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Lou Reed, quella conversione scandalosa. Che nessuno ha voluto raccontare

in Archivio/Articoli 2013 da

Quello che non ci avevano detto sulla rock-star:

nato ebreo,

vissuto maledetto,

morto cattolico.

Una storia di redenzione inaccettabile per gli esegeti del nulla

 

 di Pepe Ramone

RamoneNon c’è media piccolo o grande (e non c’è profilo di Facebook) che non abbia parlato della morte di Lou Reed, idolo del “rock maledetto”, icona trasgressiva e decadente, sessualmente ambiguo, incline a vizi e dipendenze, quello che apriva la strada verso il “lato selvaggio”, il drogatissimo cantore di “Heroin”, l’apologeta della New York notturna e delle vie della prostituzione.

Ma questo è solo il Lou Reed che vi hanno voluto raccontare.

Lewis Allan Reed è invece sempre stato difficilmente definibile, e più che esaltare il vizio la sua poetica era quella del dolore della “caduta”, della nostalgia straziante di una purezza edenica, della speranza nell’abiezione, del diamante che brilla nel buio. E la ricerca “spirituale” (alla faccia dei suoi epigoni, dei pataccari, e dei falsari iper-nichilisti e dei suoi detrattori male informati), è sempre stata parte importante della sua opera musicale, come già faceva intuire la tenera supplica “Jesus”[1] dei suoi esordi con i Velvet Underground (il gruppo-manifesto della Pop Art di Andy Warhol, per inciso cattolicissimo).

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Allevato nella borghesia ebraica, sottoposto in adolescenza a trattamenti di elettroshock (che lo portarono ai caustici commenti antisemiti degli esordi) Lou Reed negli anni è stato protagonista di svariate prese di posizione sul versante della spiritualità e delle sue origini ebraiche che ne hanno accentuato l’aura “controversa”. Dall’aforisma stracitato e più calzante – “Il mio Dio è il Rock’n’Roll. E’ una forza oscura che ti cambia la vita. La cosa più importante della mia religione è suonare la chitarra” – fino a tardive “prese di coscienza” (si veda la polemica di “Good Evening Mr. Waldheim” o l’ironica risposta alla domanda se fosse ebreo “Ovvio! Non sono forse i migliori?“), fino alla esibizione nel Giubileo del 2000 con Papa Giovanni Paolo II in platea, o agli approcci con il Tai Chi e il Buddismo Tibetano; Louis Allan Reed restava tuttavia un enigma.

E tutto questo è abbastanza documentato, fino agli ultimi anni, curiosamente coperti da un oscuro silenzio, inframmezzato da dichiarazioni ritenute piuttosto “scorrette”:  «Spetta a noi  fare i poliziotti del mondo? Lasceremo fare agli israeliani? Dice un mio amico che dovremmo prendere Israele e trasferirlo nello Utah: adesso basta, ragazzi, fuori da qui. Insomma: è terribile quello che succede con i palestinesi.»[2]

reedMa c’era evidentemente un altro “lato selvaggio” che per i media globali (mainstream o underground, non fa differenza) risultava definitivamente scandaloso e trasgressivo, quello sì, da tacere, da tenere nascosto… quello che, a sorpresa, emerge da un articolo esclusivo per Dagospia[3] del giornalista Paolo Zaccagnini (amico e confidente di Lou Reed), il quale testimonia di una conversione del caro estinto che non pare granché adattarsi ai clichés e alle icone stantie tanto grate ai vatini di “Repubblica”. Ecco infatti quanto si legge nella sentita testimonianza: «Io anarchico e lui diventato cattolico grazie all’amicizia di padre Riches, che poi lo sposò con l’amata Laurie Anderson. Cattolico tanto da essere padrino di battesimo, a Napoli, del figlio di Davide De Blasio, proprietario dell’antica e prestigosa pelleteria “Tramontano” alla Riviera Di Chiaia».

Diamine. Un notizione!

Confermato da alcune tracce sulla stampa di quel battesimo e dell’amicizia di Reed con quel pellettiere.[4] E sappiamo anche che dal Diritto Canonico si richiede che il padrino “sia cattolico, cresimato, comunicato e di vita coerente alla fede e all’incarico che assume; non sia colpito da pena canonica legittimamente inibita o dichiarata“.

Dunque Lou Reed, il “poeta maledetto”, l’antesignano del punk, con l’aiuto di una guida spirituale (Padre Riches, chi è?) aveva trovato quanto cercava proprio in Cristo, nella Chiesa Romana, nel  matrimonio e nell’amore di una donna (Laurie Anderson, altra icona dell’intelligenzia “radical”, convertita al cattolicesimo). Un assurdo, una storia di redenzione inaccettabile per gli esegeti del nulla. Come sempre «scandalo per i giudei, e follia per i gentili»

Eppure di questa notizia (evidentemente rilevante e che dà luce diversa all’intera vita ed opera dell’artista) non appare traccia nelle migliaia di articoli, ricordi, testimonianze, coccodrilli, ex voto del gotha ciarliero globale, dedito più che mai alla ripetizione di stereotipi guasti, superati e contraddetti dalla Storia, dannosi e detestabili. Per essi giova (e forse è più “funzionale”) raccontare una icona bloccata in un eterno ed immotivato “conformismo della trasgressione”. Per questi la dimensione epica e drammatica dell’opera di Lou Reed equivale all’ottusa fissità antiumana delle sinistre pose di una Lady Gaga.

“Loro”, una élite globale di “pensatori” di pensieri altrui, sempre più colpevolmente disinteressati e distanti dalla Verità.


[1] “Jesus / Help me find my proper place / Help me in my weakness / ‘Cos I’m falling out of grace / Jesus, Jesus“  http://www.youtube.com/watch?v=2-SD90fws3w

[2](http://www.repubblica.it/spettacoli-e-cultura/2012/03/04/news/lou_reed_io_warhol_e_i_miei_settant_anni-30907057/

[3]http://www.dagospia.com/rubrica-2/media_e_tv/io-e-il-mio-amico-lou-paolo-zaccagnini-con-il-rock-reed-centrava-poco-65443.htm

[4]http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/campania/spettacoli/articoli/2008/09_Settembre/26/reed_madre.html http://www.ilmattino.it/spettacoli/musica/lou_reed_laurie_anderson_davide_de_blasio_chicco_marin_rosalba_imparato/notizie/346479.shtml

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24 Comments

  1. ” sappiamo anche che dal Diritto Canonico si richiede che il padrino “sia cattolico, cresimato, comunicato e di vita coerente alla fede e all’incarico che assume; non sia colpito da pena canonica legittimamente inibita o dichiarata“.”

    Sappiamo che questa è la teoria, ma la pratica spesso è diversa, purtroppo; vedasi commenti di pochi giorni fa ad un altro post. Per cui direi che l’essere stato padrino di un battesimo non prova niente (rimane poi una serie di dubbi sull’opportunità della decisione: uno che deve battezzare un figlio non ha veramente una candidatura più “tranquilla” nel giro delle amicizie familiari?).

    In generale sono un po’ a disagio quando leggo questo tipo di notizie (qualche settimana fa una analoga, in retrospettiva, a proposito di Tamara de Lempicka). Se sono vere, mi fa piacere prima di tutto per il defunto, perché chiunque sia spero incontri la misericordia di Dio e una conversione può favorire questo fatto. In secondo luogo è giusto che si racconti il fatto, perché la censura fa parte della strategia comunicativa di considerare tutto ciò che è cattolico come fuori moda e da ignorare, figuriamoci poi se attribuito ad un personaggio famoso.

    Però rimane il fatto che non si sa, proprio perché le notizie sono scarse, quanto in profondità sia arrivata la conversione. Questo è irrilevante per noi, perché è una faccenda solo tra Dio e la persona in questione. Ma dal punto di vista della comunicazione pubblica, non conoscendo tutti i dettagli, si rischia di ottenere un effetto opposto alle intenzioni: di dare una pubblica benedizione cattolica alla vita precedente di queste persone, vita precedente che non è stata coerente con il cattolicesimo.

    Se le notizie vengono confermate, il mio disagio svanisce. Se invece non sono confermate, è semplicemente un gran pasticcio.

  2. Per far da Padrino ad un battesimo Cattolico, bisogna essere, o almeno “risultare” Cattolici.. e se Reed, nato Ebreo.. l’ha potuto fare.. evidentemente era entrato a far parte della Chiesa cattolica..

    • Se dessimo retta alle stravaganze dell’allora arcivescovo di Buenos Aires, “persino un ateo o un ebreo” può fare da padrino al battesimo. Non mi meraviglia che uno così, di questi tempi, sia stato eletto pontefice.

  3. Lou Reed era ebreo e non cattolico. Frequentava la comunità ebraica e per esempio partecipava ogni anno al seder di Pesach, anche nell’ultimo anno della sua vita. Perchè inventarsi cose che non servono?

    • Si può essere ebrei E cattolici, Elsa.
      Ebrei per nascita e per sangue.
      Cristiani e cattolici (xché non si è pienamente cristiani se non si è pienamente cattolici) per scelta e per Fede.
      Non sussiste alcun aut-aut ma può esservi un (cattolico) et-et

  4. Non ti conosco e so di Lou Reed praticamente niente che alcune sue canzoni. Eppure trovo il tuo pezzo , come dire, ecco, senza voler essere volgare…Ma anche in una conversione o chiamala come vuoi, presunta tale , insomma ma saranno o no stati solamente che cazzi suoi, ma tu che c’entri, che ne sai di cio che passa nell’animo di un personaggio seppur pubblico, avra o no qualche diritto ad un suo privato almeno in quegli istanti..Insomma mi sembri solo voler far colpo con un pezzo che dica qualcosa di diverso da tutti, tanto trovo inopportuno e spietato, cinico il tuo commento…Senza voler offenderti, ma veramente una cattiveria montata su una banalita e travestita da chissacosa. Checazzo di scandalo sara’ poi se uno vuole o no convertirsi in finale della vita….Sono solo esclusivi CAZZI SUOI.

  5. CVD (Come Volevasi Dimostrare).
    Quanto fastidio provoca al mondo la conversione, soprattutto di una persona famosa.
    C’è gente che darebbe un braccio per smentirla.

  6. Mah… Il funerale è stato tenuto in forma strettamente privata, quindi certamente l’intenzione sua e della famiglia è di tenere tutto riservato. Pertanto, credo che non ci siano notizie concrete su cui discutere.

    • L’unico modo di essere certi della conversione ( anzi del battesimo ) è trovare il registro del battesimo. Ma allora si potrebbe sindacare ” non siamo certi dell’intenzione “, ed è vero.
      Però se si è fatto battezzare un motivo ci sarà stato, preghiamo per le anime del purgatorio: se è tra loro bene, altrimenti amen!

  7. Alla fine della fiera comunque la eventuale conversione non resta. Non aiuta nessuno (solo lui forse, se è vera).
    Quel che resta sicuramente è Lou Reed propagandista della dissoluzione.
    Quindi se ognuno di noi può essere giudicato secondo le proprie opere, beh, Lou Reed deve essere giudicato duramente.
    Tutto il resto è retorica sul nulla.

      • Scusate la divagazione… C’è un modo di linkare le Sacre Scritture usando un sito della Chiesa Cattolica? laparola.net è lavoro meritorio di un privato, è utile per fare confronti con le edizioni protestanti, ma preferirei una cosa ufficiale.

    • Le opere si giudicano, non le persone. Certamente non possiamo condividere i messaggi che ha lanciato in vita, da cantante famoso, ma non mi permetto di giudicare la persona, conversione o no, conversione valida o non valida.

          • Mea culpa e la decisione è ragionevole (in ogni caso non si discutono le decisioni dei padroni di casa). Ma io vedo 250 caratteri disponibili, non 1000.

          • Mi hanno fregato: al solito c’è stata una sorta di riunione di redazione, io ho detto “1000” altri “250”, certi “500”. Chiaramente nessuno si è sognato di cagare la mia richiesta. E’ QUESTA L’OCCASIONE DI PROTESTARE PUBBLICAMENTE

    • Quello che resta per Dio è il modo in cui un uomo decide di morire: Lou Reed può essere stato il peggiore fra gli uomini, ma se un istante prima di morire si è pentito invocando la misericordia divina è salvo tanto quanto uno che ha compiuto buone opere tutta la vita. Ricordiamo la parabola degli operai della vigna: gli ultimi arrivati sono stati pagati tanto quanto i primi che lavoravano dall’alba. Il buon ladrone si è salvato per un solo atto di fede avuto poco prima di morire. Solo per il metro di giudizio umano incapace di gratuità questo può infastidire. E’ Dio che offre la salvezza fino all’ultimo istante, Reed a quanto pare l’ha accolta gli ultimi anni della sua vita. Di questo ci dovremmo rallegrare e lodare Dio.

    • Um commento su questa frase:
      ” Quindi se ognuno di noi può essere giudicato secondo le proprie opere, beh, Lou Reed deve essere giudicato duramente. “.
      Se Lou Reed si é sinceramente convertito sicuramente ha compreso i suoi peccati, cosa che tutti dobbiamo fare, nessuno escluso.
      La conversione e l’osservanza di tutti i comandamenti porta alla salvezza eterna dell’ anima. Salvezza non vuol dire entrare subito in Cielo alla presenza di Dio se non si è purificati.
      La Misericordia di Dio, se pentiti se pentiti sinceramente, ci salva come salvó anche il Ladrone pentito sulla croce. Ciò che viene cancellato é la COLPA che, diversamente, ci porterebbe alla Pena eterna, ma se qualcosa va scontato c’è il Santo Purgatorio, duro ma non eterno.

  8. Stiam avendo la ennesima conferma di quanto sia insopportabil, per un ateom la conversione (in punto di morte o meno) di un personaggio famoso.
    Credo che faccia il paio con la rabbia di satana nel vedersi strappare un anima dal Salvatore.

  9. Forse non se ne è voluto parlare perchè è una bufala, citata solo in un’articolo che non trova riscontro da nessuna parte. Sul sito italiano smentiscono. E in effetti la lettera della moglie non lascia molti dubbi.

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