Congregazione delle Cause dei Santi ) e di Padre Augustin Bea ( che addirittura era al tempo il confessore privato del papa Pio XII http://it.wikipedia.org/wiki/Augustin_Bea ) vengono consegnati a Papa Pio XII dodici volumi dattiloscritti di Maria Valtorta, il Papa quindi ebbe modo di poter prendere personale conoscenza dell’Opera e infine concesse udienza ai tre serviti probabilmente perchè convinto della particolarità dell’Opera.
Le precise parole del papa Pio XII furono:
“Pubblicate quest’opera così come sta; chi legge capirà”.
E aggiunse:
“Si sente parlare di tante visioni e rivelazioni. Io non dico che tutte siano vere; ma qualcuna vera ci può essere”.
Vorrei far notare la profonda saggezza di questo Papa troppo a lungo accusato ingiustamente. Non è certo un riconoscimento ufficiale dell’Opera, però credo che avesse subito inquadrato nel modo corretto la problematica che inevitabilmente porta uno scritto del genere.
P. Berti chiese al Papa se si dovessero togliere le diciture: “visione” e “dettato”. Ed egli rispose di non togliere nulla. I tre sacerdoti, appena usciti dall’udienza papale, si fermarono per le scale e scrissero su un biglietto le parole testuali del Papa, per non dimenticarle mai.
Di tali fatti esistono presso la Basilica della Santissima Annunziata a Firenze ( dove riposano anche le spoglie mortali di Maria Valtorta ) i documenti relativi alla testimonianza di Padre Corrado Berti.
Nei successivi link riporto tre pagine degli stessi contro-firmate dallo stesso Padre Berti:
http://www.exdeo.com/img/brC/berti/pg01all.gif
http://www.exdeo.com/img/brC/berti/pg02all.gif
http://www.exdeo.com/img/brC/berti/pg14all.gif
esiste anche la testimonianza di Padre Andrea Maria Cecchin, il superiore dell’Ordine che accompagnò Padre Berti e Padre Migliorini che riferì ad un suo confratello che i fatti erano come sopra descritti e aggiunse inoltre che il Papa stesso aveva chiesto ai religiosi di mettersi in ricerca di un Vescovo per l’imprimatur d’uso.
Padre Migliorini invece morì nel 1953.
Insomma, le testimonianze firmate e documentate sono disponibili, non sono neppure tutte riconducibili a fonti considerate valtortiane.
Nell’articolo si dice che il Sant’Uffizio sostiene il contrario, ponendo un dubbio in merito:
“Il Sant’Uffizio naturalmente sostiene che ciò non è vero, a chi credere ?”
si hanno precisi riscontri ?
Si possono avere le indicazioni in merito a quanto affermato ?
Oppure sono pareri personali ?
Come mio personale parere suggerisco che a mio avviso le date cronologiche degli eventi danno delle ulteriori precise indicazioni…
Il 9 Ottobre 1958 infatti muore il Papa Pio XII che aveva preso posizione in merito a Maria Valtorta dicendo di pubblicare l’Opera.
Dopo poco più di un anno, sotto il pontificato di Giovanni XXIII, che notoriamente lasciava, a differenza del predecessore, campo libero alle istituzioni vaticane, il Sant’Uffizio firma il decreto di messa all’indice della prima edizione del Poema dell’Uomo-Dio, siamo al 16 Dicembre del 1959.
Ma attenzione, tale decreto non viene reso pubblico fino al 6 Gennaio 1960.
Interessante notare che il 5 Gennaio 1960, ovvero il giorno prima, cessa le sue funzioni di Segretario della Congregazione dei Riti proprio Monsignor Alfonso Carinci che era uno dei principali sostenitori in Vaticano dell’Opera.
Per chi sa leggere tra le righe degli eventi si vede come le mosse di chi osteggiava l’Opera sono state cronologicamente studiate.
Resta da capire anche un altro aspetto, molto importante e che riguarda proprio l’autorità del Papa in quegli anni.
Sotto un certo punto di vista, l’assenso del Santo Padre alla pubblicazione dell’Opera by-passava di fatto proprio l’Organo che era competente ad emettere un parere in merito.
Il sant’Uffizio infatti, ormai da secoli, presiedeva alla dottrina della fede con pugno di ferro e in tali materie il suo parere non poteva non essere preso in considerazione neppure dal Santo Padre. Siamo però alla fine di un epoca storica.
Il mondo è cambiato e il Concilio Vaticano II da lì a poco riformerà la Chiesa Cattolica. In tale riforma cadrà anche l’istituto stesso e la pratica di mettere all’Indice i libri che venivano considerati proibiti dallo stesso.
In ogni caso si può anche pensare che il pontefice Pio XII abbia commesso un involontario errore ad emettere quel giudizio, probabilmente se non avesse espresso il proprio parere il conflitto di competenza con il Sant’Uffizio non si sarebbe creato e forse tutto l’iter di approvazione sarebbe andato diversamente. Chissà.
Rimane il fatto che nel non considerare il parere favore di Pio XII si commette una omissione storica degli eventi inerenti il caso Maria Valtorta.
Concludo il commento a questo capitolo dell’articolo postando il link al documento relativo a Padre Gabriele Maria Roschini al quale si fa riferimento:
http://www.maria-valtorta.net/images/doc_paulvi.pdf
certo è che il modo con il quale l’autrice dell’articolo sorvola sullo stesso è davvero emblematico del modo con il quale approccia a tutti i documenti che non si confanno alla sua tesi.
Certamente non si tratta di una approvazione dell’Opera però io, al contrario, penso che il dono di un libro titolato proprio: “La Madonna negli scritti di Maria Valtorta” avrebbe dovuto far saltare dalla sedia papale il pontefice Paolo VI se egli stesso avesse considerato la mistica ‘pericolosa’ come viene più volte definita nell’articolo.
Se invece il suo segretario ha commesso tale superficialità mi domando davvero come vengono vengono gestiti in Vaticano tali doni.
COLOMBE E SERPENTI. MAGISTERO E VANGELO PIEGATI ALLA VALTORTA
In questo capitolo si dicono molte cose, in modo anche abbastanza confuso a mio avviso. Il succo del discorso alla fine è quello di arrivare ad affermare che i valtortiani ‘piegano’ a loro piacimento i Vangeli e l’insegnamento del Magistero.
Per quello che invece credo sia la realtà delle cose è la Chiesa che ‘spiega’ Maria Valtorta così come tutte le altre rivelazioni private che si sono succedute nel corso dei secoli.
Maria Valtorta infatti voleva essere nella Chiesa Cattolica.
Maria Valtorta arrivò perfino a diffidare l’Ordine dei Servi di Maria, di cui faceva parte, dall’usare i suoi scritti in modo non conforme alla volontà della Chiesa Cattolica.
Di queste lettere ci sono precisi e documentati riscontri che sono a disposizione di coloro che sono interessati ( vedi ad esempio la corrispondenza con Monsignor Carinci ).
I suoi testi quindi devono essere sempre letti all’interno della Chiesa Cattolica.
Negli scritti del Concilio Vaticano II, nel Catechismo della Chiesa Cattolica precedentemente ricordati ( capitoli 65 e 66 ), nella Esortazione Apostolica postsinodale “Verbum Domini” si ribadisce come il Vangelo è chiuso e non ci possono essere nuove rivelazioni.
Maria Valtorta stessa ribadisce che non si tratta del 5° Vangelo ma solo di una esplicitazione di quanto nei Vangeli è scritto.
E’ molto importante chiarire questo punto perchè Maria Valtorta ‘non completa’ il Vangelo, il Vangelo infatti è già completo.
Ed è il Vangelo che giudica Maria Valtorta e non viceversa.
E’ la Chiesa che giudica Maria Valtorta e non viceversa.
Maria Valtorta dentro la Chiesa Cattolica. Chiunque, per uno scopo o per il suo opposto, viene meno a questa volontà ferma della persona di Maria Valtorta commette un abuso su di essa e credo che come cristiano dovrà un giorno renderne conto.
SEMINARE DUBBI SUL SANT’UFFIZIO
Questo punto del capitolo in effetti è controverso. Per precisione storica occorre ribadire che il prefetto Ratzinger niente ha avuto a che fare con il Sant’Uffizio, la sua nomina è avvenuta nel 1981 quando questo istituto già si chiamava Sacra Congregazione per la Dottrina della Fede ed era stato profondamente riformato. Quando si parla del Sant’Uffizio parliamo invece di un precedente periodo storico nel quale l’attuale pontefice non ha fatto parte.
Precisato questo aspetto ritengo anche io che da parte dei padri serviti che seguivano da vicino la pubblicazione dell’Opera ci siano stati comportamenti che non sono stati di piena collaborazione con l’autorità ecclesiale. Personalmente non credo che si possa parlare addirittura di disubbidienza in quanto Padre Berti e Padre Migliorini si sottomisero alle disposizioni impartite ( consegna dei dattiloscritti e spostamento di diocesi ). Certamente il caso di coscienza personale in merito al modo di agire di fronte alle difficoltà che sono state poste ai religiosi serviti è da valutare con estrema prudenza. Troppo facile adesso parlare di disubbidienza e di agire con intenzioni di malafede. Personalmente anche io ritengo che se Padre Berti avesse consegnato, come richiestoli dal Sant’Uffizio, l’Opera originale nei quaderni manoscritti, oggi noi non sapremmo assolutamente nulla di tale Opera che prenderebbe polvere in qualche scaffale del Vaticano.
Questa cosa potrebbe essere, per alcuni, un piacevole auspicio ma ciò non è stato.
Io per questo mi sento di ringraziare Padre Berti.
Occorre considerare anche che la proprietà dell’Opera stessa non era certo dei padri serviti che ne curavano solamente la pubblicazione, la proprietà letteraria era e rimaneva ( finchè in vita ) di Maria Valtorta che come detto arrivò a diffidare il superiore dell’Ordine dei Servi di Maria da agire in modo contrario alle disposizioni impartite della Chiesa. La richiesta di consegnare i manoscritti originali fu tutto sommato una richiesta della quale Padre Berti, in tutta onestà non poteva disporre visto che la proprietà dei Quaderni non era sua.
Nell’articolo poi si insiste ancora sul ruolo del card. Ratzinger, occorrerebbe precisare che l’attuale Santo Padre degli eventi intercorsi durante la vicenda di Maria Valtorta non ha fatto assolutamente parte. Il suo ruolo, una volta diventato prefetto della Congregazione, o se si preferisce chiamarlo così ex-Sant’Uffizio, è stato quello di rendere noto, in forma privata all’Arcivescovo Siri, le disposizioni che erano state intraprese a suo tempo e dando in aggiunta, sempre in forma confidenziale, alcuni dettagli dei quali era venuto a conoscenza. Se la Lance(l)lotta ha a disposizione altri documenti dell’allora card. Ratzinger che corroborano il suo pensiero sarei interessato di poterne prendere visione. In caso contrario sarebbe meglio limitarsi ad esporre la vicenda storica per quella che è stata e postare magari la documentazione relativa. Ognuno poi sarà capace di trarre le proprie conclusioni. Non confondiamo la realtà storica con i pareri personali e men che mai con gli auspici personali.
PROCESSO DI BEATIFICAZIONE PER LA VALTORTA: I VESCOVI DICONO NO
Questo capitolo prende in esame la questione inerente la causa di beatificazione di Maria Valtorta. Anche in questo caso si rilevano delle inesattezze, ad esempio c’è da domandare a quali regole calpestate si fa riferimento, a quali ‘venerabili’ senza autorizzazione ci si richiama. Mah… mistero !
Vorrei anche sottolineare che anche quando ci si trova di fronte a documenti che indiscutibilmente premiano la parte a me contraria ( il J’accuse ) non ci si limita ad esporli ed a ‘vincere’, si vuole addirittura ‘stravincere’ in una ossessiva e sintomatica corsa a chi si mostra più ‘grande’ e più ‘grosso’ mentre invece basterebbe semplicemente riportare la realtà dei fatti e la documentazione storica.
Nel caso della lettera del 2002 ( non proprio recente quindi, visto che si parla di dieci anni fa ) dell’allora Arcivescovo di Firenze Ennio Antonelli, nella quale si risponde alla richiesta dell’Ordine dei Servi di Maria che intentarono, nel pieno rispetto delle regole, la causa di beatificazione si legge testualmente:
Reverendissimo Padre,
rispondo alla Sua istanza a favore dell’introduzione della Causa di Beatificazione di Maria Valtorta.
I Vescovi toscani, da me consultati secondo le norme vigenti in materia, hanno dato, quasi all’unanimità, parere negativo.
Pertanto, almeno per il momento, ritengo che si debba rinunciare a fare ulteriori passi.
La saluto con stima ed affetto nel Signore.
+ Ennio Antonelli
Questa cristallina lettera viene comunque ‘storpiata’ nell’articolo che invece recita:
questa richiesta è stata rigettata da tutti vescovi della Toscana.
Possono sembrare piccolezze ma tali non sono quando si affrontano temi di così delicata importanza che coinvolgono i sentimenti delle persone. Sopratutto si calpesta ( e non se ne vede neppure il motivo ) il parere di quell’unico vescovo che ha espresso il proprio parere positivo.
Quindi per chiunque fosse interessato ad approfondire questa tematica della causa di beatificazione di Maria Valtorta in pieno spirito di verità storica inserisco il link del sito dell’editore dott. Emilio Pisani che pur essendo un valtortiano storico in onestà e piena responsabilità spiega con tanto di relativa documentazione lo svolgersi di una vicenda che fino ad ora non ha visto, anche per lui, il riconoscimento auspicato:
http://www.mariavaltorta.com/Maria-Valtorta/Causa-di-beatificazione
Proseguiamo notando che anche in questo capitolo si continua con il tam-tam inerente la ‘pericolosità’ dell’Opera. A questo punto inizio davvero a pensare che sia una fissazione psicologica da far studiare a qualche bravo analista, di fronte a tanta insistenza ci si chiede di portare almeno un chiaro e lampante esempio di ciò senza continuamente mettere in bocca al Santo Padre parole che non ha mai scritto. Se è tale questa ‘pericolosità’ non dovrebbe poi essere così difficile trovare un concetto che ci mostri tale portata. Il problema, in realtà, consiste proprio nel fatto che di errori dottrinali o insegnamenti contro la morale cattolica non ce ne sono, e si parla non di qualche pagina di scritti, ma di oltre 500 pagine per ciascuno dei dieci volumi che compongono l’Opera del Poema dell’Uomo-Dio o dell’Evangelo come mi è stato rivelato che dir si voglia.
L’ultimo pronunciamento del cardinale Tettamanzi, in qualità di segretario della CEI ribadisce che l’Opera stessa non può essere considerata di origine soprannaturale.
In obbedienza a questa disposizione credo che ogni cattolico possa, in coscienza, decidere se leggere o meno quest’Opera.
Di questa ‘disubbidienza’ come viene definita dalla ‘lancia in resta’ Lance(l)lotta o di questo libero esercizio che responsabilmente il lettore cattolico si assume ognuno renderà conto.
Se è vero che tale lettura è portatrice di idee malsane e pericolosi costumi immaginiamo che cosa dovrà essere il giudizio delle centinaia di migliaia di letture che ogni giorno passano sotto i nostri occhi, se Maria Valtorta è ‘pericolosa’ figurarsi Dan Brown con le sue invenzioni che attaccano diretto al cuore la sensibilità dei cattolici… non c’è problema comunque ! Ognuno si presenterà davanti al Signore con in mano il libro che ha scelto di supportare. Lei, Lance(l)lotta, con il suo amato “Codice da Vinci”, in perfetta sintonia con le sue romanze francesi ed io con il “Poema dell’Uomo-Dio”.
Le ricordo che il buon Dante, che di Opere se ne intendeva, non si fece ammaliare dalla fama e dalle gesta dell’indomito cavaliere e lo spedì dritto dritto nel secondo cerchio a causa dell’illecito e tragico amore per Ginevra.
Ocio perciò, prima di partire lancia in resta ci rifletta bene!
Tornando al capitolo in questione e al processo di beatificazione è chiaro che quasi nessun vescovo attualmente si permette di istituire una causa. Le ragioni sono così chiare che mi sembra addirittura scontato doverlo spiegare. Come per tutte le mistiche cattoliche, come per esempio la stessa Anna Katerina Emmerick o la Maria Agreda, sono passati anni, se non secoli prima che fossero portate agli onori degli altari.
Diamo tempo al tempo, se Maria Valtorta è viva non mancherà di far conoscere, in un modo o nell’altro la sua presenza. In vita ha tanto amato gli uomini, i peccatori, da offrirsi come anima vittima al loro posto.
Sarei curioso di sapere se tale tentazione di offrire la propria vita alla giustizia divina passa per la mente della temeraria Lance(l)lotta oppure se preferisce limitarsi ad osservare le pose da ‘santina’ della mistica quando era in buona salute fisica.
QUEL NOME CHE ANCORA NON VIENE FATTO…
In questo capitolo la poca conoscenza delle vicende valtortiane viene giocoforza fuori.
Non voglio certo mettermi a polemizzare su aspetti che alla fin fine possono essere ritenuti secondari rispetto a quanto stiamo discutendo. In questo passo riportato ‘la Voce’ si preoccupa di difendere e di tutelare il suo ‘portavoce’ dai tanti attacchi che anche in vita dovette subire. Certamente l’interpretazione che qui viene data non è quella corretta del senso e degli scopi della frase riportata; occorrerebbe studiare bene tutti gli scritti, io stesso sono ancora lontano da giungere a questo obbiettivo perciò lascio eventualmente le precisazioni a chi è più ferrato di me su questi aspetti. Anche in merito alla vicenda del titolo dell’Opera principale ci sarebbero molte cose da dire e approfondire, nell’articolo si lascia passare l’idea che sia stato scelto apposta per avvallare gli scritti stessi, ma non è affatto così, anche in questo caso coloro che sono veramente interessati ad approfondire hanno la possibilità di poter ricercare la realtà storica dei passaggi che hanno portato all’attuale titolo, sono argomentazioni che soprattutto tengono conto di motivazioni di carattere editoriale e di copyright, nonché di rispetto della volontà del proprietario dell’Opera. Io credo che in futuro sia possibile e non da escludere, che l’Opera possa tornare ad essere titolata come un tempo, ovvero il Poema dell’Uomo-Dio. Se questo potrà servire a chiarire meglio ed a sopperire a certe legittime richieste credo che sia possibile trovare una soluzione che appiana certe incomprensioni.
QUALE SANTO HA MAI DETTO “MI OPPONGO”?
Alla domanda che titola questo capitolo c’è una precisa, scontata, risposta ma vedo che l’autrice la conosce già quindi mi pare perfino superfluo doverla ricordare. E’ pur vero che lei stessa ne anticipa il nome anche se cerca di neutralizzare e instradare per altra via la vicenda storica. In ogni caso, in merito a Padre Pio, mi sembra davvero un artificio letterario quello di parlare di “provare al crogiolo” i mistici. Chiunque conosce la vicenda storica di Padre Pio sa bene che si trattò di vere e proprie persecuzioni all’interno della Chiesa stessa intesa come autorità gerarchica. E’ fin troppo nota infatti la vicenda di Padre Agostino Gemelli che il 18 Aprile del 1920 si recò a San Giovanni Rotondo pretendendo di visitare con l’autorità conferita dal Sant’Uffizio il frate di Pietrelcina il quale gli oppose un netto rifiuto a tale visita medica. Sappiamo poi anche delle false accuse che furono create a seguito di questa triste vicenda e delle sofferenze spirituali alle quali fu sottoposto il Santo frate. Per buona pace della Lance(l)lotta il santo in questione e la stessa Maria Valtorta ( in merito alla quale si narrano interessanti storie e sorprendenti punti di contatto… ma lasciamo stare ) erano caratteri forti che non si lasciavano certo intimorire o sopraffare. L’idea di una prezzolata signorina dedita al cucito e ad a pii interessi religiosi è assai lontana dalla realtà e dalle testimonianze di coloro che, ancora in vita oggi, hanno avuto la possibilità di conoscere Maria Valtorta e di renderci conto del suo carattere.
Ma tornando al capitolo in questione è evidente che si cerca di estrapolare un passo degli scritti di Maria Valtorta per supportare le proprie tesi.
Certi passi, soprattutto se delicati, andrebbero letti nel loro contesto, conoscendo i fatti precedenti che hanno portato a questo tipo di ragionamento. Sfido quanti di coloro che hanno letto questo articolo, a sapere con precisione a quale tipo di opposizione faceva riferimento Maria Valtorta. Per rispondere bisogna conoscere la vita di questa mistica, bisogna approfondire, capire, anche studiare. E’ troppo facile ritagliare un pezzettino e poi stracciarsi le vesti gridando: “ha peccato !”. Mi ricorda davvero il modo di agire dei TdG e le loro astuzie per non parlare di quelle della più famosa casta ebraica dei tempi di Gesù. Malgrado tutto ciò, per me, anche così procedendo, se si legge bene il testo estrapolato, si riesce comunque ad interpretarlo nella maniera corretta, nelle vere intenzioni che Maria Valtorta esterna. Ci troviamo di fronte infatti non ad un atto di disubbidienza ma piuttosto ci viene svelato il cuore di questa mistica e il suo amore per le Opere di Dio. A me viene subito in mente un passo del Vangelo quando Gesù….
beh, ognuno potrà vederci e richiamare episodi a seconda della propria sensibilità.
DISOBBEDISCE AL SIGNORE E GUIDA IL SUO CONFESSORE, INVECE DI FARSI GUIDARE
In questo capitolo non si capisce perché si apre menzionando il suo confessore che era Padre Migliorini e poi si mostra la foto di Padre Gabriele Maria Roschini ( e non Raschini ). Che c’azzecca ?
La contraddizione anche in questo caso è tale perché è fin troppo evidente che non si conosce a sufficienza la vita e le vicissitudini della mistica in questione.
Diventa davvero impossibile poter controbattere a certe affermazioni quando risulta evidente l’intento non certo genuino della Lance(l)lotta che continua ad estrapolare a proprio piacimento dagli scritti di Maria Valtorta senza il benché minimo accenno al contesto degli eventi. Vorrei far notare però che una mistica o santa o veggente, non per questo cessa di essere una creatura umana. Conserva infatti il proprio libero arbitrio. Il Signore Iddio creò l’uomo a sua immagine e somiglianza e tra le caratteristiche divine dell’uomo c’è appunto quella della libertà. Sembra quasi che da Maria Valtorta si pretenda, già su questa terra, la perfezione assoluta oppure l’abdicazione delle sue umane qualità. Come insegnano le vite di tutti i santi, il cammino verso il Signore è appunto un cammino e quasi mai una folgorazione. E’ il Signore stesso che rispetta la sua creatura e gli concede i tempi e la possibilità maturare nella sua conversione.
Anche l’assioma finale Sant’Uffizio = Chiesa mi sembra come l’avventurarsi su un terreno pericoloso senza le adeguate attrezzature. E’ certamente vero che tale istituzione ecclesiastica ha agito e tuttora, con diversa denominazione, agisce per il bene della Chiesa, ma la Chiesa stessa, le membra vive di questo edificio siamo tutti noi battezzati che partecipiamo all’unico piano di redenzione voluto dal Signore.
CRISTO PUÒ CONTRADDIRSI? TUTTO È SEMPRE AL CONTRARIO NELLA VALTORTA
Ed anche in questo capitolo dell’articolo ci tocca leggere imprecisioni ma soprattutto gratuite offese alla persona di Maria Valtorta che viene definita in modo sardonico e a mio avviso assai infelice come ‘lievemente grafomane’.
Occorrerebbe conoscere le gravi malattie che hanno afflitto questa mistica e magari sperimentare sulla propria pelle che cosa vuol dire offrirsi come anima vittima alla giustizia divina. Magari allora le sofferenze patite nello scrivere le migliaia di pagine con lo spirito di dare ai propri fratelli un ‘dono’ del Signore potrebbero far trasformare il sorriso ironico in silenzioso pianto. Bisognerebbe anche conoscere altri aspetti che riguardano proprio la morte di Maria Valtorta, visto che non ci si fa scrupolo di mostrare le foto che la ritraggono senza vita sarebbe davvero interessante. Personalmente però non ho nessuna intenzione di condividere tali aspetti riservati con persone che si comportano in modo così lontano da quella che dovrebbe essere la virtù, non solo cristiana, della umana pietà.
Al di là delle gratuite ed inesatte affermazioni che vertono nell’iperbole che tutto è al contrario in Maria Valtorta ci si domanda perché non si affrontano altri problemi.
Anzi, si eludono in pieno. Sarebbe infatti interessante capire come può aver fatto una persona inferma a descrivere in modo così dettagliato paesaggi, usanze, costumi, nomi di persone e luoghi dei quali vi sono precisi riscontri archeologici e storici senza essersi mai mossa di casa e senza disporre di adeguate conoscenze. Ecco… forse questi aspetti, affrontati senza pregiudizi, potrebbero far capire che ci si trova di fronte ad un caso unico non solo per la religione cattolica, ma un caso unico anche per altre religioni.
Ma proseguiamo e facciamo notare altre palesi inesattezze. Non è affatto vero che il romanzo giovanile di Maria Valtorta non è stato completato, al contrario è stato finito.
E l’idea che fin dall’adolescenza voleva approfondire la fede cristiana è anch’essa oriinale, si deve parlare infatti della più tenera età. Ma sinceramente ci si stanca davvero presto di ribattere a tali fantasie create ad arte per sviscerare le proprie personali tesi.
QUEL TITOLO – EVANGELIO – CHE NESSUN’OPERA DI MISTICI HA MAI RIVENDICATO PER SÉ
Per chi ha un minimo di dimestichezza con la mistica si può adoperare il termine di locuzioni interiori per descrivere fenomeni che oltrepassano i normali sensi a disposizione dell’uomo. Tra l’altro questi fenomeni si presentano in forme differenti a seconda dei casi e non c’è uniformità di esperienze.
Come si è già detto precedentemente, alla domanda del perché di una così vasta Opera si può rispondere che non è altro che una esplicitazione di quanto troviamo nei quattro Vangeli canonici. Nessuno ci chiede di credere all’Evangelo di Maria Valtorta o peggio di sostituire con questo gli altri Vangeli canonici. La Chiesa ha operato per svariati secoli prima della nascita di Maria Valtorta facendo a meno di questa Opera e svolgendo egregiamente il suo compito di evangelizzatrice e salvatrice delle anime.
Anche l’Opera valtortiana quindi soggiace al tempo storico nel quale è stata composta.
La sua funzione quindi è quella di aiutare in questa epoca, la comprensione del Vangelo.
Ribadiamo infatti che c’è un solo Vangelo, una sola ‘buona notizia’ o ‘buona novella’ alla quale siamo tutti chiamati, sul titolo proprio dell’Opera credo che ci siano dei margini per venire incontro ed eliminare l’equivoco che si voglia far riferimento ad un quinto vangelo, questo non è e lo ri-diciamo nuovamente.
STRANI EPISODI E NUOVI PERSONAGGI
Nuovo capitolo vecchi concetti… si continua ad asserire sempre le stesse cose e in aggiunta non corrette. Ratzinger non ha niente a che vedere con l’articolo apparso sull’Osservatore Romano del 6 Gennaio 1960. Tale articolo si presentò in forma anonima. Tradotto in italiano, l’autore di quell’articolo si è ben guardato dal firmarlo !
Oggi come oggi poi, quello che dovrebbe venire tolto non è limitato al termine ‘malamente’, occorrerebbe tagliare anche molto altro.
Dispiace vedere l’insistenza nell’asserire cose che non sono affatto vere.
Perché continuare a far passare il messaggio che l’attuale Santo Padre ha scritto tali giudizi ?
Che cosa si vuole ottenere se non una falsificazione storica ?
Che cosa si intende scrivendo :
Insomma, potremmo continuare e non essere lontani da ciò che disse l’allora Ratzinger per mezzo del Sant’Uffizio
ci si rende conto che anche la lingua italiana, pur nella sua complessità, ha delle regole ben precise quando si deve fare un resoconto corretto dei fatti che si raccontano ?
Sugli strani personaggi davvero non si sa come controbattere. Sembra che la Lance(l)lotta non conosca neppure l’apostolo Simone Zelote o Maria d’Alfeo che sono ben conosciuti anche nei Vangeli canonici, l’uno come apostolo e l’altra come una delle donne al seguito di Gesù e presente sotto la Croce.
Di Marziam possiamo dire che era un orfanello che viene poi cresciuto dallo stesso San Pietro, alcune teorie identificano questo personaggio con San Marziale venerato soprattutto in Francia dove fu mandato dallo stesso Pietro.
Per il resto, il capitolo in questione, è il 366 del VI volume, tanto per fare un esempio è come si entrasse al cinema a vedere un film un quarto d’ora dopo la pausa tra primo e secondo tempo e ci si lamentasse con il vicino di poltrona di non capire nulla !
Se si inizia dal principio gli episodi non sembrano strani e gli attori non sono sconosciuti.
Personalmente poi non mi da affatto fastidio definire come romanzo l’intero Evangelo di Maria Valtorta. Il romanzo infatti può essere di fantasia oppure può essere di una storia vera. Nell’Evangelo valtortiano inoltre non si deve cadere nell’errore di credere che siano riportati tutti gli eventi della vita di Gesù, così non è. Tutto sommato quindi tale termine è e rimane funzionale alla logica del chiaroscuro nella quale Nostro Signore concede sufficiente luce per chi vuole vedere e sufficiente tenebra per chi non vuole vedere.
GESÙ IL VERO AUTORE DELL’OPERA VALTORTIANA?
Altro capitolo altra incerta affermazione della realtà delle cose.
I volumi che oggi sono pubblicati sotto il titolo de “I Quaderni” ( del ’43, del ’44, del ’45-’50 ) non sono affatto separati, nella loro stesura originale dall’Opera dell’Evangelo.
Non si capisce perché si afferma che “tali scritti sono da ricondurre esclusivamente alla mano di Maria Valtorta” . Tutti gli scritti di Maria Valtorta sono quaderni autografi, eccetto alcuni scritti eseguiti su fogli sparsi o ‘volanti’. E su tutti vi sono locuzioni interiori e ‘visioni’ mistiche di Maria Valtorta. Era Maria Valtorta, di suo pungo, che descriveva con le proprie parole le ‘visioni’ alle quali assisteva, mentre i ‘dettati’ gli scriveva sempre di proprio pugno ma provenivano dalla sua particolare forma di mistica.
Dal Gennaio del 1933 non poté più uscire di casa e dal giorno di Pasqua del 1934 rimase immobilizzata nel proprio letto fino alla morte sopraggiunta il 12 Ottobre del 1961.
Il problema relativo alla ricomposizione dell’Opera si potrebbe in realtà descrive meglio.
Maria Valtorta, senza avere la possibilità di poter uscire, raccogliere informazioni o documenti, scrive in pochi anni in ordine non cronologico e senza preventive stesure una vita di Gesù in ordine sparso, contemporaneamente riceve visioni e dettati che andranno a formare altri tre copiosi volumi di scritti valtortiani. Il tutto, viene ricomposto con precise indicazioni cronologiche. E quando si parla del ‘tutto’ si parla di migliaia di pagine manoscritte ricomposte in ordine pressoché perfetto. Su tutte queste cose ci sarebbe davvero da approfondire e studiare per capire come ciò possa essere stato possibile a viste umane. E’ un enigma ma è anche un dato di fatto concreto e reale.
Immaginiamo ad esempio un Dante che scrive in ordine sparso i suoi tre volumi della Divina Commedia e poi riesce a ricomporli perfettamente come adesso dopo averli pensati, redatti e scritti in ordine sparso… e si parla di tre volumi e non di 10 + 3 come nel caso di Maria Valtorta.
MEGLIO DAN BROWN… ALMENO SPINGE A CERCARE LA VERITÀ PER DIFENDERE LA PROPRIA FEDE
Sono tutte personali opinioni per altro rispettabilissime.
Stando alle sue precedenti affermazioni mi verrebbe da controbattere che lei ha commesso una grave disobbedienza alla Chiesa scegliendo di leggere un libro che è stato, a suo tempo, posto all’Indice dei Libri proibiti.
Esattamente come se domani decidesse di leggersi il “Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo”.
Diciamo pure che l’Opera è un romanzo sulla vita di Gesù.
Lei lo trova noioso, incomprensibile, addirittura inutile per la propria crescita spirituale.
Io invece non la penso così, che devo fare ?
E’ come se lei mi proponesse di ascoltare musica Heavy Metal mentre io prediligo i cantautori italiani. Questioni di gusti ? Di sensibilità diverse ?
Viva Iddio che la “Sua” Chiesa è Cattolica !
In Chiesa ci sono le chitarre e i canti gregoriani.
Ci sono gli applausi e le danze tribali africane.
Ci sono carismi diversi e distanti ma tutto concorre a rendere lode al Signore.
Per lei che considera l’Opera un ‘prurito’ che devo dire ? Non lo legga, ma rispetti gli altri che trovano in essa giovamento spirituale. Questo è il mio suggerimento.
Per lei che considera tutto sommato utile la lettura di Dan Brown perché la stimola nella ricerca della verità non dovrebbe poi essere così difficile accettare un Opera nella quale non si trovano errori dottrinali o contro la morale cattolica come stessa cosa non è per il “Codice da Vinci”.
Opinioni, gusti, sensibilità personali.
Ben più grave se lei avesse trovato errori teologici, anzi se li trovasse è suo dovere pronunciarsi e rendercene partecipi, anche se, come conviene lei stessa, non è suo compito e probabilmente non ha le competenze necessarie per andare oltre a quella che è stata la ferrea e severa lettura del Sant’Uffizio che non ha riscontrato nell’Opera questi errori contrari al Magistero della Chiesa.
SE PILATO SI ANNOIA…
… e non solo lui, glielo assicuro !
NÉ “GESÙ DICE…”, NÉ “MARIA DICE…”
La faccia di Maria Valtorta preminente è stata quella della sofferenza.
Nel 1985 Ratzinger non riporta quelle parole che invece fanno parte dell’anonimo articolista del 1960. Inutile associarle all’attuale Papa, si commette solo un abuso della realtà dei fatti storici. L’attuale Papa, quando era prefetto, ha riportato i riferimenti del caso Valtorta così come glieli hanno forniti i suoi predecessori. Le parole dell’anonimo articolista lasciamoli all’anonimo articolista, grazie.
MARIA SECONDA A PIETRO. LA DISOBBEDIENZA DI UN CONSULTORE DELL’EX SANT’UFFIZIO
La disubbidienza di Padre Gabriele Maria Roschini ?
Vogliamo arrivare anche a giudicare la coscienza personale di un eminente religioso ?
Guardi, dia retta a me, lasci stare. Se una cosa posso dire di aver imparato nella lettura dell’Opera di Maria Valtorta, di essere riuscito a comprendere meglio di quanto già sapevo, è proprio quella di lasciare al giudizio di Dio le opere degli uomini.
Rimanga nel suo ruolo di accusatrice e lasci al Signore quello di Giudice.
Faccia pure il suo J’accuse ma poi si fermi lì.
E’ un prezioso suggerimento che le porgo.
LA MARIOLOGIA SECONDO LA VALTORTA: CI SONO LACUNE NEI VANGELI. LA RISPOSTA INDIRETTA DI RATZINGER
Trovo davvero fastidioso leggere opinioni del genere mosse contro uno dei più esperti mariologi del secolo scorso. Un eminente religioso che ha fondato addirittura l’Università pontificia “Marianum”, che ha dedicato la sua intera vita militando nell’Ordine Religioso dei Servi di Maria. Riporto una fonte non-valtortiana quindi non sospetta:
http://www.servidimaria.org/it/storia/uomini_illustri/roschini/index.htm
Mi scusi prode Lance(l)lotta, non volevo giungere a questa domanda, ma lei a che titolo si permette di dire certe cose ? Che titoli ha per poter confutare un così illustre professore di teologia e proprio nel suo specifico campo ?
E’ vero, è brutto fare certe domande ( concordo con lei ), non rientra poi nemmeno nel mio carattere, però quando si passa il limite della decenza certi pensieri ‘scappano’.
Perché vuole trovare il modo di mettere in conflitto gli scritti di due religiosi che nei rispettivi ruoli hanno espresso concetti che non sono in antitesi tra loro ?
IL PARALLELISMO EVA-MARIA: SE LA VALTORTA INSEGNA ANCHE AI PADRI DELLA CHIESA…
Io invece mi domando che cosa avrebbe scritto la Lance(l)lotta se avesse effettivamente trovato un errore dottrinale… magari non lo avrebbe riconosciuto ? ( battutaccia ).
QUEGLI APPIGLI DEI VALTORTIANI SU FATTI IRRILEVANTI. LA RIPOSTA CHIARA DELLA CHIESA
Sono stanco… abbia almeno la compiacenza di citare le fonti alle quali fa riferimento.
Gli appigli dei valtortiani, come le chiama lei, dove stanno ?
Un link per favore.
PURE TETTAMANZI DICE NO ALLA SOPRANNATURALITÀ DELL’OPERA…
Ne ho già ampiamente parlato sopra.
Sono interpretazioni di una lettera nella quale il Card. Tettamanzi usa la proverbiale saggezza della Chiesa.
Nessuno dice che Maria Valtorta è stata approvata dalla Chiesa.
Nessun cavillo o peggio ragionamento pervertitore.
La Chiesa indica chiaramente il modo nel quale devono essere accolti questi scritti da parte dei cattolici:
Sono forme letterarie usate dalla scrittrice per narrare la vita di Gesù.
Nessuno afferma o contrasta questo pronunciamento della Chiesa, nessuno dice che non è vero e che l’Opera è di origine soprannaturale.
In quel “non possono” si possono leggere tante cose.
Può darsi che abbia ragione lei e debba essere interpretato come “non sono”.
Oppure, prudentemente, il Card. Tettamanzi si è riservato dallo scrivere “non sono” ed ha preferito saggiamente scrivere “non possono” perché come lei stessa ha detto all’inizio dell’articolo la vicenda di Maria Valtorta non può dirsi ancora conclusa.
La stessa Maria Valtorta non ha mai preteso che la competente Autorità Ecclesiastica riconoscesse l’origine soprannaturale della sua Opera, si limitava semplicemente a chiedere che l’Opera potesse “andare alle anime” con l’Imprimatur ecclesiastico, che veniva concesso ai libri di natura religiosa che non contenevano nulla contro la fede e la morale.
LA POSIZIONE DELLA CHIESA: PIÙ CHIARA DI COSÌ…
Probabilmente alcuni cattolici, al contrario di lei, pensano che sia molto meglio diffondere un Opera come quella di Maria Valtorta piuttosto che Dan Brown…
Stia tranquilla, rimanga con la sua lancia da cavaliere in equilibrio e non si scomponga, magari rischia di cadere da cavallo dicendo cose che non corrispondono alla realtà dei fatti. Ad esempio quando scrive che i valtortiani ( questa misteriosa setta ! Saranno mica alieni ? Come i rettiliani ? ) hanno dato origine ad un centro editoriale apposito prende una vera e propria cantonata. Michele Pisani era tipografo-editore dell’epoca, conosciuto e stimato proprio in ambienti vaticani visto che lavorava prevalentemente per essi.
E’ lui che stampa la prima edizione dell’Opera che viene pubblicata con il titolo:
“Il poema di Gesù” tipografia-editrice Michele Pisani dell’Isola del Liri.
E’ solo successivamente che il figlio dott. Emilio Pisani rileva l’attività del padre e cambia il nome alla casa editrice aggiungendo l’indicazione valtortiana.
Voleva forse che il dott. Pisani cambiasse professione dopo il pronunciamento ecclesiale ?
Nell’atto costitutivo si legge che il CEV ha “lo scopo specifico e prioritario di sviluppare, documentare e diffondere la conoscenza di Maria Valtorta nella persona, negli scritti e negli ideali: nella persona, mediante la ricerca storico-documentaria, la raccolta di testimonianze, la conservazione di cose a Lei appartenute, la tutela del Suo nome e della Sua memoria, le iniziative per imporLa nel campo civile, culturale ed ecclesiale; negli scritti, mediante la stampa e la vendita delle opere letterarie e di ogni documentazione di Lei e su di Lei, sia nella lingua italiana che nelle traduzioni; negli ideali, mediante la divulgazione dell’istruzione religiosa, specialmente biblica, in senso cattolico”.
E’ comunque vero che il dott. Emilio Pisani ha dedicato l’intera sua vita alla diffusione di quest’Opera. Teniamo per noi il giudizio in merito. Sarà il Signore a premiare o a punire questa persona per il lavoro che ha svolto. Io punto sulla medaglia. Anche perché il dott. Pisani è una persona veramente in buona fede e qualora avesse anche sbagliato in qualche aspetto del suo lavoro è certamente persona degna e stimata, sia lui che la sua gentile consorte.
IL COMPITO DEL MAGISTERO: DIFENDERE LA FEDE
Accolgo l’ultimo capitolo nel quale vedo finalmente un po’ di luce e di speranza.
Se per disubbidienza alla Chiesa si intende la lettura di quest’Opera credo che i pronunciamenti debbano essere estesi all’enorme mole di scritti, opere, trasmissioni alle quali quotidianamente assistiamo e che apertamente attaccano le nostre più care convinzioni.
Quello che davvero non si capisce è perché si pretende proprio da quest’Opera la non lettura quando ormai l’epoca storica dell’Index è ormai conclusa e altri sono i modi per vagliare la moralità e l’ubbidienza dei fedeli.
Di fronte all’oceano di mala-stampa, pubblicazioni blasfeme e quant’altro, si chiede ad un cattolico di rinunciare a leggere l’Opera di Maria Valtorta che non contiene errori dottrinali o insegnamenti conto la morale cattolica.
Che ognuno si prenda le proprie responsabilità, di cristiani e di cattolici, in coscienza di fronte alla Chiesa e di fronte al Signore.
Sia da parte di coloro che scelgono di leggere come Opera di edificazione e di ammaestramento gli scritti di Maria Valtorta, ma sia da parte di coloro che apertamente la osteggiano portando prove e affermazioni che non sempre corrispondano alla realtà storica degli eventi. Se un giorno tali scritti fossero riconosciuti dalla Chiesa sarebbe brutto dover cambiare ‘casacca’ e pretendere poi di dire di essersi comportati correttamente.
Terminata la mia Dèfence di Maria Valtorta mi rimetto alla Misericordia del divin Giudice e chiedo perdono per alcuni eccessi che mi sono scappati sulla tastiera, confesso pubblicamente che nei confronti della sorella Tea Lancellotti alias Caterina63 non nutro nessun sentimento malevole o peggio di odio. Sono convinto che se ci sarà la possibilità di instaurare un dialogo sereno e privo di pregiudizi non mancheranno occasioni per poterci confrontare in ambito non “processuale”.
Quando si vuol cercare la verità su una questione bisogna cominciare col dubitare molto
Tenuto conto di questa saggia affermazione di S. Tommaso d’Aquino ritengo che la sorella Tea Lancellotti ha ottime chance per diventare in futuro un’ottima valtortiana…
e se così non sarà, spero per entrambi, di avere un’eternità a disposizione per chiarirci le rispettive idee.
Solo per carità cristiana non ho tagliato questa interminabile risposta due volte più lunga dell’articolo contestato. Che sia l’ultima volta!
p.s.
Circa i i titoli e i sottotitoli, non ci si rompano le scatole: compito dei titoli non è informare ma richiamare l’attenzione. Piccole tecniche di comunicazione, che applicate al suo lenzuolo-post, avrebbero compiuto il miracolo di invogliare qualcuno a leggerlo. Non certamente io.
La ringrazio Mastino.
Tra razze ‘canine’ probabilmente ci si intende meglio…
o forse è stata la comune grande ammirazione per il giornalista che intervistò l’allora prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.
In ogni caso la ringrazio sinceramente, sopratutto per avermi dato il ‘diritto’ di replica.
Nell’altro forum moderato da Caterina63 ciò non è stato possibile.
La pubblicazione dell’identica replica ha addirittura provocato il ban del sottoscritto !
Ma non credo che sia per la lunghezza del post…
In ogni caso la lunghezza della mia Dèfence non è superiore a quella del J’accuse anche se comprendo che chiedere di leggerlo sarebbe davvero troppo. Mi accontento della pubblicazione. Grazie.
gentile terranovas, a parte il fatto che nel forum
http://difenderelafede.freeforumzone.leonardo.it/forum.aspx?c=167420&f=167420
lei non si è neppure presentato, il suo testo NON è stato preso neppure integralmente dal thread in questione, ed è stato tolto perchè in quel forum ciò che conta è la DOCUMENTAZIONE della Chiesa, se avesse letto prima il Regolamento, si sarebbe risparmiato una fatica inutile…
in tutti i miei commenti lei non troverà altro che citazioni e rimandi al Magistero e ai suoi TESTI UFFICIALI….
di conseguenza le sue opinioni sul caso Valtorta, visto che non hanno tenuto conto di frasi chiari, dall’articolo, quali:
1. Allontanando da noi la presunzione o la superbia di sostituirci al giudizio della Madre Chiesa, vogliamo semplicemente trattare l’argomento partendo da ciò che la Santa Sede ha già detto a riguardo. Desideriamo, inoltre, tentare di comprendere perché, pur essendoci stato parere negativo riguardo agli scritti della Valtorta, i fedeli, invece di obbedire, continuano ad andare contro le disposizioni ecclesiali.
Va sottolineato che la Chiesa non si è pronunciata sulla persona, ma solo sui suoi scritti. Pur non ritenendoli eretici, li ha però “sconsigliati perché pericolosi” alla fede “dei piccoli”.
e
2. Il fatto che ci possano essere, o ci siano, pareri favorevoli a questi scritti, provenissero anche da cardinali o professori, non significa nulla: ciò che conta è il parere della Chiesa; è la Chiesa che deve decidere quali siano i testi da adottare per l’evangelizzazione; è la Chiesa che decide quali siano i testi validi per la dottrina e per le catechesi. Il parere degli altri, per quanto autorevoli, non può mai sostituirsi ad un’approvazione ufficiale!
Naturalmente questo discorso vale per tutti e per tutto ciò che riguarda la Chiesa. Noi stessi, per quanto fallibili con le nostre opinioni, stiamo cercando di analizzare i fatti alla luce della disapprovazione della Chiesa e non alimentando opinioni personali che ognuno potrà maturare per conto proprio, ma mai in nome della Catholica.
e
3. I valtortiani che curano i suoi scritti ammettono: “L’opera di Maria Valtorta ha dato prova, per decenni, di essere uno strumento di evangelizzazione nel mondo intero. La Chiesa potrebbe ora servirsi delle nostre pubblicazioni per intraprendere un suo esame, troppo a lungo rimandato, che faccia approdare ad un riconoscimento”.
Dunque non c’è un riconoscimento: la Chiesa fino ad oggi non si è servita di questa Opera.
***
nonchè la Documentazione della Chiesa che resta valida fino a prova contraria, e fino a nuovi pronunciamenti, va da se che le sue opinioni, per quanto rispettabili, non mi interessano
ciò che mi interessa è provare che esistano altri Documenti UFFICIALI attraverso i quali la Chiesa approva l’Opera…
se li ha, li porti e sarò la prima a fare le mie scuse… diversamente non abbiamo altro da dirci
bravo Terranovas………………@ mastino: non si lamenti della lunghezza del post di terranovas. E che? si tira in ballo una tesi che necessità di argomenti su argomenti, almeno per spiegare a chi legge le due versioni, e ci si lamenta della tesi opposta quando questa è lunga?
se non voleva che i post di risposta fossero corti avrebbe dovuto dire all’autrice di scrivere l’articolo così: “cari amici, ho letto 3 o 4 pagine del Poema e non mi piace……….ciao a tutti e pace e bene……….”.
non può pretendere di ospitare articoli che pretendono di guidare i lettori con argomenti senza il diritto di replica…………oè, non sarete mica come quelli di Pontifex che avete criticato qualche tempo fa?
comunque, approvo la sua onestà di aver pubblicato la risposta di terranovas (non lo dico con ironia ma, spero mi creda, con sincerità)………
in Dio Onnipotente, Uno e Trino e in Maria Santissima (così ben difesi e trasmessi da Maria Valtorta e così infangati e denigrati da Dan Brown) le invio un saluto
mic
“mastino” con la maiuscola
Qualcuno ha citato, incidentalmente, la Kowalska per il fatto che inizialmente la devozione proposta non venne approvata. Basta tuttavia farsi una virtuale passeggiata nel sito della Santa Sede e in particolar modo tra i documenti della Congregazione per la Dottrina della Fede e vedere che esiste un documento che spiega che quello che si è detto prima sulla devozione da lei proposta non è più in vigore. Dunque, dalla diffidenza iniziale si è passati all’approvazione.
Mi pare che, attualmente, la posizione della Valtorta sia, invece, diversa perché la sua opera è stata presa in considerazione più volte, in periodi di tempo anche distanti da loro, ma non ha mai ricevuto il benestare della Santa Sede.
Desidero aggiungere alcune considerazioni ai vostri commenti. Caterina63 ha scritto: “Desideriamo, inoltre, tentare di comprendere perché, pur essendoci stato parere negativo riguardo agli scritti della Valtorta, i fedeli, invece di obbedire, continuano ad andare contro le disposizioni ecclesiali….Il parere degli altri, per quanto autorevoli, non può mai sostituirsi ad un’approvazione ufficiale!” La Chiesa non dice che le visioni e dettati NON SONO di origine sovrannaturale ma che ―non possono … non devono essere considerati tali. C’è una bella differenza! E’ una sottigliezza, ma va colta. Se dicesse che le visioni e i dettati NON SONO di origine sovrannaturale, ci sarebbe già il suo pronunciamento. Invece non c’è ancora. Nel “non possono”, nel “non devono” c’è comprensibilmente “solo” la prudenza pastorale di chi si deve ancora pronunciare sul caso. Qui non c’è una constatazione esplicita di non soprannaturalità, ma un non-constat di soprannaturalità. La Chiesa,cioè, può decidere di non pronunciarsi o può giudicare che non è opportuno per il momento farlo . Il fatto che la Valtorta finora non sia stata riconosciuta non vuol dire che la sua rivelazione non sia autentica. Qui c’è una Chiesa che non si è pronunciata “definitivamente”. Faccio un esempio per far comprendere meglio. Quando un indagato va in giudizio, si dice che è imputato . Ma imputato non vuol dire condannato. Perché si possa dire condannato occorre che il magistrato emetta la sentenza con la condanna. Tornando alla Valtorta, dire “…non possono essere ritenuti di origine soprannaturale, ma devono essere considerati semplicemente…” è come affermare “…non possono ( per il momento) essere ritenuti di origine soprannaturale, ma devono ( per il momento) essere considerati semplicemente…”. Questo perché “per il momento” non ci sono dati per sostenere l’origine soprannaturale. Però questa origine soprannaturale non può essere esclusa perché manca il pronunciamento definitivo della Chiesa! Molti fedeli si sono trovati davanti ad un bivio: da una parte la Chiesa che -con la sua autorità- ha dato delle indicazioni rivolte a “una parte” dei fedeli , dall’altra eminenti studiosi e personaggi “in odore di santità” – con la loro autorevolezza- hanno invitato alla lettura. Gli stessi lettori [un esercito di "affamati della Parola" che ha richiesto la traduzione dell' Opera della Valtorta in oltre trenta lingue!] – poi- testimoniando i benefici ricevuti da tale lettura – hanno aumentato l’autorevolezza di quanti raccomandavano [e raccomandano] la suddetta lettura. Non solo. Negli ultimi decenni- ci sono stati dei “riscontri” che rafforzano la tesi di un’origine soprannaturale degli scritti . Riporto la traduzione di una parte di un articolo di Webster del 2004 ( Traduzione per clubamicivaltortiani@yahoo.it a cura di Concetta Di Lorenzo )
[ Maria Valtorta è stata una testimone oculare della vita del primo secolo e del ministero di Nostro Signore Gesù! Le sue numerose descrizioni sorprendentemente accurate della Palestina del primo secolo lo provano!] [... Oltre il trenta per cento o 79 (tutti le voci contrassegnate con * e **) dei 255 luoghi geografici palestinesi menzionati nel Poema, non sono stati elencati nell' Atlante dell’Enciclopedia Biblica Internazionale Standard [International Standard Bible Encyclopedia (ISBE) Atlas] del 1939,62 (tutti con **) di questi 79 non sono stati neppure elencati nelle 184 pagine dell’Atlante Biblico Mac Millan [ Macmillan Bible Atlas (MBA)] pubblicato nel 1968.
Da dove Maria Valtorta prendeva tutti quei nomi?
Che un testimone oculare del primo secolo, includa tanti nomi oscuri e sconosciuti, naturalmente sarebbe da aspettarselo. E la cosa più sorprendente è che questi nomi, oscuri e sconosciuti negli anni ‘40, vengano riconosciuti autentici. 52 di questi 62 non hanno alcun riferimento biblico e 17 di questi senza riferimento biblico, sono stati o indirettamente confermati come autentici da recenti “fonti antiche esterne” contenute nell’Atlante Biblico Macmillan (1968) o effettivamente elencati nell’Atlante Biblico Harper Collins [HarperCollins Atlas of the Bible (1989)]. Questo fa un totale di 29 conferme nell’elenco dell’Atlante ISBE del 1939. Per di più, tra quei 62 luoghi, sono riportate le rovine di sei antiche città palestinesi, alcune corrispondenti al moderno insediamento sul posto. Inoltre, le precise descrizioni della Valtorta della topografia naturale di numerose località della Palestina e le informazioni circa il mondo pagano esterno di quel tempo, comprese le persone, i luoghi, i costumi, la mitologia greca e romana, narrate nelle conversazioni di quel periodo, sono sorprendentemente corrette… Se noi non avessimo intenzione di prendere questa rivelazione come assolutamente autentica anche sulle basi di una testimonianza oculare, allora la logica e la ragione perderebbero ogni credibilità.]
http://www.saveourchurch.org/descriptionspoem.pdf . 1) Padre Agostino Bea ,Rettore del Pontificio Istituto Biblico ha affermato:”…Sono poi stato molto impressionato dal fatto che le descrizioni archeologiche e topografiche sono proposte con notevole esattezza….” 2)Anche Jean-Francois Lavere è rimasto colpito dalla esattezza dei luoghi descritti dalla Valtorta . Consiglio di leggere il suo articolo “L’enigma Maria Valtorta” ( un altro articolo interessante di Jean-Francois Lavere è “Dal dubbio alla verità” ) 3) Nell’articolo di Jorge Fuentes, “La stesura incredibilmente casuale del Poema”, c’è una bella testimonianza di P. Francois-Paul Dreyfus, Domenicano della Scuola biblica ed archeologica francese di Gerusalemme :”Sono stato molto impressionato di trovare nell’opera di Maria Valtorta il nome di sei o sette città che non appaiono né nel Vecchio né nel Nuovo Testamento. Questi nomi sono conosciuti soltanto da alcuni rari specialisti e grazie a delle fonti non bibliche….” 4) Mons. Maurizio Raffa ,un noto teologo, in un suo libro del 1952 scrisse che nella Valtorta aveva trovato “ricchezze incomparabili”. E affermò:”…per scrivere uno solo fra i molti volumi componenti l’Opera, occorrerebbe un Autore ( che oggi non esiste) che fosse insieme grande poeta, valente biblista, profondo teologo, esperto in archeologia e topografia, e conoscitore profondo della psicologia umana.” Un caro saluto a tutti. Marcello
Gentile Marcello…. la Chiesa si interpreta CON LA CHIESA
non con le nostre opinioni…
ergo:
La posizione della Chiesa su queste “rivelazioni private” si precisa ulteriormente quando il Cardinale Ratzinger, davanti all’aumentato interesse per l’opera di Maria Valtorta, gira al Segretario della Conferenza Episcopale Italiana di prendere contatto con l’Editore delle Opere valtortiane per chiarire per l’ennesima volta la posizione della Chiesa.
Ecco la lettera inviata: Conferenza Episcopale Italiana Prato N. 324/92 Roma, 6 maggio 1992
Stimatissimo Editore,
In seguito a frequenti richieste, che giungono anche a questa Segreteria, di un parere circa l’atteggiamento dell’Autorità Ecclesiastica sugli scritti di Maria Valtorta, attualmente pubblicati dal “Centro Editoriale Valtortiano”, rispondo rimandando al chiarimento offerto dalle “Note” pubblicate da “L’Osservatore Romano” il 6 gennaio 1960 e il 15 giugno 1966.
Proprio per il vero bene dei lettori e nello spirito di un autentico servizio alla fede della Chiesa, sono a chiederLe che, in un’ eventuale ristampa dei volumi, si dica con chiarezza fin dalle prime pagine che le “visioni” e i “dettati” in essi riferiti non possono essere ritenuti di origine soprannaturale, ma devono essere considerati semplicemente forme letterarie di cui si è servita l’Autrice per narrare, a suo modo, la vita di Gesù.
Grato per questa collaborazione, Le esprimo la mia stima e Le porgo i miei rispettosi e cordiali
saluti. + Dionigi Tettamanzi – Segretario Generale CEI
********************
La Società Editrice dell’opera Maria Valtorta, insieme ai tanti suoi “discepoli”, specialmente nel Clero, continuano a disobbedire alle direttive dei Superiori Ecclesiali: non avvisano i lettori dell’opera valtortiana che più volte e in termini oltremodo chiari è stata dichiarata “non soprannaturale”, e sollecitano nuovi “fedeli” ad una lettore come se tale opera fosse soprannaturale.
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pertanto, la risposta del cattolico obbediente e fiducioso,NON INTERPRETA, MA FEDELMENTE RIPORTA, a chi pone domande sull’argomento, che :
Proprio per il vero bene dei lettori e nello spirito di un autentico servizio alla fede della Chiesa, sono a chiederLe che, in un’ eventuale ristampa dei volumi, si dica con chiarezza fin dalle prime pagine che le “visioni” e i “dettati” in essi riferiti non possono essere ritenuti di origine soprannaturale, ma devono essere considerati semplicemente forme letterarie di cui si è servita l’Autrice per narrare, a suo modo, la vita di Gesù.
Avendo poi alcuni ritenuta lecita la stampa e la diffusione dell’Opera in oggetto, dopo l’avvenuta abrogazione dell’Indice, sempre su l’Osservatore Romano (15 Giugno 1966) si fece presente quanto pubblicato su A.A.S. (1966) che, benché abolito, l’ Index conservava tutto il suo valore morale, per cui non si ritiene opportuna la diffusione e raccomandazione di un’Opera la cui condanna non fu presa alla leggiera ma dopo ponderate motivazioni al fine di neutralizzare i danni che tale pubblicazione può arrecare ai fedeli più sprovveduti.
Grato di ogni sua cortese disposizione in proposito, profitto dell’occasione per confermarmi con sensi di profonda stima dell’Eminenza vostra reverendissima.
Dev.mo Joseph Cardinale Ratzinger.
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non deve interpretare nulla, ma, se vuole, obbedire…
siete capaci di portare DOCUMENTI ECCLESIALI per sostenere le vostre opinioni? si o no?
altrimenti queste opinioni non servono al chiarimento dell’argomento!
ma alimentano disobbedienza, superbia e divisione…
l’unica spiegazione sensata che mi viene per spiegarmi le castronerie scritte nell’articolo prima, e in tante risposte poi, è che dovete accumulare commenti?? bhe! ottimo metodo… e spero che sia proprio e solo questo motivo.
Anche il suo accumuliamo, nella raccolta indifferenziata.
Gent.ma Caterina63, il vero problema è che i documenti esibiti sono da lei interpretati male. Innanzitutto una importante precisazione: la condanna de “Il Poema dell’Uomo-Dio” colpì solo la prima edizione (pubblicata senza il nome della Valtorta), probabilmente perché il lavoro inizialmente era anonimo e non riportava alcune note necessarie a spiegare da un punto di vista teologico alcuni passi piuttosto ambigui. Secondo le norme della Congregazione per la Dottrina della Fede le presunte manifestazioni soprannaturali sono classificate in una delle seguenti categorie : [ 1) Constat de supernaturalitate ; 2) Constat de non supernaturalitate; 3) Non-constat de supernaturalitate ]. Ora -in base alla terminologia usata dalla Chiesa – se esamina il documento del Prefetto Ratzinger del 1985 si accorge che l’Opera della Valtorta ricade nella terza categoria [3) Non-constat de supernaturalitate] e non nella seconda [2) Constat de non supernaturalitate], come viene riportato nel sito ( … Si ripete eccome la negazione circa la soprannaturalità dell’Opera “non possono essere ritenuti di origine soprannaturale … ma devono essere considerati semplicemente forme letterarie “. Essa non è soprannaturale: punto e basta. E’ inutile cercare cavilli…). Riporto da un sito in inglese: http://maria-valtorta.net/ But let us also examine the part of this statement; “They cannot be considered supernatural in origin”. At first glance, this English translation may seem like a definitive negative statement. But is it really? The Church has a very precise terminology for judging apparitions. According to the norms of the Congregation for the Doctrine of the Faith, alleged apparitions are classified in one of three categories; 1. Constat de supernaturalitate — It is certain/confirmed of supernatural origin. 2. Constat de non supernaturalitate — It is certain/confirmed of no supernatural origin. 3. Non-constat de supernaturalitate — It is not (or cannot be) certain/confirmed of supernatural origin.
If one examines Cardinal Ratzinger’s letter carefully, they will see that he classifies the Poem into the third category (non-constat de supernaturalitate). What has been translated into English to read; “cannot be considered supernatural origin” simply means that the events have not been confirmed by the Church to be of supernatural origin. The Cardinal was only ordering the publishers at the time to tell their readers that they cannot yet consider it a proven fact that the Poem is of supernatural origin (which the publishers complied with, posting it on the back cover of the 1993 edition).
In light of historical context, we find the statement to make sense too, considering the Holy Office never initiated an investigation into the life of the visionary. Without an investigation, it could neither positively confirm supernatural origin, nor negatively disprove supernatural origin (as outlined by the norms for investigating alleged apparitions). Thus, since neither classification #1 or #2 apply, then by default we must conclude; “it cannot be confirmed supernatural”, classification #3. Lei “interpreta a modo suo” la rigorosa terminologia usata dalla Chiesa e – con una forzatura- colloca l’Opera della Valtorta in una categoria che non è quella indicata dal prefetto Ratzinger nel suo documento. Come ho già scritto nel mio precedente post – ci doveva essere un procedimento con un pronunciamento della Chiesa per porre l’Opera della Valtorta in una delle rimanenti categorie (prima o seconda). E’ interessante notare che dopo il documento di Ratzinger del 1985 gli scritti valtortiani hanno ottenuto diversi imprimatur che hanno certificato che i suddetti scritti non sono contro la morale e la dottrina della Chiesa [ Maria Valtorta's writings received and Imrimaturs from Bishop Roman Danylak (Titular Bishop of Nysea, Rome), Bishop Bonicilli (Abano, Italy) and Archbishop Soosa Pakian of Trimandrum. In addition a Nihil Obstat was given by Msgr. Luigi Lovazzano (Vicar-General). If the Vatican thought these Imprimaturs were in error, it would have requested them to be removed. Nonetheless, the Vatican has let these Imprimaturs stand. ]. In realtà già da diversi anni era evidente che non c’erano più pericoli di “eresie” e di “danni spirituali” nel leggere la Valtorta. Neanche per gli sprovveduti, come aveva ventilato Ratzinger. Ne è una prova la lettera del 1992 del Segretario Generale della Conferenza Episcopale, mons.Tettamanzi , all’editore Pisani. In detta lettera Tettamanzi chiedeva la “collaborazione” dell’editore per un’eventuale ristampa dei volumi [di conseguenza veniva meno, di fatto, anche l' indicazione del Prefetto Ratzinger di non ritenere "opportuna la diffusione e raccomandazione " dell'Opera a tutela degli "sprovveduti"]. E’ importante notare che -nella suddetta lettera- mons. Tettamanzi non richiedeva all’editore neppure la correzione o la rimozione di pezzi dell’Opera [approvata nella sostanza e assolta nella forma]. Si legga attentamente la lettera di mons. Tettamanzi : questo è un dato di fatto. Dunque – stabilito che la Chiesa per il momento non ha dato alcuna conferma per un’origine soprannaturale dell’Opera- si pone una domanda. Che pericoli vi sono nel leggerla? Dove sono i documenti della Chiesa che ci mettono in guardia contro le eresie e i danni spirituali provocati dalla sua lettura. Con la sua lettera all’editore Pisani mons. Tettamanzi non ci ha fatto intendere che l’Opera si può leggere e che tutti la possono leggere? Non è forse la Chiesa con mons. Tettamanzi tornata sulla posizione di Papa Pio XII [ pubblicare l'Opera senza modifiche e senza riferimenti ad un'origine soprannaturale] ? Perchè allora si continua a sostenere che la Chiesa è contraria all’ Opera se non è vero? Marcello
Grazie Caterina e Claudia per la spiegazione riguardo all’indice in cui intoppò Suor Kowalska e a come ne fu poi graziata.
Ma quanto alla stessa Bibbia, ugualmente all’indice all’epoca?
E che pensare di RadioMaria che ogni primo venerdi del mese alle 12,30 offre per un’ora (di punta !) -ad opera di don Zucchini- un programma tutto sulla Valtorta?
PACE a voi
Ma Radio Maria non è mica il Sant’Uffizio. E’ una rete radiofonica dedita al devozionismo e alla divulgazione della dottrina, spesso lasciandosi prendere un po’ la mano.
gentile Michele… la Bibbia NON fu mai messa all’Indice
ci fu un periodo nel quale la Chiesa vietò l’USO della Scrittura IN PROPRIO… soprattutto a riguardo dell’Apocalisse…., tenendo per saggio il monito di Papa Leone X nel Quinto Concilio Lateranense del 1516, nel quale emanò il seguente Decreto mai dismesso:
“Ordiniamo a tutti coloro che esercitano l’ufficio della predicazione o che l’eserciteranno in futuro, di non presumere di fissare nelle loro predicazioni o nelle loro affermazioni un tempo determinato per i mali futuri, sia per la venuta dell’Anticristo, sia per il giudizio finale. Poiché la Verità ha detto: non vi è dato di conoscere il tempo o il momento che il Padre ha fissato di sua propria autorità. Dunque, coloro che sino al presente, hanno osato asserire simili cose, hanno mentito, ed è accaduto che, per causa loro, un gran danno è stato arrecato all’autorità di coloro che predicano saggiamente”.
***
Vietati furono solo quei libri contrari alla fede ed alla salute spirituale e materiale dei fedeli. Il Sinodo di Tolosa (1299) proibì, nel Sud della Francia, la lettura personale della Bibbia in lingua volgare per limitare la diffusione delle eresie catara, gnostica e valdese. Il divieto dell’uso di versioni non autorizzate venne poi formalmente sancito, per tutti i cattolici, quando Papa Paolo IV, terrorizzato dall’avanzata del protestantesimo in Europa, istituì l’Indice dei libri proibiti (1559), nel quale erano vietate ben 45 versioni della Bibbia in lingua volgare, tradotte da autori sospetti, non cattolici o anonimi, nonché la traduzione in italiano del veneziano Francesco Brucioli (alla quale nel 1540 i protestanti italiani avevano peraltro aggiunto un commento estremamente polemico contro la chiesa cattolica).
La lettura di bibbie in lingua volgare fu quindi permessa solo su licenza del Sant’Uffizio e su autorizzazione del Vescovo locale, mentre la lettura della Vulgata non fu mai vietata. Di fatto, la Chiesa non si oppose mai alla diffusione di traduzioni bibliche in lingue moderne, ma combatté solo quelle versioni che, a suo giudizio, potevano diffondere tra il popolo errori ed eresie.
In tempi più recenti la lettura e la ricerca biblica furono comunque promosse soprattutto da:
- Leone XIII che, nel 1893 con l’enciclica Providentissimus Deus, incoraggiò lo studio delle lingue orientali e l’impiego della critica testuale e, con decreto del 13/12/1898, offrì ai cattolici devoti ben 500 giorni d’indulgenza per 15 minuti giornalieri di lettura del Vangelo e l’indulgenza plenaria per una lettura regolare di tutta la Sacra Scrittura;
- san Pio X che, nel 1907, commissionò ai monaci benedettini l’incarico di fare ricerche e preparativi per una edizione riveduta della Volgata;
- e con Pio XII che, nel 1943, con l’enciclica Divino Affilante Spiritu caldeggiò vivamente lo studio delle lingue antiche e la preparazione di nuove traduzioni dai testi originali….
Oggi esistono versioni ECUMENICHE ma sempre da distinguere che per il Lezionario Liturgico della Messa si legge la Nuova Vulgata tradotta dal latino, o per le parti stesse in latino…
Ringrazio Caterina per la sua chiara risposta anche sulla storia della … leggibilità della Bibbia.
“Touché !”
Ma a proposito di francese, non vi lascia quantomeno laicamente perplessi, a livello statistico la serie impressionante di ‘coincidenze’ storiche, geografiche, archeologiche ecc, rilevate per esempio da Jean François Lavère (vedi Enigma Valtorta)?
Grazie
gentile Michele, nel ringraziarla per aver accolto le brevi spiegazioni, vengo a spiegare il senso creatirvo di “Enigma Valtorta”…
per la verità partiamo dal fatto che nella Chiesa non esiste alcun ENIGMA è proprio per questo che nell’articolo ho tirato in ballo Down Broown
anche se alcuni critici qui non l’hanno capito…
nel momento in cui si comincia a parlare di ENIGMI, si fuori esce dalla APOLOGETICA cattolica nella quale il MISTERO contenuto nel messaggio del Vangelo, viene dispiegato fin dove è umanamente possibile… noi in sostanza seguiamo quel monito petrino: dare ragione della speranza che è in noi…
qui si fondono i MISTERI e non gli enigmi… si fondono per essere innanzi tutto “accolti per fede”, quindi si fondono, e NON si creano…
Detto questo, l’unico esempio che possiamo fare come spiegazione è quello della beata Caterina Emmerich nelle cui Visioni, approvate dalla Chiesa, già svelarono nell’800 il mistero della “Casa di Maria” che fino ad allora aveva arricchito la Tradizione Orientale ed Occidentale sui luoghi possibili nei quali la Vergine Santa avrebbe potuto vivere dopo la Risurrezione e l’Ascensione al Cielo del Divin Figlio, e in attesa di chiudere gli occhi in questo mondo per aprirli nella gloria riservataLe dal Figlio con l’Assunzione….
Le “Visioni” della beata Emmerich sono limitate sempre a ciò che era già contenuto nei Vangeli, nelle Scritture, rispettando quel “nulla può esservi aggiunto, nulla può esservi tolto”…
vede! definire un “enigma” le foreste “pietrificate” quando è ben risaputo scientificamente che tutta la terra era coperta da foreste e quindi se ne possono trovare tracce la dove oggi c’è la pietra o la desertificazione, o parlare della Silice “salita su come per SORTILEGIO…” non ci sembrano affatto punti nodali per la salvezza dell’uomo, nè indispensabili per beatificare una persona, nè strumenti di evangelizzazione, nè la prova della credibilità di testi soprannaturali…
Nelle Visioni la beata Emmerich, invece, espone, esprime e avanza con delle catechesi…
Certo! è fuori dubbio che nel Cristianesimo sono contenuti molti “enigmi” e a voler essere pignoli molti enigmi li troviamo nell’A.T. a cominciare dall’uso perfetto della numerologia (ricordiamo Gesù nel suo dire perdonare 70 volte 7 quale segno di infinità) ma che ha anche dato origine alla…cabala, qabbaláh, parte della tradizione esoterica della mistica ebraica…
e, ovvio! senza confodere questa Cabbala con quella superstiziosa occidentale, va da se che quest’ultima nasce su quella originale…
ecco, questo è un esempio pratico e dimostrativo del concetto di enigma che riscontriamo nella Scrittura… e per dimostrare che non ci conduce da nessuna parte, così come gli enugmi della Valtorta non ci portano da nessuna parte… e non per questo l’autrice è stata censurata…
Non abbiamo bisogno di enigmi per vivere da Cristiani e per salvarci, questo è il punto…l’uomo stesso è già un enigma per se stesso! di conseguenza ha ragione la Congregazione per la Dottrina delle Fede: questi racconti NON sono soprannaturali…
Non discuto l’eccezionalità del contenuto di questi testi, ciò che ne contesto è la pretesa di soprannaturalità quando la Chiesa ha detto che non lo sono!

per farle comprendere come opera la Chiesa, mi perdoni la lunghezza, le rammento che il 28 maggio 2011 è stata beatificata, con tanto di firma di Benedetto XVI SUOR MARIA SERAFINI MICHELA….-1849-1911, e cosa c’è di strano?
è l’unica “Defunta” e persino beatificata che aveva avuto una visione assai particolare prima di morire…
si trovava a passare per Eisleben, nella Sassonia, città natale di Lutero.
Si festeggiava, in quel giorno, il quarto centenario della nascita del grande eretico ( 10 novembre 1483) ….
La futura beata, pur notando il grande trambusto non era interessata a sapere il perché di quell’insolita animazione, l’unico suo desiderio era quello di cercare una chiesa e pregare per poter fare una visita a Gesù Sacramentato. Dopo aver camminato per diverso tempo, finalmente, ne trovò una, ma le porte … erano chiuse. Si inginocchiò ugualmente sui gradini d’accesso, per fare le sue orazioni. Essendo di sera, non s’era accorta che non era una chiesa cattolica, ma protestante. Mentre pregava le comparve l’angelo custode, che le disse: “ Alzati, perché questo è un tempio protestante”.
Poi le soggiunse: “ voglio farti vedere il luogo dove Martin Lutero è condannato e la pena che subisce in castigo del suo orgoglio”.
Dopo queste parole vide un’orribile voragine di fuoco, in cui venivano crudelmente tormentate un incalcolabile numero di anime. Nel fondo di questa voragine v’era un uomo, Martin Lutero, che si distingueva dagli altri: era circondato da demoni che lo costringevano a stare in ginocchio e tutti, muniti di martelli, si sforzavano, ma invano, di conficcargli nella testa un grosso chiodo. La suora pensava: se il popolo in festa vedesse questa scena drammatica, certamente non tributerebbe onori, ricordi, commemorazioni e festeggiamenti per un tale personaggio. In seguito, quando le si presentava l’occasione ricordava alle sue consorelle di vivere nell’umiltà e nel nascondimento. Era convinta che Martin Lutero fosse punito nell’Inferno soprattutto per il primo peccato capitale, la superbia.
Cosa voglio dimostrare con questo?
che la visione di questa suora sarebbe oggi, a sentir un falso ecumenismo e sincretismo religioso, alquanto sospetta.. ed anche per il dialogo intrapreso dallo stesso Pontefice con il mondo luterano…
eppure questa suora è stata beatificata e in tale riconoscimento c’è l’approvazione delle sue Visioni… le quali pur restando FEDE PRIVATA e pur non coinvolgendo assolutamente la Chiesa intera, esprimono un fatto concreto e reale…
Ciò che conta è ciò che dice la Chiesa e come si muove… le Visioni, per quanto edificanti ed importanti, non sono mai materia VINCOLANTE ED OBBLIGANTE per la Chiesa, e mentre quelle approvate possono diventare materiale CATECHETICO (per questo i valtortiani vorrebbero il riconoscimento), quelle NON approvate vanno cestinate, oppure tenute per sè…
Ciao Tea:) Complimenti per l’articolo!
Leggo la Valtorta ogni giorno con grande beneficio spirituale, sono convinto che cio’ che ha scritto lo abbia visto e sentito veramente, puo’ anche aver sbagiato ad individuare qualche luogo, anche se, dai miei controlli, mi pare non si cosi’.. e’ di una preciisone che veramente fa pansare che vedesse veramente, come ho potuto verificare nel mio viaggio in Terrasanta.
Avrebbe dovuto essere un genio: teologa, geologa, filosofa, storica, esperta di religioni e di riti ebraici, ecc. nei suoi scritti c’e’ un’unità intrinseca e tutto quadra.. prova a leggerla nell’ipotesi che sia tutto vero.. forse cambiera’ la tua ottica,
un cordiale saluto,
Gianni C.
Siamo al solito “secondo me”. E’ una malaria del cattolico dei nostri giorni. Evidentemente la Valtorta non ha aiutato. E pazienza se ha tentato di farlo in nome del ponteficie la Prefettura dell’Ex Sant’Uffizio
“prova a leggerla nell’ipotesi che sia tutto vero.. forse cambiera’ la tua ottica, “…
***
No, gentile Gianni
lei sbaglia completamente il tiro. il cristiano- Cattolico non vive di ipotesi e di prove, esiste non uno ma ben tre Documenti, testi, ufficiali della Chiesa che non parlano di una ipotesi…
l’ateo è invitato a vivere come se Dio esistesse, un invito di questo tempo che pretende di imporre una vita senza Dio, partendo da un Dio che non esisterebbe…. allora si può dire: “vivi non come se Dio non esistesse, ma come se Dio esistesse…” è infatti questo un invito di Benedetto XVI a chi non vuole credere…
ma qui è diverso!
Ci sono ben tre pronunciamenti che sottolineano che l’opera della Valtorta NON è soprannaturale… PUNTO!

Si prodighi lei piuttosto di LEGGERE I DOCUMENTI DELLA CHIESA CON L’AUTORITA’ CHE CRISTO HA DATO LORO … forse cambierà la sua ottica…
Non mi servono ipotesi, non mi servono le sue ipotesi, non mi servono le sue opinioni…. mi porti un solo Documento della Chiesa aggiornato sulla Valtorta, e allora cambierò ottica…
Purtroppo la malattia del “secondo me” affligge non solo i lettori ma anche gli articolisti del sito…
La Lancillotta continua a chiedere documenti e a non rispondere.
Ci sono punti però che non può eludere e nascondersi dietro al dito.
La Lancillotta adesso non può scrivere:
“Ci sono ben tre pronunciamenti che sottolineano che l’opera della Valtorta NON è soprannaturale… PUNTO!”
quando precedentemente ha dovuto riportare le testuali parole del card. Tettamanzi, al commento 2667 Caterina63 infatti dice che:
“Mi hanno chiesto in email di postare, integralmente, i Documenti ecclesiali sulla vicenda…
Li ho raccolti qui tutti insieme, buona consultazione ”
Al punto in cui siamo oltre a raccoglierli tutti insieme e pubblicarli dovrebbe anche averli letti e sopratutto capiti !
Si accorgerebbe che il card. Tettamanzi scrive una cosa assai diversa da quella che sostiene il “secondo me” della Lancillotta,
se quest’ultima non è neppure in grado di accorgersi di questa differenza come può pretendere di discuterne qui sul sito ?
Per facilità di comprensione riporto la parte della lettera dove l’allora segretario della CEI scrive:
“le “visioni” e i “dettati” in essi riferiti non possono essere ritenuti di origine soprannaturale”.
Lancillotta, mi vuole gentilmente spiegare come è possibile che un documento della Chiesa, scritto con l’autorità che Cristo ha dato loro, possa essere da lei così trasformato ?
Il cardinale scrive “non possono essere” e lei invece riporta “non sono”. E’ in grado di percepire la differenza ?
Probabilmente a lei non servono ipotesi, non servono opinioni ma solo un buon paio di occhiali da lettura…
Gentilissimo terranovas,
quando si vuole discutere su testi che si pretendono dottrinali, occorre portare la voce della Chiesa…
I Documenti della Chiesa si interpretano con la Chiesa e non con le sue personali opinioni o interpretazioni, questo metodo nato già dal primo secolo del cristianesimo, si chiama APOLOGETICA
Ora, cosa dice Tettamanzi in quel Documento della CEI, l’ultimo sulla vicenda?, dice testuali parole:
Stimatissimo Editore,
In seguito a frequenti richieste, che giungono anche a questa Segreteria, di un parere circa l’atteggiamento dell’Autorità Ecclesiastica sugli scritti di Maria Valtorta, attualmente pubblicati dal “Centro Editoriale Valtortiano”, rispondo rimandando al chiarimento offerto dalle “Note” pubblicate da “L’Osservatore Romano” il 6 gennaio 1960 e il 15 giugno 1966.
Proprio per il vero bene dei lettori e nello spirito di un autentico servizio alla fede della Chiesa, sono a chiederLe che, in un’ eventuale ristampa dei volumi, si dica con chiarezza fin dalle prime pagine che le “visioni” e i “dettati” in essi riferiti non possono essere ritenuti di origine soprannaturale, ma devono essere considerati semplicemente forme letterarie di cui si è servita l’Autrice per narrare, a suo modo, la vita di Gesù.
Grato per questa collaborazione, Le esprimo la mia stima e Le porgo i miei rispettosi e cordiali
saluti. + Dionigi Tettamanzi – Segretario Generale CEI
********************
La Società Editrice dell’opera Maria Valtorta, insieme ai tanti suoi “discepoli”, specialmente nel Clero, continuano a disobbedire alle direttive dei Superiori Ecclesiali: non avvisano i lettori dell’opera valtortiana che più volte e in termini oltremodo chiari è stata dichiarata “non soprannaturale”, e sollecitano nuovi “fedeli” ad una lettore come se tale opera fosse soprannaturale.
le parole di Tettamanzi sono chiarissime:
” sono a chiederLe che, in un’ eventuale ristampa dei volumi, si dica con chiarezza fin dalle prime pagine che le “visioni” e i “dettati” in essi riferiti non possono essere ritenuti di origine soprannaturale, ma devono essere considerati semplicemente forme letterarie di cui si è servita l’Autrice per narrare, a suo modo, la vita di Gesù. ”
***************************
pertanto, la risposta del cattolico obbediente e fiducioso, deve essere la seguente:
Proprio per il vero bene dei lettori e nello spirito di un autentico servizio alla fede della Chiesa, sono a chiederLe che, in un’ eventuale ristampa dei volumi, si dica con chiarezza fin dalle prime pagine che le “visioni” e i “dettati” in essi riferiti non possono essere ritenuti di origine soprannaturale, ma devono essere considerati semplicemente forme letterarie di cui si è servita l’Autrice per narrare, a suo modo, la vita di Gesù.
Amen!
Se lei, terranovas, nel frattempo ha un nuovo Documento della Chiesa che affermi il contrario, lo porti e modificherò l’articolo
Lei può storpiare il mio nome quanto più le aggrada rendendole quell’amplesso che evidentemente le manca, ma continua a non portare quel Documento che farebbe la differenza e la farebbe vivere più serenamente, perciò accolga quei Documenti già esistenti e viva serenamente
Io non mi sarei mai permesso di storpiare il suo
nome se lei, per prima, non lo avesse fatto nei
confronti di Maria Valtorta, in modo poco
elegante e sopratutto in modo vigliacco perché
rivolto ad una persona che non può più difendersi.
Adesso risulta poco convincente lamentarsi dopo
che, per primi, ci si è permessi di prendersi
certe libertà.
Non è quindi per mie carenze affettive che
continuerò a chiamarla Lance(l)lotta ma, come
detto in precedenza, per equità di comportamenti.
Ma veniamo al punto ossia ai documenti.
Come sappiamo benissimo entrambi, non esistono, al
momento, altri documenti da presentare.
Perfettamente inutile quindi che lei continui
a richiederli già sapendo che non ci sono !
Io per primo nella mia precedente replica li ho
presentati così come sono.
Lei però Lance(l)lotta si permette, oltre a
storpiare il nome della mistica Maria Valtorta,
si permette di storpiare pure i documenti che
lei stessa presenta, strumentalizzandoli a suo
tornaconto.
Liberissima di farlo, così come io mi sento in
pieno diritto di intervenire e di additare questo
comportamento come scorretto.
Le rifaccio la domanda, il cardinale Tettamanzi
scrive: “non possono essere ritenuti di origine
soprannaturale”
la Lance(l)lotta invece scrive:
“NON è soprannaturale…. PUNTO !”.
Perché questa differenza ?
Non le è sufficiente riportare le stesse
autorevoli parole del segretario della CEI ?
Perché si vuole spingere oltre a quanto dice la
stessa Chiesa ?
Come ha avuto modo di vedere, io che sono un
valtortiano, non mi sono mai sognato di
replicarle che gli scritti sono di origine
soprannaturale e mi conformo agli attuali
pronunciamenti della Chiesa.
Perché non fa altrettanto lei stessa ?
Carissima Dorotea, non si rende conto di aver
intrapreso una battaglia sbagliata ?
Nessuno le chiede di leggere e di testimoniare
come santa l’Opera di Maria Valtorta,
lei è liberissima di non credere agli scritti
di questa rivelazione privata e a continuare
tranquillamente a testimoniare la sua fede
nel Signore.
Ma combatterla oltre misura come sta facendo lei
potrebbe essere assai deleterio.
Se un domani la Chiesa dovesse rivedere la sua
posizione sull’Opera valtortiana e certe premesse
ci sono, lei dovrebbe riconoscere di aver
pubblicamente ostacolato un progetto voluto dal
Signore. Non si rende conto di questo rischio ?
La prudenza esercitata fino ad adesso dalla
Chiesa dovrebbe farla propria e sopratutto usare
la sua intelligenza, anch’essa dono del Signore.
Sono ben conscio che non sarò certo io a farle
cambiare opinione e a farle modificare il suo
articolo degrinatorio di Maria Valtorta di cui è
tanto orgogliosa. Però mi sono ugualmente spinto
a volerci provare, perché la speranza è l’ultima
a morire mentre la carità…. resta.
Non importa che si scomodi a rispondermi,
dopo avermi bannato nel suo sito ho inteso che non
è certo un confronto e un dibattito quello che lei
cerca.
Si limiti a meditare su quanto ha scritto in
precedenza e ad esaminare se in qualche punto le
è scappata qualche affermazione di troppo
contraria alla carità cristiana.
Il titolo e la storipiatura sono miei non della “Lancillotta”.
SCRIVE LEI:Se un domani la Chiesa dovesse rivedere la sua
posizione sull’Opera valtortiana e certe premesse
ci sono, lei dovrebbe riconoscere di aver
pubblicamente ostacolato un progetto voluto dal
Signore. Non si rende conto di questo rischio ?
LE RISPONDO IO: Non è questione di orgoglio ma di obbedienda. Siamo allergici al “secondo me” in ogni contesto, anche quando ne andrebbe del nostro onore. Dice Ignazio: “Roma locuta, questio soluta”. Quando Roma si esprime, si mettono sotto i piedi pubblicamente i “secondo me”, e si obbedisce sino in fondo. Al momento Roma è autrice solo di un documento molto vago e piuttosto scettico sul caso. Roma si prende il tempo necessario per decidere in serenità e prudenza. Noi questo “tempo” glielo riconosciamo (e nel frattempo, c’è possibilità di discuterne) siete voi che non volete concederglielo. Perchè conta solo l’opinione e gli interessi che avete. E non dimentichiamo che, anche tuttora in fondo, la chiesa nei processi di beatificazione ha sempre avuto un “avvocato del diavolo”, non solo dei declamatori delle elette presunte virtù del beatificando. A Roma interessa la verità, non le chiacchiere. Ergo, siamo alle chiacchiere. Quello che decide il papa, è ben fatto: anche se ci desse torto, sarebbe ben fatto e ben detto, e saremmo noi i primi a promuovere il culto degli scritti valtortiani, perchè in quel caso saremmo sicuri che non c’è errore. Al momento tutto questo non c’è però.
gentile terranova,
vede, scrivere Val(s)torta non è offensivo, non riguarda la persona, ma l’Opera di cui si parla nell’articolo, così come la CdF e la CEI, riportata nella risposta di Tettamanzi all’epoca, non giudicano la persona, ma l’Opera…
i titoli servono a suscitare l’attenzione anche se contengono in se un fondamento di verità….
Ora, questa Opera NON è in discussione riguardo alla bontà dell’autore o autrice, la Chiesa non si occupa di condannare mai LA BUONA FEDE, ma riguarda I CONTENUTI che in questo caso, essendo stati ATTRIBUITI a Gesù in Persona, la Chiesa dice: NO! Non sono testi soprannaturali! PUNTO!
Ora, se domani la Chiesa dovesse cambiare opinione è ovvio che lo farà con tanto di chiarimenti come avvenne per l’opera di santa Faustina Kowalska che in un primo tempo NON fu condannata ma semplicemente posta SOTTO OSSERVAZIONE con la richiesta di non pubblicarla….
e vennero premiati…. Dopo qualche anno di studio l’Opera fu giudicata in positivo e soprattutto ISPIRATA….
La differenza fu nel fatto che i discepoli della Divina Misericordia che a ll’Opera di santa Faustina si ispiravano OBBEDIRONO, NON PUBBLICARONO IL DIARIO…. attesero con fiducia il responso finale della Chiesa
Al resto le ha risposto Mastino…
Non avrei alcuna difficoltà a cambiare articolo, o meglio, a riscriverne uno nuovo in presenza di nuovi Documenti della CdF…. l’obbedienza ripaga sempre…
In attesa di ciò faccio presente una risposta interessante dell’allora cardinale Ratzinger in una intervista sulle Profezie cristiane e gli scritti ispirati:
Domanda: Se dietro apparizioni e messaggi c’è il fenomeno medianico della scrittura automatica o altre forme di medianità – oggi si diffondono nel mondo vari libri di “messaggi” – possiamo credere con certezza che ci si trova davanti ad un fenomeno da scartare?
Ratzinger: Si tratta di fenomeni medianici che non hanno nulla a che vedere con la mistica cristiana.
( Intervista a cura di Artizzu tratta dalla rivista “Una voce grida…” n° 9 – marzo 1999. 30 domande a card. ratzinger )
@ Lance(l)lotta
E poi si accusano gli altri dei “secondo me”…
adesso pure gli ‘scritti medianici’ !
Possibile che non abbia la compiacenza di rispondere ad una sola delle domande che le ho fatto ?
Perché continua a far dire alla Chiesa cose che non ha mai scritto ?
Lei dice “non sono” mentre la Chiesa dice: “non possono essere”.
Ce la facciamo ad arrivare a capire questo ?
E’ inutile che lei continui a scrivere fiumi e fiumi di parole se non è capace di rispondere a questa semplice domanda.
Lo so che è dura… le concedo altro tempo per riflettere. Magari piano piano ci arriviamo. Come le ho già detto la speranza è l’ultima a morire….
@ Mastino
probabilmente le rispettive razze canine che distinguono i nostri nick contraddistinguono anche le reciproche qualità personali.
Mastino:
http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/c/cd/Mastino_sylwetka.jpg/400px-Mastino_sylwetka.jpg
Carattere forte e leale, non ingiustificatamente aggressivo o mordace, difensore della proprietà ae delle persone, ha sempre un comportamento vigile, intelligente, nobile e maestoso. E’ inoltre molto affettuoso con il proprio padrone e con la sua famiglia.
La sua postura e la sua stazza incutono molto timore e rispetto nei confronti di estranei. A prima vista risulta distaccato ed assente. In realtà è molto attento e puntiglioso, non riuscendo a nascondere il suo attaccamento al territorio nel quale vive ed ai beni affidati alla sua protezione.
Terranova:
http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/a/a5/Newfoundland_dog_Smoky.jpg/400px-Newfoundland_dog_Smoky.jpg
La razza è soprattutto famosa per la sua caratteristica di amare l’acqua. È spesso utilizzato per soccorso. Dal punto di vista caratteriale è amichevole, infatti difficilmente reagisce con rabbia a una situazione a meno che non ci sia un reale pericolo per il padrone. In questa occasione fa valere la sua stazza e la sua potenza. È una razza che si affeziona moltissimo al proprio padrone. Il suo istinto al salvataggio è così forte che talora può salvare anche chi non ne ha bisogno. Cane delicato nei primi mesi di vita, ma molto robusto da adulto. Il carattere è tipico del tenerone.
Mi sembra che questi commenti presi direttamente da Wikipedia siano spunti interessanti sui quali riflettere perché possono, al di là delle parole, riuscire a far comprendere meglio con chi abbiamo a che fare.
Lei nella sua risposta scrive alcune cose che reputo molto interessanti.
La prego di concedermi un po’ di spazio per replicare.
Primo punto, davvero importante e che condivido pienamente:
“Al momento Roma è autrice solo di un documento molto vago e piuttosto scettico sul caso”.
E’ proprio così. Questa è una riflessione davvero importante, oserei dire determinante, fatta da una persona poi che in questo caso si oppone agli scritti valtortiani è davvero degna di quella lealtà che si menzionava prima.
La nostra Chiesa, colei che ci è madre e sostegno, colei che deve guidare i suoi figli nel cammino difficile della vita, ad oggi non è stata ancora capace di emettere un pronunciamento che sia definitivo.
Naturalmente ci sono dei motivi e ci sarebbe da dire tanto, anzi tantissimo ci sarebbe da dire su questa storia fatta di un papa che probabilmente ( in buona fede ) scavalca le prerogative del Sant’Uffizio che si irrigidisce.
A proposito, apro una parentesi e approfitto per dare alla Lanci(l)lotta un altro documento, certamente non decisivo, ma importante sotto il profilo storico per poter studiare il caso Valtorta.
Il documento vuole proporre proprio l’attestazione dell’Osservatore Romano del 27 Febbraio 1948 che riporta l’udienza privata concessa dal papa ai tre serviti O.S.M. ( è un ‘dono’ che le faccio perché su internet questo documento è praticamente introvabile ):
http://img600.imageshack.us/img600/2167/00000001mod.jpg
Visto che nel capitolo IL MISTERO DELL’APPROVAZIONE DI PIO XII E LA LETTERA DI PAOLO VI dell’articolo si lasciano trapelare dei dubbi proprio su quest’incontro magari questa attestazione può fugarne alcuni. Certamente su quanto si sono detti ad oggi rimane solo la testimonianza di Padre Corrado Maria Berti ( fatta sotto giuramento e firmata ) che ognuno è libero o meno di accettare:
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http://www.exdeo.com/img/brC/berti/pg02all.gif
http://www.exdeo.com/img/brC/berti/pg14all.gif
Ma torniamo a Roma, Mastino scrive:
Roma si prende il tempo necessario per decidere in serenità e prudenza. Noi questo “tempo” glielo riconosciamo (e nel frattempo, c’è possibilità di discuterne) siete voi che non volete concederglielo. Perchè conta solo l’opinione e gli interessi che avete.
Ed anche sul primo punto mi trovo daccordo. Siamo tutti in attesa che il caso Valtorta venga eventualmente riaperto e con esso anche la causa di beatificazione per il riconoscimento delle virtù di Maria Valtorta che come dice la stessa Lance(l)lotta non sono in discussione.
Quello che non capisco è perché si vuole fare questa distinzione, questa separazione tra ‘noi’ e ‘voi’ che a mio avviso non ci deve essere in quanto ben sappiamo chi è il padre delle divisioni.
Io infatti, sinceramente, non credo di voler imporre agli altri la mia opinione, nell’articolo in questione vi sono delle evidenti inesattezze che ritengo siano il frutto della non conoscenza dell’Opera valtortiana, ad un appassionato lettore “saltano subito agli occhi” ed è chiaro che poi si desidera porre rimedio a queste storture. E’ per semplice, oserei dire connaturato bisogno di verità che queste critiche vengono espresse. Mi creda, non vi sono certo degli interessi personali, non sono un azionista del Centro Editoriale Valtortiano oppure un libraio con centinaia di copie invendute in magazzino. Sono solo un semplice lettore che come molti altri testimonia la bontà di questi testi.
Ad essere sincero non mi interessa neppure vedere riconosciuta l’Opera da parte della Chiesa perché comprendo in parte le sue difficoltà di fronte ad una rivelazione privata di questa portata.
Se mai ci sarà un riconoscimento certamente dovranno passare dei lustri e probabilmente tutti noi saremo già passati a miglior vita.
Detto questo la faccio partecipe di una mia ‘sensazione’, non vuole essere una accusa nei suoi confronti o nei confronti della Lance(l)lotta ma solo una critica inerente l’articolo.
La sensazione è che si sia andati oltre a quanto la stessa Chiesa abbia pronunciato. La sensazione è che si voglia addirittura evitare di far leggere quest’Opera mentre invece la Chiesa, pur esprimendo la sua posizione non positiva, non è arrivata a dire questo.
Le faccio un esempio giusto per capire.
Se io guardo il film “The Passion” di Mel Gibson certamente sono conscio di un guardare un film che non ha una origine soprannaturale.
Ciò nonostante questo film può sucitare in me sentimenti positivi e aiutarmi nella mia crescita della fede in Gesù perché mi lascia meditare meglio la Sua sofferenza e il Suo dolore per salvare l’uomo.
Certamente ci sono persone che non amano la visione di questo film, che lo criticano e ne mettono in luce gli eventuali errori.
Non per questo però si deve arrivare a proibirne la visione oppure a denunciare fatti che distorgono le reali connotazioni del film in modo non corretto. Ad esempio una persona può liberamente decidere di non vederlo per tutta una serie di legittime ragioni, magari può pensare che il regista abbia voluto stumentalizzare la storia per meri fini economici e non vuole contribuire ad elargire i suoi guadagni pagando il prezzo del biglietto al cinema optando per non vederlo. In questo caso però non ci si può permettere poi di esprimere la propria idea, in merito a dei passaggi di un film che non si è visto, proponendo agli altri la propria opinione.
E’ per questo motivo che in precedenza ho parlato di una ‘battaglia sbagliata’, di aver intrapreso uno scontro che non porta a nulla.
E’ giusto discuterne ed esprimere pareri ma sempre nella pertinenza del nostro campo.
Adesso ad esempio, la Lance(l)lotta parla di fenomeni medianici…
ci si rende conto di cosa significa ? Si conoscono cosa dicono gli scritti valtortiani in merito a questi fenomeni ? Si conosce chi era Giuseppe Belfanti ? Si conoscono le tecniche di scrittura di questa mistica ?
Noi lettori si viene additati come persone che portano avanti i “secondo me” e poi si gettano nella discussione queste ipotesi allucinanti in modo gratuito.
Ripeto, a me non interessa convincere nessuno, le rivelazioni private non sono indispensabili per la Fede, l’unica Rivelazione è quella pubblica compiuta da Gesù e testimoniata dai Vangeli. Custode di essi e della Fede è la Chiesa Cattolica.
Però davvero occorre parlare a ragion veduta di tutto il resto.
Io per primo ho avuto tanti dubbi, tante ritrosie, tanta incredulità sull’Opera di Maria Valtorta. Sono arrivato quasi a lasciar perdere la lettura quando mi sono imbattuto in passaggi davvero difficili.
Ho deciso di proseguire nella lettura e adesso, anche se non ho ancora completato di leggere l’intera Opera valtortiana, ho delle idee ben precise. Ma non mi sarei mai sognato di scrivere articoli o iniziare discussioni come questa senza conoscere a fondo questa complicata vicenda, senza aver letto, senza aver studiato, senza aver dedicato e continuare a dedicare tanto tempo alla comprensione di questi scritti.
Ecco perché sono convinto che sia corretto non opporsi alla lettura di questi scritti valtortiani. Condivido in pieno che sia doveroso anche conoscere la storia di questa mistica ed anche le vicessitudini dell’Opera stessa. Ma quello che è importante è leggere l’Opera. Potrà non piacere, potrà appassionare, potrà non aggiungere nulla. Non capisco il perché di volerla comunque osteggiare anche leggendola con lo spirito che la stessa Chiesa ci indica.
Altra critica che mi sento di muovere è quella in merito alla presunta discussione. All’interno della reciproca volontà di obbedienza alla Chiesa è lecito porre domande e dare risposte ?
A me sembra che i passati pronunciamenti siano usati per evitare di instaurare un dialogo o discussione che dir si voglia.
Se io dico che non è vero che, come sostiene l’articolo, Maria Valtorta e i suoi lettori ritengono l’Opera un “quinto vangelo” mi si risponde che non c’è problema a cambiare l’articolo quando la Congregazione per la dottrina della fede emetterà un nuovo pronunciamento… ! …che dialogo si pensa di poter raggiungere ?
Al contrario, invece, potremmo, nel rispetto reciproco, offrire un prezioso servizio per coloro che sono interessati al caso Valtorta.
Le obiezioni e le eventuali accuse potrebbero essere studiate e approfondite, ci sarebbero dei benefici perché si potrebbero chiarire dei pregiudizi o delle accuse infondate e allo stesso tempo evitare di far cadere in forme sbagliate di eccessi o addirittura di fanatismo. Perchè Maria Valtorta sta dentro la Chiesa Cattolica e questo, che piaccia o meno, è una realtà storica documentata e sopratutto una ferma volontà della mistica. Non esiste infatti una setta valtortiana, come ho già avuto modo di dire, esistono persone battezzate come cattolici che all’interno della Chiesa leggono gli scritti di Maria Valtorta in obbedienza alle disposizioni emanate dalla Chiesa. Certamente sono persone che si fanno domande, che hanno dei dubbi, che chiedono e che partecipano a formare le membra di quealla Chiesa viva che è appunto la Chiesa di Cristo.
Altra osservazione giusta è che da sempre all’interno di una causa di beatificazione esiste “l’avvocato del diavolo”, ovvero colui che si mette a spulciare ‘contro’ il nuovo presunto beatificando.
E’ un ruolo importante perché come si diceva poc’anzi permette di inquadrare meglio le presunte virtù. Ma penso che Mastino vorrà convenire con me che fino ad adesso l’impronta data all’articolo è stata pericolosamente sbilanciata solo su questo verso.
E infatti nella mia prima replica ho voluto appunto indossare i panni della difesa titolando “Pour la défense de Maria Valtorta” proprio perché questo processo rischiava di non avere una valida controparte. Fortunatamente però mi sono accorto di non essere il solo e di avere tanti altri amici valtortiani che come me hanno offerto la loro testimoniaza a favore di questa mistica.
Un personale riconoscimento và ad Emma che ho molto apprezzato nelle sue repliche e della quale sarei interessato ad avere un contatto diretto.
Ritornando al ‘processo’ la mia impressione è che si sia già deciso da parte di qualcuno che la condanna è stata già emessa e che quindi l’accusa sia già vittoriosa ( e il colpevole in carcere ). Mi permetto di far osservare, a solo scopo precauzionale, che il Giudice di questo processo non è la Congregazione per la dottrina della fede e neppure la CEI, non è neppure il Papa o Roma che dir si voglia. L’unico Giudice è il Signore Gesù e come detto non è escluso che ci possano essere sorprese in merito alla sentenza.
Ecco perché la prudenza e la correttezza di pensiero dovrebbe fare da guida in casi come questo.
Il richiamo è senz’altro di parte ma magari potrebbe essere utile suggerire di approfondire la conoscenza di Padre Mariano Cordovani, le circostanze della sua morte e naturalmente, perché realmente penso che sia giusto farlo, pregare per lui.
“Al momento tutto questo non c’è però” ci suggerisce Mastino ed io concordo perché è la verità. In paziente attesa che la Chiesa si pronunci definitivamente vi chiedo :
“posso continuare a leggere l’Opera così come è oppure no ?”
P.S.
nell’attesa dell’uscita di “Bernadette non ci ha ingannati” vorrei suggerire a Mastino di leggere la prefazione che il grandissimo Vittorio ha scritto in merito all’ultimo libro di Padre Renè Laurentin “Indagine su Maria. Le rivelazioni dei mistici sulla vita della Madonna”. Personalmente il libro di per se non mi è piaciuto molto ma la prefazione di Messori è degna di nota.
“Noi” semplici cattolici che non progessiamo alcun culto particolare. “Voi” che invece siete fan dalla Valtorta… (“voi”, a questo punto, non ritenete più onorevole firmarvi con nome e cognome o almeno col nome della vostra associazione? Io so qual è, lo vedo dalla mail. E’ un dovere di chiarezza. Del resto, se siete così orgogliosi della Valtorta, perchè essere così pudibondi nel rivelare il nome del vostro gruppo?
La ringrazio per la correzione del precedente post.
Chiarisco che non si tratta di pudicizia o di non firmarsi.
Io come già detto sono solamente un lettore dell’Opera Valtortiana o come preferisce indicare lei un ‘fan’ ma non appartengo a nessuna associazione.
L’e-mail ( che lei vede ) è semplicemente quella della mia posta privata ( come rischiesta dal sito che mi ospita ) e non richiama ad altro.
E’ per questo che, essendo personale, preferisco tutelare la mia privacy su internet, semplicemente questo, sempre per lo stesso motivo, come peraltro è d’uso comune, uso un nickname.
Invece il forum, raggiungibile cliccando sul mio nome, come ha senz’altro avuto modo di vedere, è stato appena aperto dal sottoscritto e non contiene praticamente nulla. Ho pensato di elaborare una serie di schede di studio e di approfondimento che fossero fruibili dal sottoscritto ed eventualmente a servizio anche di altri. Visto che l’ho aperto, l’ho usato anche per preparare i miei post di risposta su questo sito visto che dispone di una interfaccia più pratica che mi consente di correggere eventuali errori.
Dato che già da tempo conosco il circuito forumfree ho pensato di aprire lì un punto di supporto per le mie esigenze. A dire il vero la spinta finale a questa idea è venuta proprio grazie al sito di Papale Papale che negli spazi che rende disponibili per i commenti richiede il nick, la mail e il website. Visto che non lo avevo per i primi post ho deciso finalmente di crearmene uno.
Ma dietro non c’è nessuna associazione visto che il forum, almeno per adesso, è visitato solo da me medesimo. Probabilmente è il nome che ho scelto che l’ha tratta in inganno…
Chiarito questo punto posso dire che per quanto riguarda la Valtorta penso che i punti di riferimento per ogni lettore valtortiano siano il Centro Editoriale Valtortiano che con l’invio gratuito del Bollettino Valtortiano
( semestrale ) informa sulle iniziative ed anche le due Fondazioni, nate pochi mesi fa, una che fa riferimento sempre al CEV ed è la Fondazione onlus Maria Valtorta e l’altra che fa riferimento alla Fondazione di Viareggio che è il luogo dove la mistica ha scritto la sua Opera ( entrambi facilmente reperibili in internet ).
Per il resto ho contatti via e-mail con altri appassionati dell’opera con i quali ci scambiamo pareri e commenti.
Tutto qui. Nessuna questione di onorabilità perchè come detto non ho problemi a dire che leggo l’Opera di Maria Valtorta. Ci mancherebbe altro…
Spero di aver chiarito e mi dispiaccio che lei insiste su questo punto del noi e voi.
Chiaramente lei è libero di pensare quello che le pare però, non è certo per polemizzare con lei, ma anche io non abdico alla mia definizione di cattolico perché appartengo alla Chiesa Cattolica Romana essendo battezzato e recitando ogni domenica lo stesso medesimo Credo che recita lei.
Oggi ho fatto una gita parrocchiale per la chiusura dell’anno catechistico. Siamo andati al santuario S.Maria a Pancole, San Gimignano e abbiamo fatto conoscenza con una giovane suorina dell’annesso monastero. Ci ha parlato della Beata Giulia da Certaldo eremita agostiniana del 1300, visto che nessuno di noi la conosceva ci ha menzionato proprio uno scritto di Maria Valtorta che in una delle sue visioni mistiche aveva ‘visto’ questa suora e l’aveva inizialmente confusa con Santa Caterina da Siena mentre invece era appunto la Beata Giulia.
Solo un piccolo aneddoto che proprio oggi, dopo le aspre polemiche che ho avuto su questo sito, mi ha rasserenato e fatto meditare.
Naturalmente se la mia presenza su questo sito non risulta a voi gradita non ho problemi a togliere il mio disturbo.
Ho appena letto la replica della Lance(l)lotta che ancora una volta elude la semplice domanda.
In un post riporta lo scritto della Chiesa:
“non possono essere ritenute…”
e il post successivo esprime il suo personale pensiero “non sono… PUNTO ! ”
Ho notato poi che dal ‘gentilissimo’ si è passati al ‘gentile’ e adesso si è omesso del tutto…
Non vorrei che di qui a poco passasse all’insulto !
Dato che la discussione, di fatto, non c’è mi dispiacerebbe insistere su questa strada.
terranova….
Sacra Congregazione per la Dottrina della Fede.
Prot. N. 144/58.
Roma 31 gennaio 1985.
Eminenza reverendissima, con lettera del 18 maggio pp, il Reverendo…chiedeva a questa Sacra Congregazione, una chiarificazione circa gli scritti di Maria Valtorta, raccolti sotto il titolo: “Il Poema dell’Uomo Dio”, e se esisteva una valutazione del Magistero della Chiesa sulla pubblicazione in questione con il corrispettivo riferimento bibliografico.
In merito mi pregio significare all’Eminenza Vostra – la quale valuterà l’opportunità di informare il reverendo … – che effettivamente l’opera in parola fu posta all’Indice il 16 Dicembre 1959 e definita da l’osservatore Romano del 6 gennaio 1960, “Vita di Gesù malamente romanzata”. Le disposizioni del decreto vennero ripubblicate con nota esplicativa ancora su l’Osservatore Romano del 1 Dicembre 1961, come rilevabile dalla documentazione qui allegata.
Avendo poi alcuni ritenuta lecita la stampa e la diffusione dell’Opera in oggetto, dopo l’avvenuta abrogazione dell’Indice, sempre su l’Osservatore Romano (15 Giugno 1966) si fece presente quanto pubblicato su A.A.S. (1966) che, benché abolito, l’ Index conservava tutto il suo valore morale, per cui non si ritiene opportuna la diffusione e raccomandazione di un’Opera la cui condanna non fu presa alla leggiera ma dopo ponderate motivazioni al fine di neutralizzare i danni che tale pubblicazione può arrecare ai fedeli più sprovveduti.
Grato di ogni sua cortese disposizione in proposito, profitto dell’occasione per confermarmi con sensi di profonda stima dell’Eminenza vostra reverendissima.
Dev.mo Joseph Cardinale Ratzinger.
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ergo, disse colui che oggi Cristo ha chiamato come suo Vicario:
1) …e se esisteva una valutazione del Magistero della Chiesa sulla pubblicazione in questione ……
2) …. effettivamente l’opera in parola fu posta all’Indice il 16 Dicembre 1959 e definita da l’osservatore Romano del 6 gennaio 1960, “Vita di Gesù malamente romanzata”….
3) benché abolito, l’ Index conservava tutto il suo valore morale, per cui non si ritiene opportuna la diffusione e raccomandazione di un’Opera la cui condanna non fu presa alla leggiera ma dopo ponderate motivazioni al fine di neutralizzare i danni che tale pubblicazione può arrecare ai fedeli più sprovveduti.
anno 1985
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anno 1992 l’ultima parola ufficiale, ad oggi, per conto della CEI:
- Proprio per il vero bene dei lettori e nello spirito di un autentico servizio alla fede della Chiesa, sono a chiederLe che, in un’ eventuale ristampa dei volumi, si dica con chiarezza fin dalle prime pagine che le “visioni” e i “dettati” in essi riferiti non possono essere ritenuti di origine soprannaturale, ma devono essere considerati semplicemente forme letterarie di cui si è servita l’Autrice per narrare, a suo modo, la vita di Gesù.
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la scrittura detta “automtica”, medianica, condannata da sempre dalla Chiesa come NON cristiana, l’ho portata perchè alla Valtorta è stata attribuita, dai suoi discepoli, alcune parti dell’Opera…. quindi la Chiesa ha ben ponderato l’Opera, anzi, come dice Ratzinger: la cui condanna non fu presa alla leggiera ma dopo ponderate motivazioni …
ora, ha un Documento Ecclesiale, magisteriale, della CdF che dica il contrario?
se è si, lo porti, se è no, si metta l’anima in pace….
gentilissimo terranova, sopra qui dice:
Ho appena letto la replica della Lance(l)lotta che ancora una volta elude la semplice domanda.
In un post riporta lo scritto della Chiesa:
“non possono essere ritenute…”
e il post successivo esprime il suo personale pensiero “non sono… PUNTO ! ”
Ho notato poi che dal ‘gentilissimo’ si è passati al ‘gentile’ e adesso si è omesso del tutto…
Non vorrei che di qui a poco passasse all’insulto !
Dato che la discussione, di fatto, non c’è mi dispiacerebbe insistere su questa strada.
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presumo intenda questa mia ultima risposta…. ma se lei rilegge attentamente, quei termini: ” non sono” o “non possono essere essere ritenute”, non sono le mie parole
non mi dia la conferma che lei questi Documenti non li ha letti affatto…. sono parole ufficiali del Documento, dei tre per la precisione….
1. Ratzinger nel 1985: per cui non si ritiene opportuna la diffusione e raccomandazione di un’Opera la cui condanna non fu presa alla leggiera ma dopo ponderate motivazioni al fine di neutralizzare i danni che tale pubblicazione può arrecare ai fedeli più sprovveduti.
2. Documento della CEI 1992: si dica con chiarezza fin dalle prime pagine che le “visioni” e i “dettati” in essi riferiti non possono essere ritenuti di origine soprannaturale,…
il mio dire “PUNTO” non significa altro che, al momento ad oggi, la Chiesa ha parlato e bisogna usare LE SUE PAROLE non le nostre….
non è importante se una dolcissima monaca o un grande cardinale dicano il contrario o usano i testi dell’Opera valtortiana definendola ancora ispirata…. in questi casi è VINCOLANTE la parola della Chiesa… e tale parola si è espressa con quei termini:
- non è opportuna la sua diffusione;
- non possono essere ritenuti di origine soprannaturale
PUNTO
quando lei avrà nuovi Documenti, li leggeremo insieme e faremo un bellissimo nuovo articolo…. ma al momento questa e non altra, non la nostra opinione personale, è la parola della Chiesa…
Mi dispiace se per lei questo tono è duro, ma come insegna Cristo, il vostro parlare sia “si, si – no, no”….. è più doloroso piuttosto constatare quanto si disobbedisce ai Documenti ufficiali della Chiesa…. ma di questo nessuno dei critici avverte sofferenza…
Provo a spiegarle…
lei nelle sue risposte più volte scrive:
NON CONSTANT DI SOPRANNATURALITA’… punto!! ( commento 2710 )
la Chiesa ha solo dato la sua PAROLA,DICENDO UN CHIARO “NON CONSTANT DI SOPRANNATURALITA’…” ( commento 2738 )
Mi perdoni la franchezza ma letteralmente lei non si rende nemmeno conto di quello che dice e usa in modo improprio i termini che usa la Chiesa.
Se avesse letto il commento di Marcello sopra si sarebbe resa conto che:
Per la valutazione delle apparizioni e dei messaggi, come dice la teologia romana, esistono tre formulazioni classiche:
1. constat de non supernaturalitate: l’apparizione è condannata
2. constat de supernaturalitate: l’apparizione è approvata
3. non constat de supernaturalitate: non si è al momento in grado di affermare che il fenomeno sia di origine soprannaturale, ma neppure si è in grado di smentire categoricamente tale possibilità.
Come vede quello che lei continua a sbandierare è errato, o meglio è errato il suo modo di interpretare questa valutasione ecclesiale.
La Chiesa nel caso Valtorta si è espressa con:
non constat de supernaturalitate
che non vuol dire affatto quello che pensa lei…
lei intende come se la Chiesa si fosse pronunciata con un constat de non supernaturalitate ossia condanna ! Ma non è così !
Quando io le faccio notare che la Chiesa dice:
“non possono essere ritenute”
mentre lei scrive:
“non sono”
intendo farle notare questa sua contraddizione.
Questo è proprio il concetto che le dicevo prima inerente la prudenza. La Chiesa, prudente dice, non constat de supernaturalitate ovvero al momento non si è in grado di dire se sono soprannaturali, non è un riconoscimento ma neppure una condanna.
Mastino, se legge il post precedente, riconosce che la Chiesa è stata vaga : “Al momento Roma è autrice solo di un documento molto vago e piuttosto scettico sul caso”.
E’ certamente un giudizio non positivo ma neppure una condanna come continua, in modo errato a sostenere lei.
Spero di essere stato capace di spiegarmi. E spero che una buona volta lei sia in grado di comprendere, nell’interesse di tutti, compreso il suo.
Ad ogni modo sono disponibile a chiarire meglio nel caso ci siano ancora delle precisazione da fare.
Le confermo infatti che io non ho nessun sentimento di avversione nei suoi confronti e quello che cerco è solo un pacato dialogo.
Stamo a spaccà il capello in quattro… e tutto il resto in sei spicchi! Nun so si rendo l’idea de che vojo di’….
Sì, da un certo punto di vista condivido con lei questa osservazione, sopratutto perché il campo delle valutazioni teologiche non è certo il mio campo.
In effetti la possiamo considerare una sottigliezza giuridica, ma, in casi delicati come questo, occorre tenere di conto anche delle sottigliezze giuridiche perché quando si entra nel campo giuridico certe sottigliezze non sono più sottigliezze ma cose molto grosse !
Basti pensare che da quello spicchio grande un ventiquattresimo del capello magari si può arrivare a condannare o prosciogliere una persona accusata di un reato.
Se si scrive: “non constat de supernaturalitate” non si può poi scrivere che la Chiesa ha emesso un giudizio di condanna !
Sarò certamente un pignolo io, su questo non si discute, certamente lo sono per mio difetto, però quando si trattano temi delicati come questo un minimo di attenzione ci vuole.
Tra l’altro non sono il solo pignolo perché nel suo post anche il Sig. Marcello aveva scritto in modo illuminante:
“Lei “interpreta a modo suo” la rigorosa terminologia usata dalla Chiesa e – con una forzatura- colloca l’Opera della Valtorta in una categoria che non è quella indicata”.
Più chiaro di così…
almeno un atto di onestà intellettuale mi sembrerebbe doveroso, sopratutto per la signora Caterina63 stessa.
No gentile terranovas
nel caso di un Documento della CdF non c’è interpretazione che tenga, un NON CONSTANT DI SOPRANNATURALITA’ non ha altre interpretazioni… il grado lo ha detto Ratzinger nel 1985 quando ha detto:
- per cui non si ritiene opportuna la diffusione e raccomandazione di un’Opera la cui condanna non fu presa alla leggiera ma dopo ponderate motivazioni al fine di neutralizzare i danni che tale pubblicazione può arrecare ai fedeli più sprovveduti.
per questo continuo a dirle che lei cerca una via, una scorciatoia per ELUDERE l’affermazione chiara della CdF e le dico sempre: PUNTO! oppure che lei non ha letto bene questi Documenti
l’Opera della Valtorta, risponde Ratzinger al cardinale Siri: è stata giudicata DOPO PONDERATE VALUTAZIONI e ancora dice: LA CONDANNA NON FU PRESA ALLA LEGGERA…
come legge bene c’è il termine CONDANNA! per questo non ho risposto neppure a chi faceva le pulci alle possibili interpretazione del NON CONSTANT DI SOPRANNATURALITA’
qui è chiaro:
- la decisione non fu presa alla leggera,
- dopo ponderate valutazioni
- LA CONDANNA… ossia, NON E’ SOPRANNATURALE!
non c’è altro da aggiungere ma da obbedire
Vabbè… se non vuole capire mi arrendo !
“non constat de supernaturalitate” non è la stessa cosa di “constat de non supernaturalitate” come sostiene lei.
Non c’è da ubbidire o da aggiungere o da interpretare, è solo questione di onestà intellettuale.
un NON CONSTANT DI SOPRANNATURALITA’ non ha altre interpretazioni… se e quando il grado viene definito dal Prefetto della CdF
e Ratzinger, divenuto poi Pontefice, disse nel 1985 :
– per cui non si ritiene opportuna la diffusione e raccomandazione di un’Opera la cui condanna non fu presa alla leggiera ma dopo ponderate motivazioni al fine di neutralizzare i danni che tale pubblicazione può arrecare ai fedeli più sprovveduti.
L’ultima risposta anche al di fuori della CdF ma che provenendo dalla CEI coinvolge all’obbedienza tutti i Vescovi, è quella appunto nella quale l’allora Segretario Tettamanzi disse e ripetè la condanna:
- si dica con chiarezza fin dalle prime pagine che le “visioni” e i “dettati” in essi riferiti non possono essere ritenuti di origine soprannaturale,…
PUNTO!!
sa leggere il significato delle parole?
1. SI DICA CON CHIAREZZA
2. FIN DALLE PRIME PAGINE
3. CHE LE VISIONI E I DETTATI IN ESSI RIFERITI
4. NON POSSONO ESSERE RITENUTI DI ORIGINE SOPRANNATURALE…
punto!
se domani la Chiesa cambierà idea ne spiegherà anche le ragioni, al momento c’è un NON CONSTANT sulla soprannaturalità dell’Opera. non c’è altro da dire o da capire gentile terranovas, l’atto di disonestà intellettuale è suo non mio, perchè io sono ignorante e capisco solo il linguaggio diretto ecclesiale, quanto alle perniciose giustificazioni intellettuali le lascio a lei e a quanti vogliono giustificare la disobbedienza a dei Documenti così chiari!
Lei potrà pensare ciò che vuole di quest’opera,può incensarla e metterla anche sul leggio in casa sua, ma non ha alcun diritto di dire che i Documenti riportati non sono chiari e non dicano ciò che intendono dire… questo è l’unico vero grado di onestà intellettuale del CREDENTE…
Io non ho fatto un atto di disonestà intellettuale, come mi sta accusando, perchè non ho mai sostenuto che l’Opera di Maria Valtorta è soprannaturale, mi adeguo infatti al pronunciamento della Chiesa. Però a questo pronunciamento ci si deve adeguare anche lei e non si può permettere di accusare altre persone di disubbidienza alla Chiesa in modo gratuito.
Le ripeto il problema, per la valutazione esistono tre formulazioni:
1. constat de non supernaturalitate: l’apparizione è condannata
2. constat de supernaturalitate: l’apparizione è approvata
3. non constat de supernaturalitate: non si è al momento in grado di affermare che il fenomeno sia di origine soprannaturale, ma neppure si è in grado di smentire categoricamente tale possibilità.
Le faccio quindi una domanda facile facile e vediamo se stavolta si degna di dare una risposta che sia degna di una discussione.
Lasciamo pure perdere il caso Maria Valtorta che stiamo dibattendo,
che differenza c’è tra il pronunciamento n° 1 e il pronunciamento n° 3 ?
Sono la stessa identica cosa ? Oppure sono due pronunciamenti diversi ?
E già che ci siamo mi dica se
“non possono essere ritenuti di origine soprannaturale”,
in italiano, ha lo stesso identico significato di
“non sono di origine soprannaturale” ?
Vuole essere così cortese da rispondere a questa domanda che a me sembra di una semplicità imbarazzante ?
gentile terranova, lei dice:
Io non ho fatto un atto di disonestà intellettuale, come mi sta accusando, perchè non ho mai sostenuto che l’Opera di Maria Valtorta è soprannaturale, mi adeguo infatti al pronunciamento della Chiesa. Però ….
***
mi perdoni ma la sua è una contraddizione in termini, perchè nell’articolo io non discutio di altro, quindi quel suo “però” non mi riguarda….
comprende?
se la sua posizione è quella delle prime tre righe, condivido pienamente, perchè l’articolo parla solo di questo, cioè, che NON è un’opera soprannaturale, punto!
il resto non mi interessa…
Ora, poichè la sua domanda è pertinente all’articolo, mentre le precedenti sue chilometriche asserzioni non lo erano, vengo direttamente alla sua domanda:
Lasciamo pure perdere il caso Maria Valtorta che stiamo dibattendo,
che differenza c’è tra il pronunciamento n° 1 e il pronunciamento n° 3 ?
Sono la stessa identica cosa ? Oppure sono due pronunciamenti diversi ?
(chiariamo una volta per tutte: io non dibatto affatto “il caso” Valtorta, l’articolo si fonda esclusivamente sulla denuncia della Chiesa che l’opera non è soprannaturale, punto)
La differenza gliel’ho sottolineata molte volte, ma provo a specificarla ulteriormente
qui ci troviamo solo nella seconda opzione, comprende?
e questa è stata dichiarata “non soprannaturale”….
quindi non interessa al nostro caso, la condanna è di tipo 2 e riguarda L’OGGETTO, l’Opera.
Non si è parlato di apparizioni condannate perchè l’opera sarebbe stata scritta sia dalla Valtorta per cause interiori e non sempre visioni, e perfino attraverso la scrittura automatica, forma soprannaturale che la Chiesa esclude categoricamente essere una forma cristiana!
Dunque la Chiesa si è pronunciata soltanto sull’ ORIGINE DELL’OPERA
il punto 3 da lei menzionato non è mai stato pronunciato dai Documenti riportati
Infine lei mi chiede:
E già che ci siamo mi dica se
“non possono essere ritenuti di origine soprannaturale”,
in italiano, ha lo stesso identico significato di
“non sono di origine soprannaturale” ?
nel linguaggio conciliare della Chiesa si
e questo perchè la Chiesa stessa spinge il credente a maturare le decisioni che Essa prende in virtù di dichiarazioni GIA’ EMESSE….
cosa significa? Che prima del Concilio bastava un unico Documento al quale appellarsi, oggi, come lei stesso può vedere e solo in questo caso, ce ne sono già tre, ma tutti e tre dicono la medesima sentenza….il tono diverso del 1992 non significa un cambiamento di rotta o una diminuizione della condanna, esso si rifà alle parole espresse da Ratzinger nel 1985: “per cui non si ritiene opportuna la diffusione e raccomandazione di un’Opera la cui condanna non fu presa alla leggiera ma dopo ponderate motivazioni al fine di neutralizzare i danni che tale pubblicazione può arrecare ai fedeli più sprovveduti”.
il termine CONDANNA chiarisce la chiave di lettura dei documenti in questione….
Spero di averla aiutata ad una più chiara comprensione.
No, affatto…
con le mie precedenti domande mi sembrava di essere riuscito ad incanalare la discussione in modo che tutto potesse essere più chiaro mentre invece questa sua risposta complica nuovamente tutto.
L’ho riletta un paio di volte e…. sarà per il caldo, sarà per le mie scarse capacità intellettive non c’ho capito niente !
Guardi, proprio perché sono realmente convinto della sua buona fede, invece di rispondere subito mi prendo una pausa per cercare di capire quello che lei intende affermare con la sua contorta risposta.
E’ un non-dialogo tra muti, che non potrà spostare di una virgola nessuno dei due. Ma resta il fatto che i documenti della Santa Sede a proposito del caso Valtorta ci sono. Interpretazioni delle interpretazioni non servono: sono chiari. E’ arrivato il momento di chiudere la discussione, direi… dura da un mese: è troppo.
Concedimi Mastino di offrire a terranovas che ama contraddirsi un ultimo Documento a riprova della verità che umilmente portiamo, dopo di che possiamo chiudere con la parola, appunto della Chiesa:
1) Non è assolutamente valida l’interpretazione data da alcuni di una Decisione approvata da Paolo VI il 14 ottobre 1966 e promulgata il 15 novembre dello stesso anno, in virtù della quale potrebbero essere liberamente diffusi nella Chiesa scritti e messaggi provenienti da presunte rivelazioni. Dette decisione si riferiva in realtà all’“Abolizione dell’Indice dei libri Proibiti”, e stabiliva che – tolte le censure relative – rimaneva tuttavia l’obbligo di non diffondere e leggere quegli scritti che mettono in pericolo la fede e i costumi.
2) Si richiama però che per la diffusione di testi di presunte rivelazioni private, rimane valida la norma del Codice vigente, can. 823 § 1, che dà diritto ai Pastori di “esigere che vengano sottoposti al proprio giudizio prima della pubblicazione gli scritti dei fedeli che toccano la fede o i costumi”.
Congregazione Dottrina della fede 1996
PUNTO!
le donne se non hanno l’ultima parola crepano….
non a caso la Chiesa è Donna
Perché amo contraddirmi ?
Ma da quale cilindro tira fuori questa gratuita accusa ?
Il ‘linguaggio conciliare’ secondo il quale “non possono essere ritenuti” sarebbe la stessa cosa, in italiano, di “non sono ritenuti” risiede solo nella sua volontà di manipolare i fatti in modo diverso da quello che sono.
Lei è libera di mettere i suoi PUNTO dove meglio crede ma i pochi punti che metto io nei miei post è pregata di leggerli e sopratutto di rispettarli, sempre tenendo conto delle regole della grammatica, s’intende !
Se scrivo un punto e proseguo con il “però” è chiaro che ho cambiato il discorso, il punto non è una virgola. Lei non tiene conto di questo punto e addirittura mi trova una contraddizione… incredibile ! Ma è sicura di non avere avuto frequentazioni con i TdG ? Il metodo di ragionamento è lo stesso… identico e sputato.
Mi perdoni Mastino ma il non dialogo non mi sembra tra muti ma piuttosto tra ciechi visto che i post non vengono nemmeno letti e le risposte sono un coacervo confusionario che sistematicamente elude le risposte più semplici.
E francamente mi sembra che nemmeno il vostro sito ci faccia una bella figura con questo modo di procedere che a mio avviso offende addirittura il nome che gli è stato conferito.
Possibile che si possa affermare che la condanna è sull’origine soprannaturale dell’Opera quando invece è palese che il riferimento è alla condanna intesa come la messa all’indice dell’Opera ?
Possibile che non si riesca a capire che il “constat de non supernaturalitate” NON E’ LA STESSA COSA del “non constat de supernaturalitate” ?
Possibile che la sig.ra Caterina usi indifferentemente i due termini a proprio piacimento e libero arbitrio senza rendere conto, non dico alla Chiesa, ma al rispetto di coloro che leggono queste boiate in libertà ?
Pieno rispetto alla Chiesa e ai suoi pronunciamenti, ho sempre sostenuto, ma in questo caso è così chiaro che si vuole andare oltre agli stessi per far dire alla Chiesa parole che non ha mai pronunciato e che vengono ripetute come se questo concorresse a farle diventare vere.
La Chiesa ha detto che le visioni e i dettati NON POSSONO ESSERE RITENUTI DI ORIGINE SOPRANNATURALE.
Caterina63, suo malgrado, anche lei deve prendere queste parole per quelle che sono e il suo “non sono di origine soprannaturale” è così evidente che è e rimane una sua interpretazione che pure un bambino è capace di confutare e smontare.
Lei ha intrapreso una battaglia sbagliata e la sua cocciuta e certamente poco umile e assai lontana ricerca della verità l’ha portata a scrivere cose che definire imbarazzanti e ridicole è poco conto.
Accolgo l’invito di Mastino e tolgo il disturbo e volentieri le lascio l’ultima parola…. ne faccia buon uso.
Ho 77 anni ma solo qualche mese fa ho sentito parlare di Maria Valtorta: ho letto un articolo di Antonio Socci e ascoltato un discorso di Padre Livio su Radio Maria, entrambi entusiasti degli scriitti di questa “mistica”. Da allora ho cercato di approfondire leggendo una buona parte di quanto si trova nel sito del Centro Editioriale Valtortiano . All’inizio sono rimasto perplesso per il “costo” non indifferente di questi volumi , pensando all’interesse economico di chi li vende,ma poi ho scoperto che li potevo scaricare gratuitamente ed inserire nel mio “tablet” e così ho cominciato a leggere sdraiato al sole di questa estate. Da parte mia ho superato agevolmente le perplessità suscitate dall’atteggiamento della Chiesa riguardo a questi scritti e sono rimasto veramente affascinato dalla lettura di alcune diecine di capitoli dell’”Evangelo”: preciso che non sono un lettore abituale di libri religiosi e mi sono meravigliato del desiderio di “scoprire” un nuovo capitolo non appena ne avevo terminato uno. Nella mia mente è apparsa una nuova visione della vita di Gesù, più vicina ai problemi umani, che ha esaltato la novità rivoluzionaria del suo messaggio di amore.
A questo punto, prima di proseguire in queste letture, ho cercato, sempre su internet, qualche pensiero contrario alla Valtorta: E così sono finito sul Vostro “sito” a me fino a pochi giorni fa del tutto sconosciuto.
Ho letto tutto quanto scritto da Tea Lancillotti e il non breve successivo dibattito: a mio avviso, a parte gli spu nti polemici talvolta eccessivi, , ho trovato il dibattito serio e meritevole di essere apprezzato per le idee espresse da entrambe le parti e per questo ringrazio tutti quelli che vi hanno preso parte.
Per quello che riguarda la questione dell’opera della Valtorta, lungi dal poter trarre una conclusione per l’intanto mi è venuto in mente un certo parallelismo con le apparizioni di Medjougorje: la Chiesa non le riconosce ma certamente non condanna centinaia, anzi migliaia di Sacerdoti che Vi celebrano la Santa Messa e milioni di pellegrini che accorrono a quella Chiesa per ascoltare i veggenti e stanno ore e ore sotto il sole per confessarsi ( come può l’albero cattivo dare frutti buoni? Cfr articolo di Vittorio Messori ci circa un anno fa sul “Corriere della Sera”). Ritengo pertanto di continuare a leggere questo “Evangelo” non indagando se sia frutto di una visione o di una fantasia ma guardando al contenuto che almeno per quello che ho letto sinora, mi appare molto consolante e conforme all’insegnamento religioso della Chiesa che, giustamente, è perplessa rispetto a talune affermazioni della Valtorta sull’origine dell’opera.
Sergio, legga qui:
http://www.papalepapale.com/develop/non-e-vero-ma-ci-credo-medjugorjein-principio-era-il-maligno-poi-fu-il-verbo-forse/
Grazie; ho letto tutto d’un fiato e complimenti per la davvero originale interpretazione di Medjougorje!
Mi perdoni Sergio ma è un azzardo fare un paragone fra la Valtorta e le apparizioni di Medjugorje
primo perchè quelle della Valtorta NON sono apparizioni, secondo perchè ci sono stati ben tre pronunciamenti ufficiali che negano, all’opera valtortiana, la provenienza divina…. e chi fece quelle affermazioni è diventato ad oggi sommo Pontefice, Benedetto XVI
Il caso Medjugorje è molto differente, è tutt’altra cosa e potrebbe risultare autentica, mentre per l’Opera valtortiana nopn c’è affatto alcun cambiamento all’orizzonte….
la CdF già disse che non c’era alcuna commissione da farsi ritenendo le parole di Ratzinger come definitive….
Quindi, pur non traendo alcuna conclusione sulla questione valtortiana, ciò che è stato fatto è di portare i Documenti ufficiali che danno ai fedeli le indicazioni di come comportarsi davanti a questi scritti… tutto qui….
Sul caso Medjugorje attendiamo che la Commissione aperta dal Pontefice si esprima…. nel frattempo, dire I ROSARI, PREGARE, DIGIUNARE, FARE PENITENZA, CONVERTIRSI (tutti richiami attribuiti alla apparizione) non sono affatto messi in discussione… ma quando diciamo di convertirci alla Chiesa di Cristo, bisogna avere anche come norma L’OBBEDIENZA ai Documenti ufficiali della Chiesa…
tutto qui!
Sono d’accordo che non si debba riconoscere all’opera della Valtorta una provenienza divina, è anche deviante l’averla chiamata “evangelo” ma da questo a proibire o solo sconsigliare di leggerla ce ne corre ! Sarà pure una vita di Cristo romanzata ma a mio parere non si può dire “malamente romanzata”. Se non altro raccontare (o immaginare) tanti particolari e situazioni dettagliate senza mai contraddire l’insegnamento dei quattro vangeli canonici, non è cosa da poco.
A leggere poi la vita della Valtorta e il modo come ha composto l’opera e i particolari dei paesi e dei paesaggi descritti sorgono un’infinità di domande destinate a rimanere senza risposta.Complimenti comunque a Caterina63 per la tenacia con la quale difende le sue tesi, in modo molto più energico di quello usato dalla Chiesa!
Sergio…. per essere cattolici il suo, o il mio parere, non conta
la Chiesa non è una democrazia e non è soggettiva…. essa si esprime con DOCUMENTI provenienti da Congregazioni che portano la firma del Pontefice, ergo sono richieste e definizioni DISCIPLINARI….
lei è libero di leggere quel che vuole, ma non ha alcun diritto di affermare che “ce ne corre “…. colui che disse che quello scritto è ROMANZATO è colui che la Provvidenza ha scelto pure come Pontefice…. e che all’epoca si esprimeva come Prefetto per la CdF….
Se vuole una Chiesa democratica o liberale, ci sono i protestanti…. se vuole una Chiesa che segue delle regole ascolti allora cosa dicono le Congregazioni e faccia ogni sforzo per applicare quanto si chiede, se ci saranno correzioni da fare, la Provvidenza non mancherà di intervenire
Il giorno 29/9/2012 verrà beatificato fr. Gabriele Allegra. Questo frate la cui biografia è facilmente rintraccaibile su internet, era una grande estimatore dell’opera Valtortiana. Per anni l’ha letta e diffusa instancabilmente. Ritengo che anche questo sia un tassello nel grande mosaico che una volta ricomposto farà emergere la grandezza di questo meraviglioso dono che Dio ha fatto all’umanità con -L’evangelo come mi è stato rivelato-.
Buongiorno a tutti, è la prima volta che scrivo qui.
Sono uno studente dell quinto anno di Teologia e ho trovato molto interessanti gli articoli di questo sito: complimenti per la vostra attività.
Dopo questa lunghissima discussione sulla Valtorta forse sembra superfluo aggiungere ancora qualcosa ma, se non disturbo, avrei piacere di dire alcune cose.
Effettivamente la discussione è spesso sembrata un dialogo tra sordi diviso tra chi è pro e chi è contro l’opera della Valtorta, pur non essendo mai una discussione sterile.
Allora vorrei sottolineare il nocciolo della questione sollevata dall’articolo.
La Lancellotti mostra chiaramente il modo in cui si è espressa la Chiesa, o meglio, il magistero ecclesiale per mezzo della Congregazione della dottrina della fede. Faccio questa precisazione solo perché usando l’espressione “la Chiesa ha detto…” o “la Chiesa insegna…” ci possono essere fraintendimenti riguardo al grado magisteriale in questione. Oltretutto, essendoci anche dei Cardinali e dei prossimi beati tra i difensori dell’opera viene da chiedersi se appartengono alla categoria “Ecclesia magistra” oppure no. L’autrice ricorda e mostra chiaramente che l’unico valore magisteriale UFFICIALE appartiene alla CdF (dopo che al papa), e non c’è altro da aggiungere perché è bene che all’interno della Chiesa ognuno svolga il proprio compito. Di per sé l’essere santo, beato o cardinale non conferisce automaticamente autorità magisteriale a nessuno.
Detto questo, il magistero si è espresso solo ed esclusivamente sulla vera o presunta origine soprannaturale dell’opera, e non sul contenuto. E il giudizio ufficiale (e tutt’ora in vigore) si è espresso in termini di condanna riguardo all’origine soprannaturale. Perciò un cattolico, in obbedienza, è tenuto a non considerare l’opera di origine soprannaturale. Punto.
Di conseguenza il magistero “ne SCONSIGLIA la lettura per i pericoli che possono sussistere nei fedeli più sprovveduti”. Che significa? Che non posso leggerla? Che se la leggo faccio peccato? No!
Premesso che un consiglio non è un ordine, significa che, se appartengo alla categoria del fedele sprovveduto (a ognuno il compito di scoprire se vi appartiene e cosa significhi) e se ritengo che l’opera sia di origine soprannaturale, possono sorgere pericoli (derivanti dal considerare parola di Dio ciò che, secondo la CdF, non lo è).
Anche la presunta risposta della Madonna a Medjugorie (sempre che sia reale) non dice nulla sull’origine soprannaturale o meno, ma dice semplicemente: “Potete leggerla”. E questa risposta non è in contraddizione coll’esposto della CdF. Nel caso della Valtorta si disobbedisce al magistero solo se la si considera di origine soprannaturale.
Quindi, “il contenuto dell’opera è da ritenersi frutto delle riflessioni della signorina Valtorta”.
A questo punto troverei corretto parlare del contenuto dell’opera perché l’autrice dell’articolo (a mio giudizio, uscendo dal soggetto principale dell’articolo, che è l’origine dell’opera) ne cita alcuni episodi e personaggi in modo molto superficiale e attirandosi (giustamente) tutte le critiche di chi l’opera l’ha letta per davvero (non me ne voglia l’autrice se anche a me pare che lei l’opera non l’abbia affatto letta integralmente, come invece sostiene).
Se la Lancellotti non avesse incluso nel suo articolo i riferimenti al contenuto mi sarei fermato qui, ma visto che ne ha parlato devo proseguire.
E dunque, perché “L’evangelo come mi è stato rivelato?” ha suscitato e continua a suscitare questo interesse?
Provo a spiegarlo.
- Dal punto di vista letterario L’Evangelo come mi è stato rivelato è a tutti gli effetti un romanzo storico che racconta una vita di Gesù, con numerosi episodi non contenuti nei vangeli canonici.
- La composizione dell’opera è davvero singolare perché (caso unico nella storia della letteratura) la composizione dei 652 capitoli è avvenuta nell’arco di una ventina d’anni in modo assolutamente disarticolato e senza seguire alcun ordine prestabilito. Inoltre le correzioni o ripensamenti sono pressoché assenti nel manoscritto, dimodoché la prima e unica stesura è ciò che è stato poi pubblicato. Solo in fase di pubblicazione però i capitoli sono stati ordinati dal 1° al 652°. Con tutto ciò, l’opera mantiene sempre un’armonia e una concordanza nelle vicende dei numerosi personaggi presenti, inattaccabile.
- Nell’opera sono citati centinaia di luoghi e città, alcuni noti solo a biblisti esperti, altri sconosciuti anche a questi ultimi, che sono collocati geograficamente in modo totalmente esatto. Anche la citazione delle zone e delle porte della Gerusalemme dei tempi di Gesù è conforme alla reale pianta topografica della città prima della distruzione da parte dei Romani.
Interessante poi sono dei particolari come il fatto che Betsaida venga collocata dalla Valtorta in riva al mar di Galilea mentre le sue rovine oggi sono distanti 1,5 Km da esso: infatti all’epoca il livello del mare era più alto, come testimoniano i reperti orografici della zona.
- La descrizione della quotidianità e dei costumi dell’epoca è esatta in ogni sua parte. E’ verosimile infatti ogni accenno all’alimentazione locale e alle azioni normali svolte nel quotidiano per ciò che riguarda cibo, acqua e fuoco. Riguardo agli indumenti la descrizione delle filatteri e, frange e zizit ebraici è identica agli usi tradizionali.
-La descrizione degli spostamenti è fatta in modo preciso mostrando un’accurata conoscenza del sistema stradale romano e delle tecniche di navigazione dell’epoca sull’uso della vela.
- I personaggi presenti sono tantissimi e non se ne può parlare qui brevemente. Si può solo dire che ogni personaggio ha una psicologia ben precisa e sempre coerente lungo il racconto. Curioso il fatto che nel romanzo vengano fatti i nomi di 68 sinedristi (su un totale di 71), buona parte dei quali sono presenti in documenti storici che ne attestano l’esistenza. In questo caso la ricostruzione storica della Valtorta è davvero meticolosa e realistica.
- Interessante tutta la parte relativa alla numismatica e alle unità di misura (peso e lunghezza): la ricostruzione storica è eccellente e possiamo renderci conto appieno del significato e del valore che avevano i talenti (unità di peso), gli stateri, i didrammi, i sesterzi, i denari e gli assi (per citarne solo alcuni). Molto affascinante anche il fatto che trenta denari fosse il costo di un agnello destinato all’immolazione…
- La descrizione della flora palestinese è precisa e corretta in ogni suo punto.
- La descrizione architettonica di monumenti e città (ad esempio di Antiochia e delle sue oltre cento torri) è molto verosimile confrontandola con i disegni fatti da viaggiatori antichi in terra santa (lo so che Antiochia si trovava nell’attuale Turchia…). Curiosa la descrizione della tomba di Rachele che è esattamente come si mostrava prima dei rifacimenti fatti nei tempi moderni. Ancora più curiosa la descrizione della planimetria di una delle dimore di Lazzaro sul monte Sion a Gerusalemme perché corrisponde esattamente alla pianta delle rovine che si trovano oggi sotto al Wohl Museum of Archeology di Gerusalemme, sito proprio sul monte Sion.
- Infine la parte meglio raccontata: i discorsi di Gesù. Dai vangeli sappiamo che Gesù ha evangelizzato per tre anni tutta la Palestina. Ora, se sommiamo tutti i suoi discorsi presenti nei vangeli e li leggiamo da capo a fondo arriviamo a circa tre ore e mezza di discorso, oltre al fatto che lo stile è corto e stringato. E’ inverosimile pensare però che Gesù, arrivato in una nuova città, parlasse solo per cinque minuti (vedi il discorso delle beatitudini sul monte, ad esempio) e poi andasse via. Giustamente la Valtorta, nel romanzare i discorsi, li rende molto più ricchi di particolari tipici dell’oratoria: la Valtorta ha utilizzato i discorsi presenti nei vangeli come se fossero dei riassunti (o degli appunti) ricostruendo il discorso completo. Compositivamente parlando è l’esatto processo opposto al riassumere.
Impressionante come questi discorsi reimmaginati dalla Valtorta siano ricchi e teologicamente inattaccabili, rendendo vivi i concetti che l’attuale teologia tende sempre più a dimenticare e/o sopprimere (posso dire che in Facoltà teologica, almeno nella mia, la Madonna è quasi dimenticata, e i teologi protestanti spadroneggiano su tutto. Hanno poi una capacità di confondere ciò che è semplice che definire “diabolica” è poco… Hanno sostituito Gesù con l’idolatria della “cultura su Gesù”… Scusate la parentesi).
I discorsi di Gesù narrati sono almeno un centinaio e tutti, letterariamente e teologicamente parlando, straordinariamente efficaci. L’insegnamento cattolico, quello della tradizione espresso così bene dalla Bibbia e dal catechismo di Pio X (il catechismo utilizzato dalla Valtorta) è presente in modo mirabile lungo tutto il romanzo ed è l’anima del racconto.
Che dire? Non male per una signorina costretta a letto da una paralisi per gli ultimi trent’anni della sua vita senza possibilità alcuna di consultazione oltre alla Bibbia e al catechismo!
Per concludere (perdonate la lunghezza), dato che quest’opera non può ritenersi di origine soprannaturale, personalmente ritengo che “le riflessioni della signorina Valtorta” siano un’ottima e illuminante lettura, migliore di tonnellate di letture pseudo-cattoliche contemporanee di cui è difficile spesso riconoscerne l’origine cattolica o protestante.
E’ inoltre un caso letterario senza precedenti nella storia della letteratura.
Le affermazioni della Valtorta che invece si riferiscono a un’origine soprannaturale dello scritto, a questo punto sono da ritenersi frutto dell’umiltà della stessa, la quale non vuole meriti per un’opera così mirabile. E’ ovvio.
Consiglio perciò a tutti i fedeli non-sprovveduti la lettura integrale di quest’opera, a patto che non la reputino di origine soprannaturale, perché è evidente (visti i numerosi frutti di conversione autentica che essa ha prodotto) che lo Spirito Santo si sia servito di essa.
Saluti
Il suo intervento, devo riconoscerlo, è mirabile. E’ il primo “studente al quinto anno di teologia” che incrocio a dire cose sensate.
Onorato di non aver ricevuto una stroncatura immediata.
E’ che ormai al solo sentire nominare a scuola Barth o Bonhoffer (con tutto il rispetto per la sua vicenda umana) mi viene l’ittero.
Eppure san Paolo più chiaro di così non poteva essere: “Cristo mi ha mandato a predicare, non però con un discorso sapiente, perché non venga resa vana la croce di Cristo”. (1Cor 1,17)
Non è difficile…
Ringrazio Teofilo per il suo intervento , per me davvero chiarificatore. Dopo i dubbi fatti sorgere dalle pur ragionevoli osservazioni di Cateruina 63, penso di riprendere a leggere con serenità l’opera della Valtorta.
Clap clap clap !
Un applauso per il suo intervento “amico di Dio”
Davvero un post molto bello, interessante e chiarificatore.
Inoltre è anche estremamente aggiornato circa gli ultimi studi di provenienza transalpina che sono stati fatti nel merito degli scritti valtortiani. Ci sarebbero tante cose sulle quali discutere. Ma mi fermo qui limitando il mio post agli applausi e ai complimenti per quanto ha scritto.
Mi permetto ancora di aggiungere qualche piccola osservazione.
Intanto ringrazio per l’apprezzamento Sergio e Terranovas, il quale ha giustamente riconosciuto che parte delle citazioni da me fatte sono tratte dall’ottimo saggio di Jean-François Lavère.
Ciò che voglio aggiungere verte su cosa è da intendersi per l’espressione “origine soprannaturale”.
E’ fuor di dubbio che l’opera della Valtorta risulti un’opera straordinaria relativamente al suo contenuto, infatti ci si chiede come sia possibile che una “signorina” in quelle condizioni possa aver scritto un’opera di tal genere.
Ebbene, bisogna specificare che “straordinario” è ben diverso da “soprannaturale”.
Per “straordinario” si intende qualcosa di fuori dell’ordinario, per “soprannaturale” si intende una situazione in cui si verifica un intervento divino.
Dal punto di vista antropologico nella storia sono state osservate tantissime capacità “straordinarie” possedute da persone di ogni estrazione sociale e appartenenti a diverse confessioni religiose: visione a distanza, telepatia, percezione del futuro, distinzione tattile dei colori, sdoppiamento corpo-anima (OBE), manipolazione della materia, visione di angeli e/o defunti ecc.ecc… e tutte queste capacità NON sono automaticamente collegate a un intervento soprannaturale. E se anche lo fossero non bisogna dimenticare che anche il demonio può fare o rendere capaci di miracoli.
Padre Pio è stato elevato agli altari non tanto per la vastissima casistica di fenomeni “straordinari” che hanno costellato la sua quotidianità, quanto piuttosto per l’eroismo della virtù.
Anche la capacità di “vedere il passato” (senza entrare nel merito della “cronovisione” di padre Ernetti), come può essere avvenuto nel caso della Valtorta in caso di veridicità del contenuto della sua opera, può essere frutto di capacità “straordinarie” e non “soprannaturali.
Infatti dal punto di vista fisico i fondamenti per rivedere il passato temporale sono già stati teorizzati, e tra questi studiosi vi è persino un fisico che è anche sacerdote: don Luigi Borello, che nel suo ormai introvabile libro “Come le pietre raccontano” spiega come in teoria sia possibile rileggere il passato indelebilmente registrato su base neutrinica… ma non aggiungo altro altrimenti vado fuori tema.
Se la Valtorta avesse avuto questa capacità avremmo un’opera che racconta episodi veri e che non è di origine soprannaturale.
Come vedete i “se” e i “ma” potrebbero proseguire ancora a lungo…
Ancora, quando il futuro Benedetto XVI in qualità di prefetto della CdF ci ricorda che “la condanna non è stata presa alla legg(i)era” bisogna davvero fermarsi un attimo a comprendere perché ha utilizzato un’espressione così poco magisteriale in una risposta ufficiale.
Alla CdF non vi lavorano impiegati stipendiati, ma bensì vi sono uomini di preghiera che hanno consacrato la loro vita a Dio e svolgono un importantissimo e delicatissimo ministero. Costoro, dopo attenta riflessione (che necessariamente implica la lettura integrale dell’opera) e dopo intensa preghiera hanno ritenuto opportuno non considerare l’opera “di origine soprannaturale”. I motivi che li hanno portato a questa decisione possono essere molteplici e non siamo tenuti a saperli.
Provo a fantasticarne qualcuno: 1) non c’è modo di appurare con certezza la soprannaturalità 2) Sembrerebbe di origine soprannaturale ma affermare che lo sia potrebbe solo provocare più danni che altro (i “Valtortiani” diventerebbero una setta che a quel punto leggerebbero solo più quello e non più la Bibbia) 3) in preghiera lo Spirito ha suggerito di dare questo responso ecc…
Perciò si obbedisca a Madre Chiesa come a un genitore che vuole solo il nostro bene (d’altronde se obbedire fosse sempre facile l’obbedienza non sarebbe una virtù…).
Un piccolo accenno al paragone con l’opera della Emmerich.
E’ vero che ci sono delle differenze e risulta lecito porsi la domanda se una versione escluda l’altra in caso di discordanze.
Bisogna dire però subito una cosa che caratterizza la genesi dell’opera della Emmerich: la sua redazione è avvenuta per mano del Brentano (poeta e scrittore suo amico) ascoltando il racconto da lei stessa e numerosi sono gli studiosi che ritengono che quest’ultimo abbia modificato o abbellito largamente lungo tutta l’opera. Questo, ad esempio, potrebbe essere il motivo delle differenze riscontrate nelle due opere. Ad ogni modo, per chi vuole togliersi lo sfizio, esiste in commercio un’edizione anastatica dell’opera della Emmerich con gli appunti manoscritti della Valtorta sulle differenze in questione.
Dico questo per mostrare che le divergenze tra le due opere non necessariamente inficiano la veridicità di una delle due.
Un’ultima osservazione ora sul fatto che alcuni sacerdoti hanno usato i testi della Valtorta a commento del vangelo domenicale.
Per chi non lo sapesse esiste una cosiddetta “sinossi Valtortiana” in cui il contenuto dei quattro vangeli è affiancato dai capitoli dell’ “Evangelo come mi è stato rivelato” che trattano gli episodi citati, per potere fare un confronto.
Ora, a qualsivoglia vangelo domenicale (la cui lettura può durare un paio di minuti o anche meno) corrispondono nell’opera della Valtorta almeno una ventina di pagine o anche più, la cui lettura renderebbe l’omelia davvero eterna (venti/trenta minuti) oltre che monotona per l’effetto che può creare un’omelia letta (s.Pio X diceva che un’omelia che dura più di dieci minuti è peccato mortale…).
Dal punto di vista pastorale ciò è deleterio. L’argomento pastorale mi tocca da vicino perché, se Dio vorrà, un giorno sarò sacerdote.
E’ bene quindi che l’opera della Valtorta rimanga ciò che è: una buona lettura spirituale. Stop.
A questo punto avrei davvero finito, e spero di non sollevare ulteriori dibattiti (ce ne sono già troppi oggi negli atenei del dialogo, nei salotti televisivi, in conversazioni con priori vari, che a forza di dialogare ci si è dimenticati del motivo per cui si è cominciato a dialogare. E l’evangelizzazione non è più tale perché è diventata un noiosissimo dibattito, in cui parole come “dialogo”, “sfida”, “riflessione” hanno preso ahinoi il posto a termini quali “Redenzione”, “Carità”, “Virtù”…).
Scusate la parentesi.
Le pagine che Gesù ha dettato o ispirato a Maria Valtorta sono meravigliose.
Soltanto chi le legge senza pregiudizi può comprendere questa verità.
Non c’è in esse un solo errore dottrinale. L’archeologia e i vari studi storiografici e geografici hanno confermato pienamente le descrizioni dei luoghi e le caratteristiche socio-ambientali descritte.
Ma si sa: credere o non credere fa parte della meravigliosa libertà che Dio lascia ad ogni uomo.
Le rivelazioni private sono come i miracoli: non devono essere riconosciute come autentiche ad ogni costo, anche se senza dubbio aiutano nel cammino della fede gli uomini che con buona volontà vogliono progredire su tale cammino.
Grande, grande responsabilità però di coloro che senza titolo né validi motivi confondono e insinuano dubbi…
Anche il “pregiudizio” positivo a prescindere, è un pregiudizio, il peggiore, quello che favorisce l’orgoglio e poi la ribellione. Gesù non aveva motivo di “rivelare” un bel niente alla Valtorta. Quello che doveva “rivelare” lo ha già esaurito nella Rivelazione, la unica, la sola. Altri particolari non servono. Se lei parte dal fatto che davvero si tratta (e questo traspare dalle sue parole) di un “nuovo vangelo” e di una nuova “evangelista”, e non di una a suo modo edificante opera di letteratura storico-religiosa con una autrice di sensibilità mistica (sulla quale possiamo convenire), allora non è più innocente la cosa: stiamo sforando non solo nel sacrilegio e nella balsfemia, ma nell’eresia a tutto tondo anche.
Non riesco proprio a capire come possa avere interpretato le mie parole come un riconoscimento di
” nuovo vangelo” e di “nuova evangelista” !
Tutt’altro.
Il mio giudizio positivo si basa su studi e ricerche documentate e non contestabili che lei sicuramente conosce ( non credo e non lo voglio pensare che lei sia così sprovveduto ed in mala fede da voler negare un qualcosa che non conosce bene). Ho letto con passione ed emozione ogni pagina dell’opera valtortiana e la mia fede in Gesù Cristo ne è uscita rafforzata. Naturalmente lei è libero di non condividere le mie conclusioni ma sicuramente dovrà convenire con me che Dio può fare tutto e perciò anche aiutare a crescere nella fede con rivelazioni private, miracoli, apparizioni,ecc e lo può fare,non deve certo chiedere il permesso a nessuno di noi.
Per salvarci basta credere alla Rivelazione che , concordo pienamente con lei, è unica, conclusasi e non modificabile. Ribadisco che non è necessario dare credito alle rivelazioni private o alle apparizioni mariane o credere ai miracoli, anche perché è proprio Dio che ci dà quel tanto di luce per poter credere e quel tanto di ombra per dubitare, nel rispetto meraviglioso e terribile della nostra libertà e del nostro libero arbitrio.
Non invochi perciò l’ eresia, non è necessario. Io mi considero eretico solo nel senso etimologico della parola: “colui che cerca” . E in questo caso la verità.
Si calmi! E moderi i toni.
Vista la sua reazione,con la massima tranquillità, concludo prendendo in prestito una frase di Pascal:
“Ogni bella fede ha i suoi dubbi; si dubita delle cose che si amano, mentre le altre restano indifferenti”.
Gentile Sandro….
c’è il suo commento positivo e c’è il commento negativo della Congregazione per la Dottrina della Fede a firma di un certo Ratzinger divenuto…. Pontefice
secondo lei: a più valore il suo commento positivo, o ha più valore la decisione presa dalla CdF ?
Faccia la sua scelta, nessuno la obbliga “alla via stretta”, quella dell’obbedienza alla Chiesa, ma se ne assume l’onere, e non imponendo agli altri il suo commento positivista
Io ho scelto di stare con la CdF e con il Papa…. lei automaticamente se ne lava le mani, libero di farlo, così come sono anch’io libera di definire quest’opera, con le parole dell’allora Ratzinger: “Una vita di Gesù malamente romanzata“.
Amen!
Non si permetta di mettere in bocca al Santo Padre parole che non ha mai detto:
“una vita di Gesù malamente romanzata” è il titolo dell’articolo anonimo del 6 Gennaio 1960 e non sono affatto parole riconducibile al card. Razinger.
Rettifichi quanto ha scritto in modo scomposto e inesatto.
L’animosità faziosa, tipica dell’orgoglio del “partito preso” è una pessima consigliera in cose spirituali. Certo, meglio sbudellarsi per questioni concernenti la natura della seconda persona della SS. Trinità che farlo a causa di un rigore non concesso alla propria squadra.
Vi è nel primo caso una nobiltà di intenti, malgrado l’indiscutibile esito negativo, del tutto assente nel secondo caso.
Ciononostante, è sicuramente più desiderabile una serena discussione attorno ad argomenti spirituali. Non fosse altro perchè ne va della nostra vita eterna. Nientemeno.
Per quanto concerne la mia modesta persona, ho letto, o credo di averlo fatto, l’intera opera Valtortiana, compresi i “taccuini”.
Ero semplicemente entusiasta, al punto di consigliarne la lettura ad amici.
Scremando la discussione di tutte le “sbavature”, in un senso o nell’altro, credo che rimarrò favorevole all’Opera della Valtorta, incrementando però due virtù, prudenza e obbedienza, per frenare gli entusiasmi. Penso sia una soluzione equilibrata. Ricordiamo, senza per questo venir meno ad una doverosa sequela della Gerarchia, che anche il S. Uffizio ha parzialmente mutato avviso in casi simili. Vorrà dire, che finchè l’Autorità lo riterrà opportuno, ricaccerò in gola ogni zelo propagatore.
E, per inciso, complimenti per l’ottimo sito.
Gentile toscanomaltese,
e, vuoi per grazia divina, vuoi per altro, avendo in me maturato alcuni dubbi anche in materia mariana come è riportato nell’articolo, e grazie all’aiuto non di uno ma di due padri spirituali, venni a conoscenza dell’opposizione dell’allora Ratzinger con tanto di ben tre Documenti ufficiali…..
mi scuso se leggo solo ora il suo intervento….
In linea di massima concordo con lei se non altro per aver letto anch’io l’opera
La sua prudenza è lodevole, era infatti questo che ci siamo predisposti a far comprendere ai lettori

non dunque un giudizio o condanna sulla persona, ma piuttosto la grande e difficilissima virtù dell’obbedienza….
Nell’ordine di idee, in fondo, ciò a cui siamo chiamati è “ascoltare i nostri Pastori” e non qualunque “pastore”…. ma bensì quelli che anche attraverso sofferenze proprie, obbediscono alla Chiesa e seguono per prudenza le Sue raccomandazioni che sono per noi sigillate e siglate in questi Documenti…..
Questi sono i nostri autentici Pastori
Per domani Dio vede e provvede, ad ogni giorno basta la sua pena e poichè di tempo non ne abbiamo molto, preferisco e dovremmo preferire letture approvate dalla Chiesa e ce ne sono talmente tante, e tante ancora sconosciute ai molti fedeli, che questa rincorsa a leggere solo ciò che pensiamo possa soddisfarci, finisce per condurci (se non approvate) alle divisioni o alla fede del fai da te, alle dispute, alle inutili discussioni
La ringrazio pertanto della sua riflessione e della testimonianza aperta circa la prudenza da lei adottata…..
Grazie -
Sono molto colpito dalla quantità e dalla discussione molto accesa che suscita l’opera di Maria Valtorta. Conosco i suoi scritti da più di trent’anni. Nella mia vita ho letto molti romanzi e ho letto anche due volte l’intera opera “Il poema dell’uomo-Dio” ed. 1975. Sono giunto a queste conclusioni:
- l’opera di Maria Valtorta è una vita di Gesù “romanzata” benissimo soprattutto per la straordinaria caratterizzazione dei personaggi;
- la Chiesa non darà mai la sua approvazione ufficiale a un’opera che intende integrare i Vangeli con una serie così ampia di avvenimenti, discorsi e personaggi che non sono presenti nei Vangeli;
- il commento migliore mi sembra quello di colui che avrebbe detto: “Pubblicate l’opera così com’è. Chi legge capirà”.
la sua parola, “udeno nisieli”, controquella dell’allora cardinale Ratzinger divenuto poi Pontefice
io sto col Papa, poi lei mantenga pure le sue opinioni personali
buona lettura e un grazie al blog di Ghergon che l’ha pubblicata:
IL “CASO VALTORTA” TRA CONSENSI E CONDANNE. COME ORIENTARSI?
di P. Serafino M. Lanzetta, FI
Ancora oggi Maria Valtorta (1897-1961) e la sua Opera letteraria sono oggetto di posizioni contrastanti: di dubbi e prevenzioni accanto a notevoli interessamenti, quando non a veri e propri vagheggiamenti. Vi sono pro e contro. Al punto che l’editore dell’Isola del Liri, E. Pisani, ha voluto curare un volume in questo senso, riportando i giudizi negativi, di cui dà un’interpretazione e i pareri favorevoli.
In quest’intervento mi concentro solo sull’opera principale di M. Valtorta, che in un primo tempo prese nome di Poema dell’Uomo-Dio, oggi invece ha un titolo definitivo, L’Evangelo come mi è stato rivelato. Non ho nessuna pretesa di dare un verdetto, ma solo di trovare un “filo rosso” in questa lunga e intrecciata vicenda, soprattutto allo scopo di orientare al meglio il lettore cattolico.
Quest’Opera si compone di 10 volumi e si presenta come un “completamento” dei Vangeli, per le numerose e dettagliate descrizioni di luoghi, persone, costumi, particolari anche sottilissimi, dell’epoca di Gesù. Soprattutto è messa in forte rilievo la figura di Giuda e il comportamento del Signore nei suoi confronti: un mistero che si ripete sovente e che rappresenta la ferita più acuta del Cuore di Cristo. Valtorta presenta la sua Opera nata da visioni o dettature soprannaturali. Si fa largo uso di allocuzioni del tipo: «Dice Gesù», mentre la scrittrice è definita «piccolo Giovanni», ovvero discepola prediletta. Svariate volte accade a livello letterario – questo è il rischio principale nel lettore – di porre quest’Opera, come divinamente dettata o ispirata, in contiguità con i Vangeli canonici, quasi come un quinto Vangelo. L’Opera non può in nessun modo essere contigua ai Vangeli nel senso che li completi quanto al contenuto o alla forma. Scartando subito l’ipotesi, come erronea, di un’opera che si situi sullo stesso livello della Rivelazione pubblica (quella fatta da Cristo agli Apostoli finché erano in vita e contenuta nella S. Scrittura e nella Tradizione orale), resta da chiarire se effettivamente si tratta di rivelazioni soprannaturali e perciò di parole uscite direttamente dalla bocca del Signore oppure di un’opera letteraria dell’autrice, con tratti di elevata mistica e spiritualità.
Alla fine del 10° volume si riportano le sette ragione (tutte eccellenti) per le quali è stata scritta l’Opera. Si risponde alle possibili obiezioni, una di queste, propria la possibilità di vederla come un’aggiunta alla Rivelazione. Si dice giustamente «che non fu con quest’opera fatta aggiunta alla Rivelazione, ma ricolmate le lacune che si erano prodotte per cause naturali e voleri soprannaturali». Ricolmare le lacune, ancora una volta, si deve situare non sul piano pubblico dei Vangeli ma su quello del contributo privato, che quindi non impegna in nessun caso la fede teologale. Subito dopo, però, verso la fine del commiato all’Opera, si aggiunge un elemento che lascia pensierosi. È Gesù che si rivolge a Valtorta e le dice: «Giovanni scrisse quelle parole, come te scrivesti tutte quelle riportate nell’Opera, sotto dettatura dello Spirito di Dio. Non vi è nulla da aggiungere o togliere, come non vi fu nulla da aggiungere o togliere alla orazione del Padre nostroe alla mia preghiera dopo l’Ultima Cena». Mentre rimane, così dicendo, ancora in bilico la chiara distinzione tra Vangeli e Opera valtortiana, sorprende l’accento sulla dettatura per i Vangeli canonici. Non si tratta di dettatura ma di ispirazione, che è radicalmente diverso.
Come dicevo, ci sono e ci sono stati pro e contro. Tra i responsi favorevoli all’Opera di Valtorta troviamo un giudizio molto equo di Mons. Ugo Lattanzi, professore alla Lateranense e perito al Vaticano II, il quale dice:
«Secondo il mio modesto parere, i volumi, sfrondati di alcune esuberanti descrizioni, purgati e potati delle scene che ho detto (scene che a suo giudizio lasciavano perplessi), e corretti nelle espressioni “insolite”, potrebbero essere pubblicati come “Vita romanzata di Gesù”, naturalmente senza allusioni a presunte rivelazioni non dimostrate».
Il Card. Siri, richiestogli di comporre una prefazione al testo, di dare cioè una sorta di imprimatur al primo volume, in data 6 marzo 1956, risponde dicendo di aver avuto «un’impressione eccellente» dal testo, e faceva un’osservazione interessante: «la gente parla con una andatura letteraria del nostro tempo, non di quel tempo». Comunque non si sentì di fare una prefazione, dal momento che l’Opera era stata avocata a sé dalla Suprema Congregazione del S. Uffizio.
Non fu possibile ottenere l’imprimatur all’Opera. Così il S. Uffizio, con decreto del 16 dicembre 1959, la condannava inserendola nell’Indice dei Libri proibiti. Le motivazioni erano essenzialmente due: non vi era l’imprimatur nella stampa anonima dei quattro volumi e si trattava di una «lunga, prolissa vita romanzata di Gesù». con Paolo VI sarà abolito l’Indice, tuttavia il tenore della condanna conserverà il suo peso morale.
Accanto a ciò però è da notare un interessamento straordinario all’Opera valtortiana da parte di due illustri persone: il b. Gabriele Allegra, O.F.M. e il p. Gabriele M. Roschini, O.S.M. Il p. Allegra, grande biblista e traduttore della Bibbia in cinese, ne consigliava la lettura e vi vedeva altresì uno strumento prezioso sia a livello scientifico che spirituale. Il p. Roschini, invece, all’inizio della sua opera mariologica, La Madonna negli scritti di Maria Valtorta (1973), confessa che dopo mezzo secolo di ricerca, di studi e d’insegnamento sulla Madonna, mai prima d’ora aveva incontrato un vero capolavoro: un’idea così chiara, così viva, così completa del Capolavoro di Dio, la Vergine Maria. Roschini presenta la Valtorta come una delle più grandi mistiche contemporanee.
Il giudizio ecclesiastico sull’Opera valtortiana, dopo la dura sentenza dell’Indice, in realtà non è cambiato sostanzialmente.
Nel 1985, l’allora Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, il Card. Ratzinger, scrive al Card. Siri di Genova. La lettera era stata sollecitata dal p. Giuseppe Losacco, O.F.M. capp., residente nella diocesi genovese, che si era rivolto alla CDF per chiedere chiarificazioni in merito agli scritti di Maria Valtorta.
Il Card. Ratzinger conferma che la messa all’Indice dell’Opera valtortiana conserva «tutto il suo valore morale» e aggiunge che «non si ritiene opportuna la diffusione e raccomandazione di un’Opera la cui condanna non fu presa alla leggera ma dopo ponderate motivazioni al fine di neutralizzare i danni che tale pubblicazione può arrecare ai fedeli più sprovveduti». Gli interpreti della lettera leggeranno il lemma “sprovveduti” in senso restrittivo, così da favorire invece la conoscenza dell’Opera a quelli provveduti.
Chi sarebbe veramente sprovveduto?
Ad ogni modo, la cautela verteva sulla possibilità di confondere il racconto della Valtorta con i Vangeli. Infatti, a tal proposito è da rilevare un altro intervento, questa volta della Conferenza Episcopale Italiana, ad opera dell’allora Segretario Mons. Tettamanzi.
Così scriveva Tettamanzi all’editore dell’Opera valtortiana:
«Proprio per il vero bene dei lettori e nello spirito di un autentico servizio alla fede della Chiesa, sono a chiederLe che, in un’eventuale ristampa dei volumi, si dica con chiarezza fin dalle prime pagine che le “visioni” e i “dettati” in essi riferiti non possono essere ritenuti di origine soprannaturale, ma devono essere considerati semplicemente forme letterarie di cui si è servita l’Autrice per narrare, a suo modo, la vita di Gesù».
Il punto delicato del “caso Valtorta” è e rimane proprio questo: si tratta di visioni e dettature soprannaturali oppure è un’opera umana sebbene spiritualmente elevata? Ogni giudizio personale non può che allinearsi alla chiarezza delle parole dell’allora Mons. Tettamanzi.
Il contrario, infatti, non consta.
Non si può dire che si tratta di rivelazioni soprannaturali, aventi per origine immediata Gesù Cristo o la SS. Vergine: non lo si può escludere in linea di principio (almeno in modo mediato, in ragione della vita santa dell’autrice e di eventuali carismi mistici), ma in nessun caso si può affermarlo categoricamente e per ogni pagina che compone i dieci volumi.
Ci sono elementi che fanno pensare a un’opera di altissimo valore letterario e di grande aiuto spirituale per tanti (non per tutti, ma per coloro che ne traggono beneficio spirituale); ma di qui concludere sulla sua certa origine soprannaturale è scorretto, fino a quando la competente autorità ecclesiastica non l’abbia espressamente manifestato.
In altre parole, non si può leggere la Valtorta pensando di ascoltare allo stato puro le parole di Gesù Cristo o della Madonna. Sono interpretazioni dell’autrice, alla quale non mancava una dovizia narrativa e una grande capacità di scrittura. Basti ricordare che scrisse, prima dei fenomeni mistici del Poema, su ordine del suo direttore spirituale, il p. Migliorini, in meno di due mesi sette quaderni di suo pugno, dando prova di un grande talento di scrittrice.
Di più, non si può invocare come veridicità soprannaturale dell’Opera le tantissime e precise indicazioni geografiche, topografiche, storiche, di usi e tradizioni dell’epoca, contro una cultura pressoché elementare della scrittrice e la non consultazione di fonti o di materiale scritturistico a livello scientifico. Questi elementi, che sono presenti, depongono piuttosto a favore di un’opera esimia sotto molti punti di vista, ma non sono per sé prova dell’ispirazione soprannaturale del Signore. Infatti, se si usasse solo questo metro, sullo stesso piatto della bilancia andrebbero messe anche quelle pagine che risentono di ridondanze, di sentimenti eccessivi, di descrizioni prolisse – a mio personalissimo giudizio, anche alcuni passaggi in cui poco c’è di teologico – che molto si distanziano dalla sobrietà dei Vangeli e che invece sono indice di un pensiero tutto femminile e contemporaneo alla scrivente.
Il giudizio più lungimirante a tal proposito rimane quello di S. Pio da Pietrelcina, riportatomi da alcuni suoi figli spirituali. P. Pio diceva grossomodo così: «Leggi, se ti fa del bene». Anche Pio XII aveva detto qualcosa di simile, quando, molto prima che scoppiasse la bufera con il S. Uffizio, disapprovò una prefazione che parlava di fenomeno soprannaturale ma disse di pubblicare l’opera così com’era. Chi leggeva avrebbe capito. Così si evitano due estremi dannosi per la vita cristiana: un esaltante fanatismo, o una presa di posizione aprioristica e pregiudizievole.
Gentile Caterina
riprendendo il discorso dopo il suo “Amen”, con la stessa decisione e determinazione le ribadisco, per quello che può valere, che già da tempo ho fatto la mia scelta, personale e contestabile, sulla valutazione della Valtorta e della sua opera: sono pagine che possono dare un grande aiuto (e certamente offrono, a chi vorrà cercarli, anche motivi di consolazione) a coloro che con semplicità ed umiltà cercano di consolidare ogni giorno le ragioni della propria fede.
Desidero però che sia ben chiaro che questa mia presa di posizione non deve mai essere considerata antitetica e contraria alla Chiesa ed alla sua dottrina; se la Chiesa un giorno decidesse di proibire la lettura di quelle pagine e di “bruciarle sul rogo”, lo farei immediatamente.
Io considero la mia libertà di scelta perseguibile ed appagante solo se è compatibile con la dottrina ufficiale della Chiesa.
Non voglio imporre a nessuno il mio commento positivo. Vorrei soltanto essere di aiuto in qualche modo a tutti coloro che, come ho detto prima, vogliono approfondire le ragioni della loro fede; ritengo infatti che le pagine valtortiane siano utili per chi vorrà edificarsi ma senza ricercarvi rivelazioni strepitose e nuove e meno che mai considerarle come un quinto vangelo.
Cara Caterina, come avrà ben capito, io sono per la completa obbedienza alla Chiesa e a Benedetto XVI, proprio a quel Papa che spesso è accusato e spesso anche vilipeso per la sua ferma condanna al relativismo morale in cui siamo immersi. Ribadendo la mia volontà di evitare prese di posizione aprioristiche e fanatiche, mi auguro con tutto il cuore che ognuno sia sempre capace di meravigliarsi delle meraviglie del mondo e che sia libero da ogni influenza di coloro che parlano contro tutto e contro tutti, confondendo e confondendosi. Inoltrandoci nel vasto oceano di misteri che ci circondano, cerchiamo di evitare che avvenga ciò che diceva già Kierkegaard nell’Ottocento nel suo Diario:
“La nave è in mano al cuoco di bordo. E ciò che trasmette il megafono del comandante non è più la rotta ma ciò che mangeremo domani”.
Quando si dice che certa gente dovrebbe imparare un pò di più l’umiltà……………… sarebbe meglio!!!!!!! I libri di GESU’ , TRAMITE Maria Valtorta sono straordinari! Ma si sà, non c’è peggior cieco di chi non vuol vedere e peggior sordo di chi non vuol sentire! Oltretutto da uno che mi sembra che ha solo il dente avvelenato dalla sua superbia e boria……… perciò a persone così non ci dovrebbe neanche sprecare ad ascoltarle!!!……
Anzitutto usi maggiormente grammatica italiana e minori punti esclamativi da massaia rurale che si diletta di massimi sistemi. E mi dica, risponda a questa domanda: Maria Valtorta ha completato la Rivelazione? Risponda, vediamo.
Se mi permette, sig. Mastino, visto che è bello cercare anche le cose che ci accomunano e non quelle che dividono vorrei rispondere alla sua precisa domanda.
La Rivelazione pubblica si è conclusa con la morte dell’ultimo apostolo ( San Giovanni ), quindi nel caso in questione gli scritti di Maria Valtorta in nessuna maniera possono essere intesi nel senso di completare quanto già è presente, nella loro interezza, nei Vangeli canonici.
Aggiungo che se un domani la Chiesa Cattolica rivedrà l’attuale posizione nei confronti degli scritti di Maria Valtorta essi potranno essere riconosciuti, al massimo, come delle rivelazioni private il cui fine è quello di ( uso la stessa parola del Catechismo della Chiesa Cattolica all’articolo 66 ) ‘esplicitare’ la comprensione della stessa.
In particolare gli scritti di Maria Valtorta sono per gli uomini di oggi, a partire dalla fine dello scorso secolo e del presente, non appartengono quindi al deposito della Fede e quindi non hanno il ruolo di “completare” o “migliorare” la Rivelazione ma solo di aiutare gli uomini di questo tempo storico a poterla viverla più pienamente.
Per essere ancor più preciso NON SONO il quinto Vangelo.
Sono sicuro che anche la Sig.ra Donatella concorderà con quanto sopra.
Ringrazio anche per lo spazio di replica che viene comunque consentito a tutte le persone che sono contrarie all’articolo pubblicato.
La discussione come qualcuno ha fatto notare è aspra ed accesa ma personalmente non voglio disconoscere lo spazio del sito che viene comunque assicurato a tutti e di questo ringrazio.
La massaia rurale le risponde: per me la Rivelazione di Gesù tramite la Valtorta si potrebbe dire completa, ma non si possono mettere limiti a Dio. Lui fa ciò che vuole, quando vuole e perchè vuole, perciò non tocca a noi mettere dei limiti a Dio, poichè Lui si può servire di tutto e di tutti magari servendosi di altre persone che vuole Lui, perchè è lo Spirito Santo che lavora e agisce nei cuori degli uomini………….Perciò se lei non è credente, e non ha il concetto più elementare del discernimento dello Spirito….allora mi auguro che lo Spiritp la illumini un pò, perchè mi sà che persino un bebè capirebbe che quegli scritti vengono dall’Alto e non da se stessa. A buon intenditor…
Ecco, questa risposta mi aspettavo. Indice non solo che lei è confusa psicologicamente, se non proprio turbata, è indice che è completamente fuori non solo dal cattolicesimo, ma dal cristianesimo proprio. Le sue sono, oltre che affermazioni deliranti, demoniache… direi così, se non fossero dettate solo da una solida ignoranza. A lei non ho niente altro da chiedere, non m’interessa più.
IL SIGNOR TERRANOVAS, DI QUESTA RISPOSTA QUI DOVREBBE OCCUPARSI: SONO DUNQUE QUESTI I “FRUTTI” DELL’ALBERO DELLA VALTORTA? FACCIA LEI LUCE, TERRANOVAS, MA NON A ME, MA A QUESTA VOSTRA ADEPTA…
Volentieri sig. Mastino, volentieri.
Preciso però che non di luce si può trattare e che, nonostante i suoi continui ( inutili ) sforzi, i lettori degli scritti valtortiani, non sono una setta ma recitano lo stesso suo identico Credo Apostolico.
E’ compito di ciascuno di noi infatti aiutare, nella carità, i fratelli nella Fede a comprendere sempre di più su di essa e a capire, se eventualmente si sono commessi degli errori, come poterli correggere.
Da parte mia vedo nella sig.ra Donatella una volontà sincera e bella di seguire il Signore Gesù quindi non credo che sarà un problema rivolgersi a lei e gentilmente invitarla, se vorrà accettare il mio suggerimento, a leggere gli articoli 65, 66 e 67 del Catechismo della Chiesa Cattolica.
In questi articoli si può evincere, esattamente come ho scritto nel mio precedente post ( che la sig.ra Donatella non ha avuto modo di leggere prima della sua ultima replica ) che la Rivelazione Pubblica del Maestro Gesù si è conclusa con la morte dell’ultimo apostolo e che essa è completa e definitiva.
Gli scritti di Maria Valtorta invece, se saranno riconosciuti dalla Chiesa ( perché attualmente non è così ), potranno essere definiti al massimo come “rivelazioni private” il cui scopo è quello di aiutare i fedeli a vivere più pienamente la Fede cattolica, nel nostro caso proprio in questo periodo storico e non hanno certo lo scopo o il fine di “completare” o “migliorare” la Rivelazione Pubblica che come detto rimane unica, perfetta e definitiva.
Io però non ho la pretesa di voler giudicare, diagnosticare o peggio ancora condannare nessuno e tantomeno la sig.ra Donatella che come dice lei rappresenta un frutto dell’albero valtortiano.
Come lei sa bene il frutto lo si può gustare solamente dopo che è stato colto dall’albero, quando è maturo per poter essere mangiato. Io non so a punto di maturazione è oggi questo frutto, so solo che essendo innestato nell’albero valtortiano riceverà certamente la linfa vitale e spirituale necessaria per essere un frutto gustoso e gradito al Signore.
Tra l’altro, accettando umilmente il termine, oggigiorno poco simpatico, di ‘massaia rurale’ che lei gli ha affibbiato mi sembra che sia molto più avanti, di me, nella semplicità dei piccoli che è gradita al Signore.
Io certamente avrei avuto più difficoltà a non risponderle per le rime.
Ma come detto prima, sono arrivato al punto di stimarla comunque per quanto di buono, nonostante tutto, riesco a scorgere in lei. Non dimentico infatti i trascorsi comuni di fedeli lettori di Vittorio Messori e anche per la grande stima che porto a quest’uomo non posso non guardare alla sua persona con un minimo di rispetto. Magari se arriverà il giorno, siamo in molti a pregare per questo, in cui la Chiesa Cattolica riconoscerà il carisma mistico di Maria Valtorta, lei avrà modo di mitigare un poco le sue attuali posizioni e il rispetto potrà essere reciproco.
Gent.le sig. Terranova, parto da un concetto molto semplice: S. Giovanni a conclusione del suo Vangelo dice: “Vi sono ancora molte cose compiute da Gesù, che se fossero scritte una per una, penso che il mondo stesso non basterebbe a contenere i libri che si dovrebbero scrivere”. Verissimo! Infatti Gesù ha avuto la brillante idea di raccontare la sua vita ad una semplice donna, che per quanto abbia avuto una discreta cultura, NON poteva certo conoscere alti concetti teologici e mappe geografiche che solamente un archeologo potrebbe conoscere, dal momento che la Valtorta ha offerto tutte le sue sofferenze, stando inchiodata in un letto per più di 27 anni. Di conseguenza il Signore si è rivolto a lei. Perchè come ho esposto più sopra, Dio fà quello che vuole, quando vuole, e come vuole. Quegli Scritti non sono altro che una grandissima prova e rivelazione d’amore che il Signore ha voluto lasciarci, per aiutarci a conoscerlo sempre più, amarlo nel miglior modo possibile e renderci partecipe di tutto quello che Lui ha vissuto, servendosi di una donna che per anni gli ha reso onore, senza avere nulla in cambio per se stessa, anzi….. offrendoci spiegazioni che nessun altra persona sarebbe in grado di dare e di fare. Ha avuto la grande grazia di poter vedere tutta la vita di Gesù, e mi ritengo fortunata ad aver scoperto quei libri. A me hanno rafforzato tantissimo la fede, ed ogni volta che li leggo, trovo e scopro sempre qualcosa di nuovo, che magari mi è sfuggito. Non mi si può venire a dire che tutti i suoi scritti non vengano dall’Alto, perchè sarebbe negare la potenza dello Spirito Santo, e negar la sua Potenza sarebbe peccare in modo grave. Gesù disse infatti: tutto sarà perdonato, ma i peccati CONTRO lo Spirito Santo, non saranno mai perdonati” Infatti significa negare la potenza di Dio. Inoltre qualcuno disse. “Non disprezzate le profezie, tenete ciò che è BUONO”; e se non sono buoni quegli scritti … allora, cosa è buono?! Mi spiace , ma io quegli Scritti, li difendo a spada tratta, e mi auguro di cuore che la Chiesa riconosca la soprannaturalità della cosa. Del resto quei libri hanno sempre dato fastidio, forse perchè Gesù dice tante verità che fanno paura, come la Madonna ha tuonato a La Salette. Nel 1982, a Medjugorje venne fatto chiedere a qualcuno dei veggenti cosa far di questi libri, e la risposta è stata la seguente , la Madonna rispose:” I libri di Maria Valtorta si possono leggere. NON SOSTITUISCONO (ci mancherebbe pure!) le Sacre Scritture, potete leggerli, sono innocui” . Se uno avesse un briciolo di intelligenza, dovrebbe arrivarci da solo, a scoprire e a capire da che parte sta la verità. E comunque ..Ai posteri l’ardua sentenza… Io prego solo che la Chiesa riconosca il tutto. E’ quello che spero di cuore! Inoltre mi fa piacere che qualcuno un pò più educato si sia espresso in termini più gentili ed umani. Le auguro ogni bene e un buon lavoro.
La ringrazio per il bene che mi augura e volentieri contraccambio, e la ringrazio anche per le sue precisazioni dalle quali traspare una fede viva e autentica.
Tutto quello che lei dice è vero, a partire proprio dal fatto che lo Spirito Santo soffia dove vuole.
Quanto viene però espresso dalla Chiesa non può essere ignorato e deve essere tenuto in grande considerazione. Su questo credo che concordi anche lei.
Essendo, come me, anche lei un’appassionata lettrice di Maria Valtorta, e spero non solo della sua Opera principale ma anche degli altri scritti, sa bene come la stessa Maria Valtorta ha sempre voluto essere all’interno della Chiesa Cattolica ed anche la sua Opera deve essere letta in tale ambito, anche questo non può essere ignorato se veramente amiamo questa mistica di Viareggio.
Maria Valtorta quindi dentro la Chiesa Cattolica e le prove di questa sua ferma e precisa volontà sono documentate da tanti scritti, in particolare dalle lettere di diffida inviate al superiore dell’Ordine dei Servi di Maria ( di cui la mistica era Terziaria e l’Ordine stesso erede ) sull’utilizzo degli scritti al di fuori della Chiesa Cattolica.
E’ quindi la Chiesa che giudica Maria Valtorta e non viceversa, e questo non lo dico certo io ma era infatti la precisa volontà di Maria Valtorta di essere dentro la Chiesa Cattolica, per questo motivo strenuamente, attese che prima di pubblicare l’Opera ci fosse l’Imprimatur che decretasse la conformità degli scritti alla dottrina della fede cattolica.
Concordo esattamente con lei quando dice che gli scritti valtortiani vanno difesi, ma questo deve avvenire dentro la Chiesa Cattolica e non fuori di essa.
E’ la Chiesa quindi che stabilisce le regole e in spirito di ubbidienza noi preghiamo che un giorno la Chiesa possa riconoscere questi scritti come rivelazioni private del Signore a Maria Valtorta.
Ad oggi però le cose non sono così e la Chiesa non ha riconosciuto come soprannaturali gli scritti di Maria Valtorta.
In merito a questo ci sono stati vari pronunciamenti.
Io tengo l’ultimo del card. Tettamanzi, allora segretario della CEI, come quello attualmente valido e questo punto che dice:
si dica con chiarezza fin dalle prime pagine che le “visioni” e i “dettati” in essi riferiti non possono essere ritenuti di origine soprannaturale, ma devono essere considerati semplicemente forme letterarie di cui si è servita l’Autrice per narrare, a suo modo, la vita di Gesù.
A questo pronunciamento io mi adeguo e in obbedienza ad esso non mi permetto di scrivere che gli scritti valtortiani sono di origine soprannaturale. Sarà sempre la Chiesa a riconoscerli come tali se e quando il Signore vorrà, non certo io e la mia povera persona.
Se è realmente Gesù ad aver ispirato l’Opera certamente la Chiesa, prima o poi, non mancherà di riconoscere il Signore nelle pagine di questi scritti e a noi non è chiesto altro che di pregare e per quanto possibile operare affinché questo possa avvenire.
Nella mia precedente risposta le avevo mandato i riferimenti del Catechismo della Chiesa Cattolica alle rivelazioni cosidette private.
L’accento che va dato è che una rivelazione privata serve ad esplicitare quanto è già presente nella Rivelazione Pubblica al fine di cogliere meglio aspetti che, in un particolare periodo storico, non sono ben intesi dagli uomini di quel tempo. E’ una cosa davvero grande e importante perché dopo la morte dell’ultimo degli apostoli, dell’ultimo dei testimoni della vita terrena di Gesù e della sua Redenzione, non è possibile che altri possano aggiungere o completare quanto Gesù stesso ha già realizzato.
Casomai, come recita il Catechismo, una rivelazione privata potrà contribuire a far capire meglio certi aspetti della Rivelazione.
Se così non fosse immaginiamo che cosa potremmo pensare di tutti gli uomini che precedentemente alla stesura dell’Opera e all’oscuro di essa, avessero cercato di vivere la loro vita in maniera cristiana e conforme al Signore. Io la prego quindi di non sottovalutare questi aspetti del Catechismo agli articoli 66 e 67 perché le permettono di capire meglio e di comprendere gli spazi di azione di un’Opera che, come può lei stessa può testimoniare, fa tanto bene alla nostra Fede perché la rafforza. E questo è davvero una cosa grande e importante.
Per quanto riguarda Medjugorje vorrei anche in questo caso suggerirle una posizione diversa da quella da lei appena espressa, una posizione che possa abbracciare meglio le difficoltà presenti in questa vicenda. Infatti, anche le apparizioni di Medjugorje, ad oggi, sono solo ‘presunte apparizioni’ sulle quali la Chiesa deve sempre esprimere un parere positivo che possa superare i pareri negativi già espressi dai vescovi locali nel passato.
Ad ogni modo, tralasciando questo aspetto, credo che possiamo concordare sul fatto che ogni rivelazione privata deve essere spiegata e riconosciuta per se stessa e non avvalendosi di altre rivelazioni o apparizioni come questo caso.
Provo a spiegarmi meglio: sia io che lei leggiamo l’Opera di Maria Valtorta per i valori che contiene e per quanto di bello troviamo in essa. .
L’Opera valtortiana si deve spiegare in se, per i suoi contenuti, per quanto dice e suscita e non certo per la testimonianza esterna di una altra rivelazione privata. Se è tale, la giustificazione deve trovarsi in essa e non in altre rivelazioni. Preciso il fatto che se un altra rivelazione ne parla bene va benissimo, ne prendiamo atto e ne siamo contenti, ma la conferma dell’Opera di Maria Valtorta deve arrivare per il valore presente in essa e solo da lì può arrivare il riconoscimento. Non è per questo che intendo disconoscere Medjugorje, dico solo che per quanto riguarda il riconoscimento, ciascuna viaggia per suo conto.
Tornando a Maria Valtorta e alla sua Opera principale, quello che oggi stiamo cercando di fare, è di studiare e trovare dei riscontri a quanto ella ha scritto. Lei certamente, gentile sig.ra Donatella, ricorderà come venne liquidata dall’anonimo articolista dell’Osservatore Romano l’intera opera:
“Una vita di Gesù malamente romanzata”.
Una definizione che fa male e che ci ferisce oggi come ieri.
Oggi però siamo in grado di poter dire e sopratutto di poter dimostrare che questa vita di Gesù raccontata da Maria Valtorta non è affatto “malamente romanzata” perché è piena di riscontri storici, geografici, astronomici, archeologici, di usi e costumi del tempo di Gesù che veramente sono impressionanti e che nessuna precedente biografia di Gesù aveva mai anche solo osato avvicinarsi.
E tutto questo, naturalmente, senza contenere errori teologici o insegnando dottrine contrarie alla fede cattolica. Tutti questi importantissimi riscontri devono e possono essere presentati alla Chiesa e sarà essa a spiegare come sia stato possibile che una povera donna, immobilizzata al suo letto, possa essere stata in grado di scrivere un Opera di tale portata senza avvalersi della necessaria documentazione.
Sarà la Chiesa chiamata dal nostro amore e dai nostri sforzi a doversi eventualmente pronunciare di nuovo. Noi, come detto, possiamo solo pregare e aver fiducia in essa, nostra madre e guida proclamata e istituita dal Signore stesso. Sotto la protezione della Santa Vergine Maria certamente la nostra obbedienza alla Chiesa porterà al premio che aspettiamo con tanta trepidazione. Quest’anno del 2012 è stato un anno davvero importante per tutti gli appassionati degli scritti di Maria Valtorta, un anno denso di fatti e di importanti novità. Preghiamo che anche il prossimo anno si possa gioire per i passi avanti e per progredire del riconoscimento delle virtù eroiche e del carisma di Maria Valtorta.
Se un giorno il Signore vorrà che la sua serva Maria Valtorta sia innalzata agli onori degli altari e riconosciuta pubblicamente saprà suscitare nella sua Chiesa la luce necessaria a poter vedere con chiarezza quanto noi pensiamo già di intravedere.
Sarà bello quel giorno ritrovarci insieme a festeggiare e la gioia sarà grande proprio come è stata lo scorso 29 settembre in occasione della beatificazione di Padre Gabriele Allegra cheper l’Opera valortiana aveva scritto pensieri come questo:
Il poema dell’Uomo-Dio di M. Valtorta è stato pubblicato come un romanzo, e spero che a tal titolo continui a ristamparsi e spesso nell’avvenire, ma non è un romanzo. È il complemento delle quattro tradizioni evangeliche e la spiegazione di esse. Questa spiegazione a volte cl sorprende, cl sembra cosi nuova, cosi vera e cosi energica che siamo tutti pronti a trascurarla. Si tratta di rivelazioni private! e poi fatte a una donna! E noi uomini, noi sacerdoti, sappiamo bene imitare in ciò gli Apostoli, che chiamarono delirio di femminette la visione che esse ebbero del Cristo Risorto. Certo S. Paolo nell’elenco dei testi della Resurrezione esclude le donne, ma i Vangeli danno invece ad esse una parte preponderante. Però tutti i sacerdoti in questo vogliono imitare S. Paolo! Ora il Poema dell’Uomo-Dio non merita davvero di essere negletto con quella superba sicurezza e con quel sussiego, che è la caratteristica di molti teologi moderni. Nella Chiesa c’è lo Spirito e ci sono quindi i carismi dello Spirito. Io penso che solo per un carisma dello Spirito Santo, solamente col suo aiuto una povera donna ammalata, di cultura biblica limitata, poté nello spazio di tre anni scrivere ventimila pagine che, stampate, equivalgono a dieci volumi: e quali pagine! E noto pure che certi discorsi del Signore, dei quali nei Vangeli è solo accennato l’argomento principale, sono sviluppati in quest’opera con una naturalezza, con una concatenazione di pensiero così logica, così spontanea, così aderente al tempo, al luogo, alle circostanze, che non ho trovato nei più famosi esegeti. Cito solo il discorso del Signore con Nicodemo e quello del Pane di vita. Ma gli esegeti, seguaci del Metodo della Storia delle forme, non si umilieranno mai (!) a dare uno sguardo a quest’opera, dove con una facilità meravigliosa vengono sciolti molti problemi e rifatti tanti discorsi dei quali purtroppo ci resta solo il tema. Insomma ritengo che quest’opera della Valtorta merita almeno quell’attenzione che i teologi prestarono alla Mistica Ciudad de Dios della Ven. Agreda, alle Rivelazioni della Ven. A. C. Emmerich e a quelle di S. Brigida. Nessuno mi potrà far credere che una povera inferma, solo in virtù del suo fervido sentimento religioso, abbia scritto il Poema, tanto più che i diversi quadri o scene della vita del Signore essa non li vide in ordine cronologico ma contro invece un tal ordine, sparse o rappresentatele confusamente per lo spazio di tre anni. Quale fu questo carisma, quali le sue dimensioni? Come lo strumento umano cooperò con esso? Cosa viene dallo Spirito attraverso la mente e il cuore di una pia cristiana, e cosa è frutto esclusivo della psiche della Valtorta? E perché Gesù, nella ipotesi di visioni soprannaturali, adopera il linguaggio di un teologo del secolo XX e non quello del suo tempo? Ha voluto forse insegnarci cosa si trovi nelle Sacre Scritture e come bisogna esprimerlo oggi? Tante questioni che meritano di essere studiate e meditate, prima di esporre ragionatamente come il Poema dell’Uomo-Dio non contraddica mai al Vangelo, ma lo completa mirabilmente e lo rende vivo e potente, tenero ed esigente. Determinata bene la natura del carisma dello Spirito e la realtà della sua azione in Maria Valtorta, quale atteggiamento deve assumere il cristiano leggendo queste mirabili pagine evangeliche? Mi pare che si imponga la stessa conclusione pratica per chi ha letto e studiato i documenti della Storia delle Apparizioni di Paray le Monial, Lourdes, Fatima, Siracusa… E con lo stesso grado di fede, e nella misura che Gesù Signore e la Chiesa lo desiderano, io ci credo.
Terranovas, mi contatti in privato, per piacere. Alla mia mail personale redazionepapale@libero.it
Gentile autrice dell’articolo,
solo alcune righe.
Quando sarà giunto il mio tempo e Gesù mi domanderà cosa mai hai ho fatto sulla Terra, io risponderò: “Ho passato il tempo a leggere quanto ha scritto la signora Maria Valtorta (di origine divina o meno)”.
Sempre meglio che ammettere di aver letto con intenzione un rigo di Dan Brown.
Saluti.
Purtroppo per lei Dio non le chiedere dei suoi passatempi letterari, ma dei suoi peccati in pensieri parole opere e omissioni. Se poi la Valtorta ha stabilito che basta leggere i suoi libri e, al di là del bene e del male, uno si salva, non è affar mio. Se questi sono i frutti della Valtorta, complimenti.
Pensieri, parole, opere, omissioni…..
E’ vero, ognuno di noi sta passando così la propria vita.
E Dio (e solo Lui) stabilisce quali pensieri, parole, opere e omissioni hanno valore per Lui e cosa no.
Per ognuno di noi.
Quello che Dio ha stabilito è tutto contenuto nella summa pratica delle Scritture e della Rivelazione e del Decalogo: il magistero infallibile dei pontefici. Non è un’incognita come sembra credere lei.
Devo dedurne che il povero sig. Terranovas deve aver ricevuto una bella “ramanzina” da lei dopo il mio scritto, visto che tutto sommato ha detto cose vere. Cose di cui anche a lei danno fastidio. Certo che il suo odio è davvero incredibile! Si vede che lei vive solo per se stesso e della sua superbia. “ti ringrazio Padre, perchè hai nascosto queste cose ai dotti e ai sapienti e le hai rivelate agli umili!….” Più di così! E non mi spreco ad aggiungere altro, se non il fatto che il sig. Terranovas è molto vicino alla Verità, cosa di cui non posso dire certo di lei..
Questo commento è generale ma è anche una risposta alla moderazione de “Il Mastino” in data 17.12.12.
Infallibilità? Uhmmm …… certo, anche la stragrande maggioranza dei membri del Sinedrio, di fronte a Gesù, si mise addosso la veste dell’”infallibilità” delle proprie interpretazioni (ormai consolidate da una tradizione millenaria) delle Sacre Scritture per non riconoscerlo come il Messia. Io ho la sensazione che hanno utilizzato la loro infallibilità più che per riconoscerlo come il Messia, per inchiodarlo, sempre infallibilmente, sulla Croce. Nell’occasione l’interpretazione che si è fatto delle Sacre Scritture è veramente mirabile. Se questo è uno dei frutti che l’infallibilità esercitata su questa terra può dare,,,,, (sebbene sono d’accordo con chi afferma che così Lui ha stabilito che avvenisse).
E’ mia opinione che gli esseri umani stessi (nessuno escluso) sono esseri imperfetti, tanto più imperfetti di fronte a Dio, quanto più lontani sono nei loro comportamenti e pensieri dalle virtù che Gesù possiede ed ha esercitato in sommo grado su questa Terra, e questo nonostante le “Vie” e strumenti che Dio ha aperto per noi uomini per assomigliare il più possibile al Figlio Suo. Mi pare quindi logico che nulla si oppone a che Dio stesso crei altre vie (ma anche solo ingrandire quelle già esistenti o anche solo migliorarle) al fine di dare un sostegno in più al fedele che vuole fortificare la fede in Lui. Ed è anche mio pensiero che questo è tanto più da Lui ritenuto opportuno in considerazione del comprensibile smarrimento del fedele di fronte ai sempre più contraddittori esempi che le dirigenze stanno dando pubblicamente e non; non solo, ma anche per dare al fedele un ulteriore ausilio che lo sostenga durante questa Fine dei Tempi (è già iniziata? la mia personalissima percezione dice di si e mi dice che siamo alle battute finali – e non mi riferisco ai Maya con il loro 21.12.12). Oggi è mia opinione che nel caso della Valtorta si tratti di un rafforzamento più che di un nuovo strumento che Dio ha messo a disposizione di chi si senta smarrito/voglia ulteriormente rafforzare la propria fede in Dio (che si ritenga di origine divina o meno). Perciò non concordo con chi ritiene che Dio “ha stabilito” e non cambierà, anche solo minimamente, più le Sue decisioni.
E cosa dire su Dan Brown che qualcuno sembra tanto preferire alle letture di Valtorta (e magari sembva consigliarle? Dove potrà arrivare colui che imbocca la strada che è rappresentata dalla lettura intenzionale di Dan Brown? Non è difficile indovinare. E se poi questo qualcuno durante la lettura, comodamente seduto sul divano, accompagna le letture Danbrowniane, sempre con intenzione, con le musiche di Lady Gaga (magari con un Aleandro”) allora non si può sbagliare risposta.
Pubblico ancora questi “secondo me” proprio in risposta a Terranovas. E che si qualificano come “frutti della Valtorta” (che reputo in molto migliore, cattolicamente, di questi suoi discutibili frutti). Nei suoi “secondo me” questo commentatore valtortiano (che con una certa approssimazione possiamo sospettare fra le sue letture “sacre”, annoverare solo la Valtorta… e si vede e si sente!), mostrando una confusione lunare, mescolando tutto a tutto e cose che sono su piani diversi, è riuscito a dire:
1 La Rivelazione potrebbe non essere conclusa
2 La Chiesa di Cristo (che poi di Cristo è il corpo mistico) è la stessa cosa del Sinedrio.
3 Parla di infallibilità in un caso laddove non se ne riscontra necessità, onde la Chiesa si è pronunciata sugli scritti di questa donna provvisoriamente.
4 Praticamente, ignorando la natura della successione apostolica, smentisce la possibilità dell’infallibilità per il Magistero laddove con dogma è stata stabilita solennemente. Ignorando anche che chiunque smentisse un dogma automaticamente è fuori dal cattolicesimo e dalla Grazia.
5 Accusa lo scadimento nel millenarismo tipico dei fenomeni settari. Senza contare la pleonastica affermazione: la fine dei tempi è più vicina. Grazie a ‘sta mazza: essendo la storia umana un fenomeno che ha un inizio e una fine, è chiaro che più passa il tempo più è vicina la fine del tempo.
6 Ignora completamente la natura del peccato nella Chiesa, perché al fondo ignora non solo la doppia natura della Chiesa, stabilità da Dio stesso, ma anche che il peccato originale non ha risparmiato alcuna creatura, eccetto, come il dogma stabilisce, la Vergine.
L’altro giorno, una valtortiana con arroganza mi ha scritto: “La Valtorta non integra, sostituisce il Sinedrio [termine che torna spesso tra gli adepti] di Roma, quel porcilaio che crede di possedere l’unica verità”. Tutto torna.
Quindi quest’opera pur meritevole di letteratura forse ispirata è diventata l’ennesima pietra dello scandalo, la pietra sulla quale non soltanto si immola la Rivelazione in nome di altre semi-divinità (la Valtorta, così la descrivono gli adepti… e ripeto: la Valtorta è sicuramente migliore dei suoi confusi “frutti”), ma si usa per l’ennesima volta come pietra sulla quale decapitare la Chiesa di Cristo a cominciare dal suo Vicario.
Nulla di nuovo sotto le tenebre.
Ad ognuno i propri pensieri, ad ognuno le proprie parole, ad ognuno le proprie opere, ad ognuno le proprie omissioni, ad ognuno il proprio destino.
Buon Natale.
Mi scusi Mastino,
ma come ho già detto, gli scritti di Maria Valtorta si devono leggere all’interno della Chiesa Cattolica.
Se questo non viene fatto si calpesta la volontà stessa di Maria Valtorta.
Ogni lettore che ha avuto modo di leggere i suoi scritti, ogni studioso che ha approfondito la vita di questa mistica, potrà attestarlo e riconoscerlo.
Anche io ho avuto modo di fare la conoscenza via web di persone che usavano gli scritti di Maria Valtorta in modo improprio e senza neppure pensare a tutelare il buon nome di questa mistica.
Questa forma di approccio non tiene in minimo conto la volontà di Maria Valtorta che ha sempre voluto essere all’interno della Chiesa Cattolica e perciò, a mio avviso, non possono essere neppure definiti dei valtortiani perchè:
- non amano Maria Valtorta
- non tengono conto della sua volontà espressa in modo chiaro e fermo.
Nel passato ci sono stati espliciti riferimenti ai cosidetti ‘feroci’ valtortiani, ma occorre anche riconoscere che ci sono i valtortiani intelligenti. Non tanto per attribuirsi categorie od altro, ma solo perché l’intera umanità si divide in persone accanite e in altre più riflessive e prudenti.
La sua chiave di lettura dell’Opera secondo la quale è diventata pietra di scandalo sulla quale si immola la Rivelazione di Nostro Signore Gesù, pertanto non la condivido anche se apprezzo molto il fatto che riconosca come meritevole di letteratura ispirata Maria Valtorta e che essa stessa sia migliore dei ‘frutti’.
Come ho scritto precedentemente nella mia personale difesa di Maria Valtorta:
Maria Valtorta stessa ribadisce che non si tratta del 5° Vangelo ma solo di una esplicitazione di quanto nei Vangeli è scritto.
E’ molto importante chiarire questo punto perchè Maria Valtorta ‘non completa’ il Vangelo, il Vangelo infatti è già completo.
Ed è il Vangelo che giudica Maria Valtorta e non viceversa.
E’ la Chiesa che giudica Maria Valtorta e non viceversa.
Maria Valtorta dentro la Chiesa Cattolica. Chiunque, per uno scopo o per il suo opposto, viene meno a questa volontà ferma della persona di Maria Valtorta commette un abuso su di essa e credo che come cristiano dovrà un giorno renderne conto.
P.S.
ho scritto alla sua redazione come richiesto, ma non ho ricevuto nessuna risposta.
Assolvo entro stasera, evidentemente, fra tutta la posta, deve essermi sfuggito il suo messaggio, che in effetti attendevo. E anzi, ora ho un motivo (preciso) in più.
semplice impressione, senza pretesa alcuna.
La lunghezza dell’articolo,
la insistenza nel perorare la causa,
financo la avversione a Radio Maria (ed al povero Padre Livio)
fanno assomigliare questo lungo e mallopposo articolo
a quei famosi dossier (di corvaglia e bellunato)
contro medjugorje.
Cosimo De Matteis, come tuo solito, parli a ndo cojo cojo. Personalmente, e sono il responsabile di questo sito, sono un gran sostenitore di Radio Maria e di Padre Livio nonostante molte sue sbavature. Persino su Medjugorie abbiamo affermato cose che… più cerchiobottiste non si potrebbe. Nel senso: cerchiamo la verità, se la ricerca produce qualcosa di sgradevole la si enumera anche. La Chiesa, il cattolico non ha paura della verità, perché nulla può perderci ammettendola. E’ questo il discernimento, era questo anche l’invito di Paolo dalla lingua come spada di fuoco.
Sono un lettore della Valtorta dal 1985, Cattolico e praticante. Sono intimamente convinto che l’opera provenga da una rivelazione di Dio. L’opera mi ha aiutato nel vivere con più risolutezza il Vangelo di Gesù.
Chi legge l’opera Valtortiana non deve cadere nell’errore di dimenticare che qui sulla terra le veci di Cristo le fa il Papa e quello che lui decide va accettato perchè è la volontà stessa di Dio.
Dunque ad oggi l’opera Valtortiana, checchè noi valtortiani cerchiamo di girarci intorno, ha solo trovato opposizione da parte dei vertici Ecclesiastici.
Noi leggiamo l’opera, ci piace, ci entusiasma, ci fa amare Gesù, ce lo fa sentire vicino, ma siamo ancora sulla terra e qui sulla terra se siamo Cattolici e abbiamo capito l’Evangelo si fa quello che dice la Chiesa.
Ora qual’è secondo me l’ atteggiamento che il valtortiano deve avere: è quello di leggere privatamente l’opera e diffonderla con discrezione, mitezza, dolcezza, senza addentrarsi in questioni di cui non siamo titolati a parlare e di cui ignoriamo forse i veri risvolti sia quelli terrestri che quelli celesti, senza giudicare il Clero, la Chiesa, i detrattori, questi poi ci mettono davanti agli occhi e a ragione l’articolo dell’Osservatore Romano ecc. ecc. e noi a quel punto siamo belli che “fregati”, io dico hanno ragione loro. Se vogliamo davvero fare una cosa utile per Maria Valtorta dobbiamo pregare, pregare, pregare! Finchè la Chiesa non si pronuncia favorevolmente c’è poco da discutere, si fa solo la figura degli esaltati, degli invasati, degli scismatici, dei fanatici! Del resto senza internet ,senza pubblicità, con l’avversione della Chiesa, senza nessun genere di promozione l’opera di è diffusa in tutto il mondo con 21 traduzioni.
Quoto tutto.
Io l’ho letta più volte…mi ha fatto comprendere la grande FATICA l’IMPEGNO la PAZIENZA di Gesù per gli Apostoli e gli uomini che ha incontrato…e il grande tradimento di Giuda.
Mi sono chiesta più volte cosa sarebbe stato di me se lo avessi incontrato in quel tempo…..
Buongiorno a tutti.
Veniamo a conoscenza ora di questo articolo. Di Valtorta abbiamo letto con più attenzione i Quaderni del ’43 e successivi, rispetto al Poema dell’Uomo Dio, e non ci era sembrato di trovarvi dei contenuti così eretici o “perniciosi” nei confronti della Fede cattolica.
I quaderni trasmettono secondo noi l’immagine di un Cristo molto severo e comunque sia assolutamente carismatico (consentiteci il termine). In questo senso si può dire che sì, da un certo punto di vista, l’opera possa rischiare quasi di “spaventare” chi magari si avvicina alla fede per la prima volta. Ma come accade un po’ per tutte le cose, è difficile capire o presumere gli effetti che un’opera possa avere sulle persone, perché conta molto il senso interpretativo o il fattore emozionale di cui un individuo si dota in un momento della sua vita, e non in un altro.
Aldilà di questo, sinceramente ci sembra difficile da credere che Valtorta abbia scritto l’opera solo di sua mano e con la propria testa, senza alcuna “influenza” mistica o trascendente. Il linguaggio dell’opera (soprattutto dei Quaderni), la vastità degli argomenti toccati, la profondità dei contenuti, eccetera, sono difficili da concepire come il frutto della singola Valtorta, anche ammettendo un rimaneggiamento di Padre Migliorini.
Attenzione, non stiamo dicendo che sia stato Cristo in persona a dettare i quaderni ed il resto! Ma secondo noi è ammissibile un’influenza “esterna”. Il fenomeno mistico poi, a detta di un autore come Guénon (eterodosso, ma può fare al caso nostro), per suo stesso carattere risulta sempre intaccato e contaminato dai limiti propri dell’individuo soggetto a tale esperienza.
“……gli scritti di Maria Valtorta si devono leggere all’interno della Chiesa Cattolica.”
Manco fosse la Bibbia!
Alla fine di questa lunga lettura avverto come dovere morale nei confronti dell’autrice la cui opera ho letto e fatto leggere con profitto ad amici a parenti e nei confronti di amici “telematici” che ritrovo qui, anche se con valutazioni diverse dalla mia, la necessità di testimoniare alcuni dei frutti ricevuti da questa lettura.
Premetto che anch’io aborro la pregiudiziale soggettivista del “per me”, ma ricordo anche S. Agostino che, dopo averci spiegato come in necessariis unitas, ci ha poi ammoniti affinché: in dubiis libertas, ma soprattutto in omnibus Caritas.
Che in questo caso non ci si trovi in necessariis quanto alla valutazione del contenuto dell’opera è stato acclarato dalla pertinente distinzione tra giudizio di non soprannaturalità, e non giudizio di soprannaturalità, dunque lo stato di valutazione dell’opera è da ricondursi a quest’ultima fattispecie, non di condanna ma di sospensione del giudizio, cose molto differenti, anche se linguisticamente vicine. Pertanto ci troviamo in quell’area che l’Ipponate mette a disposizione della libertas e soprattutto della Caritas, virtù che non sempre sono state praticate nel confronto qui sopra. Per Carità, sono il primo a difettarne, sia chiaro, ciò nondimeno Doctor Gratiae alla mano mi permetto di rilanciarne l’adozione.
Mia madre, ora defunta, tornò in Grazia di Dio e in seno alla Chiesa grazie alla lettura dell’opera Valtortiana: lesse l’intero Vangelo due volte, lei che con difficoltà per una vita spesa a lavorare almeno 14 h. al giorno non era certo una divoratrice di libri. Lo stesso posso dire di diversi altri membri della famiglia e per pudore non parlo dei benefici spirituali ricevuti da me e mia moglie mediante queste letture.
Le conversioni e i riavvicinamenti alla fede li opera Nostro Signore, senz’altro, ma mi si permetta di dire che si serve spesso dell’opera della mistica viareggina, soprannaturale o non soprannaturale che sia i frutti sono sicuramenti soprannaturali.
La crociata contro la sua opera “mi pare” imprudente, per usare lo stesso distinguo adottato dalla cdf. La Chiesa non l’ha approvata, ma neppure l’ha disapprovata quanto ai contenuti, ha solo messo in mora il giudizio sulla fonte. Con questo caveat il criterio di giudizio sono i frutti, e magari, scusatemi se lo ribadisco, la lettura dell’opera nella sua interezza, ed entrambi questi elementi di giudizio inclinano la bilancia a suo favore anziché contro.
Cordialmente Giampaolo
Quis custodiet ipsos custodes?
” Le descrizioni di cui abbonda l’opera L’Evangelo come mi è stato rivelato, scritta da Maria Valtorta, riguardano la topografia, l’archeologia, gli usi e i costumi, i dati storici e geografici e quanto altro possa servire a raffigurarci l’ambiente e l’epoca che videro svolgersi la vicenda terrena di Gesù. Un ingegnere in pensione, Jean Francois Lavère, ricercatore aperto ad ogni branca del sapere, ha raccolto migliaia di questi dati, li ha repertoriati e, da alcuni anni, li sta confrontando metodicamente con fonti scientifiche quali: trattati specifici, documenti di ogni epoca, scoperte archeologiche eccetera. Partito da una posizione di scetticismo, più incline a dubitare che a credere ha dovuto arrendersi dinnanzi alla accertata veridicità delle visioni di Maria Valtorta.” il libro si intitola L’Enigma Valtorta di Jean Francois Levère. Mi piacerebbe leggere qualche critica scientifica a questo libro, attendo..
I havent read anything better in my entire life. All you say here against her and her work is pure bullshit!
No he leído nada mejor en toda mi viada. Todo lo que has escrito aquí en contra de ella y de su obra es pura mierda!
Mastino sei bravo ma leggerissimamente provocattolico. Non è essenziale, ma se la leggi tutta è interessante, diciamo che aiuta. La Valtorta intendo. A presto.
non me ne frega niente della Valtorta e l’articolo lo ha scritto Tea Lancellotti, non io
Non sono uno sprovveduto. Ho una certa età. Ho letto (e scritto) molto. Sono stato sempre ubbidiente alla Sede Apostolica: ho già così tanti peccati che non voglio scostarmi da Pietro, dal Vicario di Cristo, e da chi legittimamente parla per lui.
Tanto per darvi una idea ora vedo davanti a me in una scansia della mia biblioteca di migliaia di volumi le copie dell’Index Librorum Prohibitorum che feci rilegare in pelle nera all’epoca.
Nondimeno ho letto tutta l’opera della Valtorta. Sto rileggendo l’Evangelo per la terza volta. Non so se avrò la forza di rileggere le pagine sulla Passione.
Il fatto è che è tecnicamente impossibile per un essere umano scrivere quello che la Valtorta ha scritto. Nostro Signore o Belzebù? Io propendo per il primo, anche perché non ho trovato nulla che sia contrario al Magistero, né mi sono accorto di frutti non buoni.
Leggere la Valtorta è come camminare sulle strade della Palestina assieme a Gesù, sentirne la voce, pregare con Lui, vederne la Divinità.
E l’ossequio verso Nostra Santa Madre Gerarchica non può ottunderci la coscienza che si forma alla constatazione dei fatti: pena il rischio di trasformarci in Scribi e Farisei.
Ritengo però che la scelta di condanna – non suoni una contraddizione – sia giusta e saggia. La Chiesa sta difendendo da duemila anni il Vangelo, composto in fondo di poche pagine, scarne, precise, essenziali. E purtroppo non è stato possibile sempre impedire che il maligno si impossessasse di frasi e concetti delle Sacre Scritture per farne danni giganteschi.
Ebbene, mettere sul tavolo, all’improvviso, le settemila pagine dell’Evangelo della Valtorta siccome ispirate costituirebbe un rischio gravissimo che non possiamo permetterci. Ecco perché è giusto che la cautela prevalga.
D’Altronde, che problema c’è? L’opera della Valtorta non è destinata – per sua natura – ad essere un bestseller. Leggiamola dunque e continuiamo a leggerla come si deve, cautelando caritatevolmente chi non sa leggerla.
Sig. Mastino, la trovo aggressivo nelle risposte e nel modo di porsi. L’essere miti avvicina a Dio, forse lo ha dimenticato. Il nickname che ha scelto credo la rappresenti pienamente e mi chiedo come un difensore della fede cattolica scelga certi nomi in palese contrasto con l’insegnamento. Io non so se gli scritti della Valtorta siano veritieri o meno, ma l’aggressivitá con cui sono da lei e dalla sig.ra Caterina contrastati mi rende molto perplesso…. sembrate detenere la veritá…. anche l’aggressivitá e la superbia allontanano dalla grazia….. La Chiesa é fatta per unire non per separare o discriminare, credo che il messaggio di Cristo su questo sia inconfutabile. Forse é meglio che cerchiamo tutti di migliorare anziché di scontrarci su questi argomenti. Sono incluso anch’io in questo ammonimento. Un abbraccio
A lei manca una qualità che a noi sovrabbonda: l’ironia, l’autoironia, il non prendersi mai troppo sul serio. E quando dice che Cristo “è venuto per unire” dice l’esatto contrario di quel che Cristo stesso ha detto: “Sono venuto per dividere”.
Dal canto mio sto leggendo Maria Valtorta da circa un anno. La lettura non mi ha fatto mai vedere cose strane o …… cosa? Sono molto più felice ora che “sento meglio dentro me” i fatti accaduti 2000 anni fa circa come se fosse ora. E’ semplicemente una cosa meravigliosa. Mi è rinata la voglia di assaporare la storia del nostro Signore.
In favore di Maria Valtorta pregasi leggere il seguente articolo:
http://mariavaltorta.myblog.it/archive/2013/04/19/oro-o-latta-lavere-l-enigma-valtorta.html
Buona giornata in Cristo Re
Gentile Fabio,

evitiamo la partigianeria “i pro e i contro” perchè qui non si è discusso sulla persona, ma sul testo che fino ad oggi la Chiesa non ha ritenuto apologetico nè dottrinale
quando questi pro dicono:
Assolutamente meritevole del riconoscimento, è questo geniale studio scientifico che conferma, su base matematica. in modo inconfutabile l’autenticità della rivelazione privata ricevuta dalla grande mistica…
- parole come geniale, scientifico, matematico….. non sono messe in discussione, ma senza dubbio nessun Papa, nè la Congregazione della Fede ha proclamato mai la Valtorta una “mitica” che a questo punto, scientificamente e matematicamente, non c’azzeccherebbe nulla, anzi, esattamente il contrario: molti mistici approvati dalla Chiesa, non sono affatto dimostrabili umanamente….
Quindi, evitando ogni partigianeria, noi vogliamo solo ascoltare il parere della Chiesa che fino ad oggi ha ritenuto NON opportuno usare la Valtorta come apologetica o dottrina
quando e se e come la Chiesa dovesse cambiare parere, ne riparleremo…
Ti ringrazio per la risposta. Volevo però dire che la Chiesa, che pure è nostra Madre, qualche volta “ha peccato” di eccessiva prudenza. Per es. le importanti apparizioni di Garabandal, considerate autentiche da San Pio da Pietrelcina, non sono state ancora riconosciute dalla Chiesa. Su Medjugorje ci sono ancora strane riserve. A proposito, la Madonna ha detto ai veggenti di Medj che la Valtorta è autentica… Il terzo segreto di Fatima che non è stato rivelato completamente, come dimostra Socci nei suoi libri, è stato parzialmente pubblicato solo dopo molti anni. La Russia non è mai stata consacrata al Cuore Immacolato di Maria come richiedeva Nostra Signora di Fatima ed altri “casi” che preferisco omettere.
Insomma ho l’impressione che, talvolta (sottolineo talvolta), certa prudenza ecclesiale non abbia prodotto bene spirituale.
Grazie per l’attenzione e, nel giorno festivo di Santa Caterina da Siena, invio auguri a tutte le Caterine.
Dice la Maria Simma, parlando a proposito delle apparizioni della MAdonna et similia: “Le anime mi hanno detto di stare attenta alla Valtorta. Non credo si riferissero alla persona, piuttosto a quel che è stato scritto, o meglio: a ciò che hanno scritto nelle sue opere, magari dopo la morte”.
Si dice che è pericoloso per i piccoli.
Tante volte ho pianto leggendo il Poema ; tuttora il mio cuore si riempie di amore quando ricordo un capitolo , un fatto , un personaggio descritto nei libri.
Con affetto